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FIORI DI BACH

1 Maggio 2018 Medicina Energetica

FIORI DI BACH

Dr Michel MALLARD medico chirurgo specializzato in Omeopatia

La Floriterapia, messa a punto dal Dott. Edward Bach (1886-1936) in Inghilterra, è un ottimo aiuto per uscire delle problematiche psicoemotive, riconosciuto dall’Organisation Mondiale de la Santé (OMS) dal 1976.

L’ORIGINE DEI FIORI DI BACH

Per Edward Bach, famoso omeopata, la malattia rappresenta l’espressione di un conflitto o di un disordine verificatosi a livello psichico o esistenziale. La sua regola di base era : “Cura la persona e non la malattia”.
Edward Bach nacque a Moseley (frazione di Birmingham) nel West Midlands inglese, il 24/09/1886, da una famiglia di origine gallesi. Era un bambino piuttosto debole, ma molto sensibile. Trascorse la sua gioventù in stretto contatto con la natura dove passeggiava lunghe ore dimostrando una passione per il sapere e una compassione per il prossimo.
A 17 anni, Edward interrompete gli studi per non essere di peso alla famiglia. Andò a lavorare nella fonderia del padre, dove a stretto contatto con gli operai e ascoltando i loro problemi, confermò la vocazione di dedicare la sua vita alla medicina, (come già voleva a 6 anni) o alla teologia. Alla fine si iscrisse alla Facoltà di Medicina di Birmingham, dove si laureò nel 1912. Ottenne poi una specializzazione in Sanità Pubblica a Cambridge.

Dall’inizio della sua attività professionale, nel 1913 come responsabile medico del pronto soccorso dell’Università College Hospital di Londra, poi come responsabile del reparto di chirurgia d’urgenza al National Temperance Hospital, Edward Bach passava ore nei corridori dell’ospedale ad osservare i pazienti con compassione. Infatti, con il suo sviluppato senso dell’osservazione, E. Bach riuscì a capire che nel trattamento di una qualsiasi patologia, la personalità dell’individuo gioca un ruolo molto importante. L’esercizio della professione gli fece capire che l’interesse del medico si deve rivolgere alla persona nel suo insieme psicosomatico e ambientale. Per gravi problemi di salute, E. Bach fu costretto a lasciare il suo incarico di chirurgo, ma la sua volontà gli fece riprendere l’attività clinica e di ricerca nel reparto di batteriologia e di immunologia dell’Ospedale Universitario dal 1915 al 1919, dove si dedicò alle ricerche sui batteri intestinali.
Nel 1916, Bach ebbe una figlia con Kitty Light, con cui aveva una relazione extraconiugale.
Nell’aprile del 1917, sua moglie Gwendoline, morì di difterite, un mese dopo sposò Kitty e nel giugno del 1917, Edward Bach venne operato d’urgenza per emorragia di origine tumorale splenica con metastasi epatiche. I medici gli diedero tre mesi di vita, ma sapendo di avere un tempo limitato a sua disposizione, ancora debole, ritornò nei laboratori dell’ospedale e superò la sua malattia. E. Bach pensò che la sua guarigione fu il risultato della sua devozione per i suoi pazienti e il seguire la sua propria missione della vita, che gli procurarono pace dell’anima e grande gioia interiore. Dopo questa esperienza personale, sostenne che la malattia nasce dal conflitto interiore quando la personalità non vive in armonia con il proprio essere, da interpretarsi come un campanello d’allarme che segnala la necessità di intervenire prima che il sistema di omeostasi organico-emozionale collassi.
Il suo lavoro sulla tossiemia intestinale diventa molto conosciuto. La sua esperienza clinica e la sua sensibilità a identificare la sintomatologia psicho-emotiva, gli fece scoprire che la disbiosi intestinale non era una, ma tante e caratterizzate da stati emotivi e malattie croniche indotti dai specifici ceppi batterici patogeni . Cosi descrisse 7 stati d’animo in relazione ai 7 ceppi batterici.
Bach fu un pioniere, in quanto sosteneva che le percentuali dei microorganismi presenti nei campioni fecali riflettono lo stato di salute del paziente. Esattamente quello che noi oggi chiamiamo analisi del microbioma : l’esame delle feci che, dalla composizione della flora intestinale, indica le probabilità di disturbi infiammatori, metabolici e neuro-emotivi.
Questa scoperta lo portò ad essere batteriologo presso il Royal London Homeopathic Hospital dal 1919 al 1922 , dove i suoi “autovaccini intestinali” (tintura madre dei 7 batteri intestinali) diventarono “nosodi”, in collaborazione con il farmacista discepolo di Samuel Hahnemann, Ernst Louis Armbrecht e sua moglie Charlotte Nelson, che aprirono la prima azienda farmaceutica omeopatica europea della storia, a Londra, denominata Armbrecht, Nelson & Co., (abbreviato A.Nelson & Co.). In pratica, E. Bach entra nella storia del “Nelsons brand”.
Conquistato dalla lettura dell’”Organon”, l’imponente opera fondamentale di Hahnemann, con cui si sente in sintonia.E. Bach applicò il principio di similitudine, e prescrisse i batteri intestinali diluiti e dinamizzati per curare i pazienti che presentavano gli stessi sintomi tali degli ammalati. Edward Bach era particolarmente all’ascolto dei sintomi psichici per la somministrazione del medesimo nosode e riuscì a risolvere centinaia di casi di malattie croniche.
Nel 1922, si trasferì in un laboratorio nel Crescent Park di Londra per proseguire più tranquillamente le sue ricerche, pur continuando a ricevere i pazienti nel suo studio di Harley Street (via dei studi medici più famosi) e nel consultorio di Nottingham Palace per gli indigenti.
Nel 1924, presentò ad un congresso una relazione intitolata “Intestinal toxaemia in its relation to the cancer”, nella quale presentò le relazione tra gli errori di alimentazione, la disbiosi intestinale sorgente di tossiemia e l’apparizione del cancro. Sosteneva che il 25 % dei casi di cancro inoperabili trattati con una dieta composta esclusivamente di frutta, verdura e cereali mostravano un miglioramento temporaneo dei sintomi; dopodiché si potevano aggiungere i nosodi intestinali corrispondenti alla sintomatologia.
Ma, non si accontentò del successo dei suoi 7 nosodi. Volendo scoprire qualcosa in più, si mise a studiare le proprietà e le virtù delle piante.
Nel 1928, osservando le persone durante una festa nel Galles, si rese conto che queste possono essere suddivise in gruppi omogenei psicologici. Da lì, non perse più la convinzione che la malattia è la conseguenza di una disarmonia tra corpo e spirito e che il rimedio deve essere scelto secondo le emozioni negative del paziente. Fu il punto di partenza per cui decise di trovare le proprietà terapeutiche delle piante sulla sfera psico-emotiva. A differenza di Hahnemann, a E. Bach, non piaceva l’idea di usare dei veleni o sostanze tossiche per fabbricare i rimedi. Voleva sostituirli con rimedi di origine vegetale. Individuò diverse piante la cui frequenza energetica era simile a quella dei nosodi, che però non rispettavano il principio della polarità. Le piante trattate omeopaticamente hanno una polarità positiva, mentre quella di suoi nosodi era negativa.

Un giorno di fine settembre del 1928, Edward Bach decise di seguire un impulso che gli suggeriva di recarsi nel Galles. Nella campagna, prima guardava verso ovest, “dove il sole, giallo oro come il fiore del Mimolo, cade nelle profondità andando incontro al rinnovamento” poi si volse verso est “dove la luce del cielo, rosea, come il fiore di Impatiens rinasce”. Raccolse questi due fiori che entrambi non sono di origine britannica. Tornò a Londra con questi due fiori, li preparò con lo stesso metodo utilizzato per i suoi vaccini orali di batteri intestinali, e li sperimentò su di sé, come ogni buon omeopata faceva all’epoca. Così scopri che Mimulus lo aiutava ad affrontare la paura della mondanità e del cambiamento professionale che stava operando, e Impatiens a indirizzare meglio la sua febbre di scoprire subito la medicina che aveva in mente da tempo.
Nello stesso anno, cominciò ad usare anche Clematis.
Queste tre scoperte lui aprirono la via di studio dei rimedi floreali, con i quali pensava di sostituire i suoi 7 nosodi. Comprense che era all’alba di scoprire una medicina completamente nuova.
Contro l’osteggiamento di tutti i suoi collaborati e amici, nella primavera del 1930, E. Bach (chiamato “il secondo Hahnemann”) abbandonò la sua professione di medico e le sue ricerche sui nosodi per dedicarsi esclusivamente alla ricerca delle energie del mondo vegetale. Lasciò Londra dopo aver ceduto il laboratorio, bruciato gli scritti e gettato via il contenuto dei flaconi di vaccino. Si trasferirì nella città balneare di Cromer lungo la costa nord del Norfolk, fino al 1934.


Da quel momento, Edward Bach non pretese più nessun pagamento dai suoi pazienti e visse solo grazie alle donazioni.
Di seguito alla sua osservazione di un campo di fiori bagnati di rugiada, E. Bach pensò che quelle gocce d’acqua erano magnetizzate dall’essenza dei fiori con l’aiuto calorico e energetico del sole. Da qui, nacque il metodo della solarizzazione per la preparazione dei rimedi.


E in questi specifici anni che Bach si rese conto d’avere doti da pranoterapeuta, ma non solo, di guarire inoltre alcune persone con la semplice imposizione delle mani e di ricevere le informazioni attraverso le mani. La sua sensibilità era tale da percepire le proprietà d’una pianta nel suo proprio corpo: gli bastava appoggiare la mano sopra la pianta o di prendere il fiore nella mano. Questa sensibilità si accentuò a tal punto di entrare in risonanza a distanza, con la pianta. Prima di trovare un fiore particolare, Edward Bach provava in modo molto acuto lo stato negativo al quale questo fiore corrispondeva e il dolore nel suo corpo. Allora egli percorreva la campagna e si lasciava condurre fino alla pianta che gli procurava istantaneamente pace e sicurezza. Qualche’ora dopo, i disturbi fisici sparivano.
Nel 1930, E. Bach pubblicò “Some new remedies and their uses”
Nel 1931, E. Bach pubblicò “Heal thyself – An explanation of the real cause and cure of disease”, (“Guarisci te stesso”), studio sulla malattia e le sue cause e sul senso della vita.

Nel 1932, il numero di fiori era arrivato a 12 e E. Bach ne incluse una relazione nel suo libro : “Free Thyself” (Libera te stesso).

Nel 1933, E. Bach pubblicò un altro libro : “The Twelve healers and four helpers” (I 12 guaritori e I 4 aiutanti)
Nel mese di dicembre 1933, durante un violento temporale, una scialuppa a vela di nome “il Sepoy” ,fece naufragio prima di rientrare nel porto di Cromer. Edward Bach assistè dalla sua finestra all’eroico salvataggio del leggendario Henry Blogg e del suo equipaggio. I due pescatori salvati rimasero aggrappati al relitto della chiatta a vela, per due ore. Quando i marinai mezzo annegati furono portati sulla passerella erano in ipotermia e deliranti, con la bava alla bocca. Nel frattempo, Edward Bach andò nella sua cucina e mescolò alcuni rimedi floreali, quindi si precipitò al porto e amministrò al primo uomo salvato un po’ del suo rimedio appena creato. Prima che l’uomo fosse stato spogliato e avvolto in coperte calde, si era già seduto, sano di mente e chiedendo una sigaretta. Da lì, Edward Bach chiamò questa miscela di Star of Bethlehem, Clematis, Cherry Plum, Impatiens e Rock Rose : il Rescue Remedy.

Nel luglio del 1934, E. Bach pubblicò una seconda edizione del precedente libro, aggiungendo altri 4 fiori : “The Twelve Healers and Seven Helpers” (I dodici Guaritori e sette Aiuntanti).
Nel 1934, E. Bach lasciò Cromer e si stabilì nel villaggio di Sotwell, in una casa chiamata Mount Vernon, punto di partenza del “Dr Edward Bach Center” dove furono fabbricati e commercializzati i suoi primi rimedi floreali, fino al 1991, quando i Nelsons ripresero l’imbottigliamento e la distribuzione, a seguito dell’incremento a livello mondiale della richiesta di Bach Original Flowers Remedies.

Entro l’autunno del 1935, E. Bach aveva scoperto altri 19 fiori, oltre alla preparazione attraverso il metodo della bollitura delle piante raccolte. Con un totale di 38 rimedi, Edward Bach annunciò che il suo metodo era completo.

Nell’estate del 1936, iniziò a scrivere la versione definitiva ampliata del suo testo sui fiori di campo, così ama definirli, ovvero “I dodici guaritori e altri rimedi” (di cui la prima edizione era di 1933 : “The Twelve healers and seven helpers” I 12 guaritori e I 7 aiutanti) e preparò la conferenza intitolata “Le erbe guaritrici”, che espose il giorno dei suoi 50 anni.

Fu cosi che Edward Bach determinò 38 fiori che permettono di ricoprire gli stati d’animo negativi da quali l’uomo può soffrire., ma faceva difficoltà a classificare “i nuovi arrivati” dentro la precedente classificazione dei 12 guaritori e 7 aiutanti. In realtà per E. Bach i guaritori sono più di 12,e alcuni rimedi non trovano una naturale collocazione dentro questa classificazione, ma sotto la pressione di suoi editori, il titolo “12 guaritori” è rimasto, facendo referenza ai 12 fiori già conosciuti dei lettori, e a quello fu aggiunto “e altri rimedi” che includono i “7 aiutanti e i nuovi rimedi”.

Alla fine, Edward Bach eliminò completamente la distinzione guaritori/aiutanti e classificò i 38 rimedi in 7 categorie di stato d’animo negativo :

Paura e apprensioni
Incertezza e indecisione
Solitudine
Insufficiente interesse per il presente
Ipersensibilità alle influenze esterne
Scoraggiamento e disperazione
Preoccupazione eccessiva per gli altri

Verso la fine di ottobre le forze cominciarono ad abbandonarlo e quindi passò la consegna ai suoi collaboratori Nora Weeks e Victor Bullen su come proseguire il suo lavoro di fabbricazioni, prescrizioni e conferenze.

Il 27/11/1936, a cinquant’anni, Edward Bach morì nel sonno, in una casa di cura, dove era da poco ricoverato, felice di aver potuto portare a termine la sua missione. La causa della morte fu scompenso cardiaco in sarcoma, recidiva della malattia neoplastica dopo 19 anni.

La sua casa di Mount Vernon è sede di una fondazione in suo onore e di un museo aperto ai visitatori, il Bach Centre.

I 38 FIORI DI BACH : SUDDIVISIONE SECONDO GLI STATI D’ANIMO

1. PAURA

ROCK ROSE ( ELIANTEMO, hélianthème, heliantum nummularium) per il panico , il terrore.
MIMULUS ( MIMMOLO, muscade, mimulus guttatus) per la paura del buio, del domani, della povertà, della solitudine, del dolore, della malattia, degli altri, di un esame, ecc.

  CHERRY PLUM ( VISCIOLA, prunier Myrobolan, prunus cerasi fera) per la paura di non controllare gli impulsi di pensieri o atti e distruttori, paura di cadere nella follia.
ASPEN ( PIOPPO, tremble, populus tremula) per il timore che succede qualcosa senza sapere perche.

RED CHESNUT (CASTAGNO ROSSO, marronnier rouge, aesculus carnea) paura che sia successo qualcosa di grave alle persone amate.

2. INCERTEZZA

CERATO (PIOMBAGGINE, plumbago, ceratostigna wilmottiana) cerca sempre il consiglio da altrui perche dubbia della sua capacità di giudizio, cambia spesso idea, tendenzialmente ipocondriaco.

SCLERANTHUS (SCLERANTO, alène, scleranthus scleranthus annus) incertezza, indecisione, non arriva a scegliere tra due cose opposte.
GENTIAN (GENZIANA, gentiana, gentiana amarella) scettico, dubbia di tutto, tende a bocciare a priori qualunque proposta positiva, perde facilmente il coraggio.

GORSE ( GINESTRA, ajonc, ulex europoeus) disperato, pessimista, non sa più che fare perché non riesce più a capire cosa veramente voglie e desidera.
HORNBEAM( CARPINO, charme, carpinus betulus) per l’insufficienza di coraggio che porta a domani il compito da fare oggi, perché si sente esausto e demotivato. Può presentare una seria di disturbi : cefalea, sensazioni vertiginosi, scarza attenzione e memoria labile.
WILD OAT (AVENA SELVATICA, folle- avoine, bromus ramosus) indecisione di chi piacerebbe di fare bene le cose nella sua vita, ma non sa dove iniziare con conseguente frustrazione conoscendo le sua capacità e l’ambizione di rialzarle.

3. SOLITUDINE

WATER VIOLET (VIOLETTA ACQUATICA, violette d’eau, hottnia palustris) preferisce l’isolamento, tiene una distanza dagli altri, indipendente, non ama le interferenze, sentimento di superiorità.

  IMPATIENS ( ERBA BALSAMINA, impatience, impatiens glandulifera) impazienza, irritabilità, tensione emotiva, s‘isola dagli altri, non va in empatia per manca di pazienza, non sopporta il ritardo.
HEATHER ( ERICA, bruyère, calluna vulgaris) teme la solitudine ma non riesce ad ascoltare veramente gli alltri, cerca l’attenzione per riempire un vuoto interiore incolmabile che la può portare alla bulimia o al consumo di alcool e droghe.

4. DISTACCO DALLA REALTÀ

CLEMATIS (CLEMATIDE, clématite, clematis vitalba) distrazione, dimentica impegni, rifugio nella fantasia del sogno, indifferenza, con conseguente visione distorta del reale che però non accette di mettere in discussione.
HONEYSUCKLE (CAPRIFOGLIO, chévrefeuille, lonicera caprifolium) vive di rimpianti e nostalgie del passato per difficoltà ad affrontare i problemi attuali.  
  WILD ROSE (ROSA CANINA, églantine, rosa canina) apatia, rassegnazione, rinuncia passiva, stato di melanconia, sopravive in un stato di indifferenza paralizzante senza avere l’idea di sperare un cambiamento.
OLIVE (OLIVO, olive, oliva europea) per la persona vuotata della suo energia, esaurita, quando tutto diventa un sforzo dopo un momento provato. Anche mangiare o prendere sono diventa faticoso.
WHITE CHESNUT (CASTAGNO BIANCO, marronnier blanc, aesculus ippocastanum fiori) contro la tortura mentale da pensieri ossessivi di cui non arriviamo a distaccarsi come per esempio alzarsi di notte per controllare più volte gas, acqua, luce e porta.   
  MUSTARD (SENAPE,moutarde, sinapis arvensis) accessi di depressione e profonda tristezza senza motivo apparente.
CHESNUT BUD (GEMMA DI CASTAGNO, bourgeon de Marronier, aesculus ippocastanum) per la tendenza da ripetere sempre gli stessi errori senza tirarci lezione perché non riesce a focalizzare l’attenzione su qualcosa di specifico.   

5. IPERSENSIBILITÀ

  AGRIMONY (AGRIMONIA, aigremoine, agrimonia eupatoria) per le sofferenze nascoste dietro una maschera di giovalità.
CENTAURY (CENTAUREA, centaurée, centaurium umbellatum) non sa dire no, perché la sua sottomissione risulta dal bisogno di essere contenuto, protetto.  
  WALNUT (NOCE, noyer, juglans regia) sensibilità e fragilità in una fase importante di cambiamento nell’esistenza esposta all’influenza degli altri.
HOLLY (AGRIFOGLIO, houx, ilex aquifolium) sfiducia, gelosia, odio, rancore, bisogno di vendetta per mancanza di introiezione dell’amore.  

6. DELUSIONE E DEPRESSIONE

LARCH (LARICE, mélèze, larix decidua) sentimento di inferiorità, non tenta per paura della sconfitta.
PINE (PINO, pin sylvestre, pinus sylvestris) senso di colpa, pensa di non fare mai abbastanza bene, può rendersi responsabile degli errori degli altri.  
  ELM (OLMO, orme, ulmus procera) capace ma si sente scacciato dall’ampiezza del compito.
SWEET CHESNUT (CASTAGNO DOLCE, châtaigner, castanea sativa) disperazione totale, prostrazione mentale, percezione di vuoto assoluto.  
STAR OF BETHLEHEM (STELLA DI BETLEMME, étoile de Bethlehem, ornitogalum umbellatum) traumi psichici o fisici, passati o recenti che hanno provocato blocchi emotivi che portano spesso delle resistenze inconsce rispetto al camino di guarigione.
WILLOW (SALICE, saule, salix vitellina) sentimento di ingiustizia, di vittima, esprime rancore, risentimento, amarezza, ma non accetta di migliorare perché non riesce a collegare ciò che gli accade con il suo comportamento e il suo stato d’animo. La colpa è degli altri, mai di se stessa.
OAK (QUERCIA, chêne, quercus robur) per la stanchezza del coraggioso che lotta senza riposo fino alla fine.
CRAB APPLE (MELO SELVATICO, Pomme sauvage, malus pumila) sentimento di vergogna e di essere sporco, impuro. Non sopporta il disordine. Risente il bisogno di pulirsi e purificarsi. Perché presenta una mancata sintonizzazione con il proprio corpo.

7. INTERESSE SCORRETTO VERSO GLI ALTRI

  CHICORY (CICORIA, chicorée sauvage, cichorum intybus) possessivo, egocentrico, per esempio : la super mamma tentacolare che non ha tagliato il cordone ombelicale. Perché soffre di una profonda insoddisfazione psicologica : il sentimento di non essere accettato e di non essere mai stato amato.
VERVAIN (VERBENA, vervaine, verbena officinalis) personalità entusiasta, fanatica, dominatrice che ha bisogno di convincere gli altri. Presentano una grande tensione muscolare perché il corpo è all’immagine del comportamento mentale, contratto come per trascinare tutti gli altri dietro di lui. L’esempio tipo è il responsabile di associazione caritativa.
VINE (VITE, vigne, vitis vinifera) leader despotico, padre intransigente, direttore o capufficio che da gli ordini d’un modo militare senza rispettare le persone.
BEECH (FAGGIO, hêtre, fagus sylvatica) arrogante, ipercritico, intollerante verso gli altri come con se stesso, le giudica senza tentativo di comprensione.
ROCK WATER (ACQUA DI ROCCIA) di eccessivo idealismo, presenta una rigidità delle idee e attitudini verso gli altri come per se stesso, ha bisogno di essere un esempio per orgoglio spirituale, ma senza convincere con la forza. La loro severa autodisciplina prende le sue radici nell’infanzia per sopravvivere per esempio ad una carenza genitoriale.

CI SONO EFFETTI COLLATERALI, REAZIONI ?

I fiori di Bach sono delle frequenze energetiche pure e armoniche che non provocano effetti collaterali. Può ogni tanto prodursi una reazione iniziale di intensificazione passeggera dei sintomi, come lo può fare ugualmente la cura omeopatica.
Le reazioni alla prima ingestione dei fiori di Bach sono individuali.
Ognuno reagisce secondo il suo carattere personale :
Quelli che affrontano gli eventi della vita in modo drammatico possono reagire sotto forma di scatti d’umore o di sogni movimentati, per esempio.
Alcune persone hanno pensieri mai accaduti precedentemente.
Altri arrivano a prendere decisioni nel quotidiano che non erano ancora mai riusciti a prendere.
Le reazioni possono essere lente, tipo apertura e equilibrio progressivo.
Come per tutte le terapie della psiche, i fiori di Bach possono risvegliare le resistenze dell’inconscio a guarire. Si può tradurre da una reazione psicosomatica come cefalea o nausea passeggera o un “atto mancato” come “perdere” il flacone.
Nelle persone anziane con patologie croniche consolidate, occorreranno dai 12 ai 18 mesi di cura prima di osservare una modificazione della personalità o influenze positive sul male cronico.
Quelli che hanno patologie genetiche o patologie non curabili percepiscono un certo conforto nell’ingestione di fiori di Bach (pace interiore e irraggiamento più positivo).
Abbiamo visto delle donne predisposte ad abortire, portare a terme la loro gravidanza dopo la terapia con i fiori di Bach.
L’ingestione di un fiore di Bach che non corrisponde alla stato psico-emotivo della persona, non produrrà effetto, perché non entrerà in risonanza con l’organismo.
La consapevolezza di nostri blocchi facilita la loro liberazione con il fiore di Bach. Per questo motivo, numerosi psicoterapeuti le associano alle loro cure. Il fiore di Bach non trasforma la persona senza la realizzazione cosciente del processo liberatore. Grazie al meccanismo di risonanza biofotonica, il fiore da l’opportunità all’individuo di sbloccarsi, ma il subconscio libererà solo ciò che il soggetto è capace di assimilare al momento.

 

CI SONO DELLE CONTROINDICAZIONI ?

Non ci sono controindicazioni. I fiori di Bach possono essere prese da tutti : bimbi, adulti, anziani, donne in gravidanza.
Possiamo parlare di controindicazioni che sono piuttosto delle non indicazioni : tutte le situazioni di scompenso o d’urgenze, dove la priorità terapeutica vitale viene prima della floriterapia, tipo rianimazione, cura intensiva, chirurgia.
« La salute è il nostro patrimonio, un nostro diritto. È la completa e armonica unione di anima, mente e corpo; non è un ideale così difficile da raggiungere, ma qualcosa di facile e naturale che molti di noi hanno trascurato » (Edward Bach)

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ULTRASUONOTERAPIA

30 Aprile 2018 Medicina Energetica

ULTRASUONOTERAPIA

Dr Michel MALLARD medico-chirurgo specializzato in osteopatia

COS’È L’ULTRASUONOTERAPIA ?

L’ultrasuonoterapia è una terapia fisica che utilizza l’effetto biologico degli ultrasuoni nel campo delle patologie tendino-muscolari, articolari, legamentose e della medicina estetica contro la cellulite.

L’applicazione terapeutica degli ultrasuoni ha iniziato dopo la seconda guerra mondiale.

 

COME FUNZIONA L’ULTRASUONOTERAPIA ?

Gli ultrasuoni sono delle onde meccaniche vibratorie ad andamento longitudinale, che penetrando nei tessuti svolgono azioni meccaniche, termiche e chimiche locali.

L’effetto meccanico risultato dall’onda ultrasonica mette in movimento le particelle dei tessuti attraversati.

Si esercita così un micro massaggio sulle parti molli che ha un effetto rilassante delle contratture ed un effetto termico con vasodilatazione.
Infatti, l’energia ultrasonora viene assorbita dal tessuto e quindi convertita in calore.

L’effetto chimico è dovuto alla modificazione del pH (meno acido) risultante del rimosso delle scorie acidi muscolari (acido lattico) e del risultante aumento della permeabilità cellulare con conseguenti cambiamenti molecolari energetici e metabolici.

L’attenuazione della propagazione dell’onda ultrasonora nel tessuto dovuta all’assorbimento e alla divergenza:

• L’assorbimento è proporzionale alla frequenza (un’applicazione di U.S. di 1.0 MHz penetrerà più profondamente nei tessuti di quella fatta con U.S. di 3.MHz).

• La divergenza dell’onda diminuisce con l’aumento della frequenza. Quindi un’applicazione a frequenza più alta ha un raggio d’azione più focalizzato.
Queste onde hanno un effetto di compressione / decompressione provocato dal movimento di va e vieni delle particelle del mezzo di trasmissione (i tessuti umani), (parallelo al senso di propagazione delle onde), in grado di determinare un movimento dei liquidi e una scompaginazione dei tessuti aderenti per separazione delle fibre di collagene.
La profondità di penetrazione del suono è di circa 6-8 cm.

QUALI AZIONI HA L’ULTRASUONOTERAPIA ?

Antidolorifica
Rilassante muscolare (decontratturante)
Anti aderenze
Fibrinolitico (riassorbimento di ematomi)
Frammentazione delle tenui calcificazioni
Ipermizzante
Aumenta la permeabilità capillare
Stimola la circolazione dei liquidi nella matrice extra-cellulare
Stimola la circolazione veno-linfatica

Accelera i processi metabolici delle cellule
Trofica: stimolante della rigenerazione dei tessuti
Sonoforesi: trasporto di farmaci specifici (gel o pomate) attraverso la cute

COSA PUÒ CURARE L’ULTRASUONOTERAPIA ?


Gli ultrasuoni vengono utilizzati nelle patologie muscolari e osteoarticolari in caso di dolori, infiammazione, rigidità, contratture, versamenti:

Artrosi
Tendiniti come l’epicondilite ( “gomito del tennista”)
Tenosinoviti come per es. la periartrite delle spalla (cuffia dei rotatori)

Sindrome del Tunnel Carpale

Calcificazioni per es. all’inserzione del tendine sovraspinoso della spalla
Borsiti come per es. borsite al ginocchio

Distorsioni e distrazioni articolari
Slogature
Contratture muscolari (polpaccio, dorso-lombalgie,ecc..)

Stappi muscolari
Dolore del coccige (coccigodinie)
Morbo di Dupuytren
Speroni al calcagno

Tessuti cicatriziali ipertrofici

Ma anche nella medicina estetica per combattere la cellulite.

COME SI SVOLGE UNA SEDUTA D’ULTRASUONOTERAPIA ?

Gli ultrasuoni sono prodotti da un macchinario dotato di trasduttore che trasforma l’energia elettrica in energia meccanica: onde fisiche vibrazionale.
Il trasduttore sfrutta l’effetto piezoelettrico di un quarzo.
La stimolazione di una lamina di quarzo con una corrente elettrica alternativa provoca l’alternanza compressione / decompressione del cristallo con conseguente produzione di una serie di vibrazioni, chiamate ultrasuoni.

L’applicazione sul corpo si fa con una testina attraverso un gel specifico che permette la propagazione degli ultrasuoni dalla testina alla cute, eliminando cosi l’aria che ha un effetto riflettente che ostacolerebbe la propagazione dell’onda ultrasonica.
L’operatore applica la testina con una leggera pressione e la fa scorrere con lenti movimenti brevi di 3/5 cm del trasduttore sulla superficie da trattare.

Il tempo di applicazione (da 10 a 20 minuti), la frequenza (tra 1 MHz e 3 MHz) e la potenza delle onde sonore viene regolata secondo la patologia da trattare con un programma registrato nel macchinario.

La frequenza delle applicazioni può essere da quotidiana a settimanale. Dopo l’applicazione di 12 sedute consecutive, si osserva un periodo di riposo, prima di instaurare un altro ciclo, se necessario.

Un ciclo comporta in media dalle 6 a 12 applicazioni.

Questa tecnica viene spesso associata nella stessa seduta ad altre terapie come l’osteopatia o la mesoterapia.

CI SONO DELLE CONTROINDICAZIONI?

• Flebiti in fase acuta
• Tromboflebiti
• Fratture non consolidate
• In prossimità di una protesi metallica osseo o osteo-articolare
• Crisi di gotta in fase acuta
• Portatori di valvole cardiache, pace-maker e elettrostimolatori cardiaci
• Portatori di impianti cocleari o di altre endoprotesi
• Articolazioni in corso di crescita
• Infezioni
• Gravidanza
• I pazienti cardiopatici possono essere trattati solo con basse intensità
• Post radioterapia, si deve aspettare 6 mesi dopo l’ultima irradiazione
• Non si applicano ultrasuoni sopra una neoplasia maligna
• Non si applicano ultrasuoni vicino all’occhio o in prossimità degli organi e viscere.

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TEST ERMEX

23 Aprile 2018 Medicina Energetica

TEST ERMEX

TEST ERMEX di elettroreattività della Matrice Extra Cellulare

Dr Michel MALLARD medico chirurgo specializzato in Elettro-Agopuntura secondo Voll

Il Test ERMEX è un metodo diagnostico validato, ad alta sensibilità e specificità per lo studio della Matrice Extra Cellulare (ECM, interstizio).
Tale sistema diagnostico permette una specifica ricerca della presenza in una o più aree del corpo di infiammazione cronica asintomatica e lo studio della capacità reattiva e regolativa Neuro Immuno Endocrina locale e sistemica del paziente.

Esecuzione della misura

Al paziente sottoposto alla misurazione si applicano 5 coppie di elettrodi, 3 coppie di elettrodi a fasce (cranica, cervicale, lombare), un coppia di elettrodi manipolo e una coppia di elettrodi pedana.
Il sistema di misurazioni esegue in sequenza due letture per verificare la reattività e la capacità regolativa sistemica e locale in 17 diverse zone corporee.

Utilizzando stimoli elettrici a bassa frequenza il sistema verificherà le modificazioni di concentrazione delle cariche idro-elettrolitiche del connettivo, in particolare quelle del sodio e del cloro, le più rappresentative dell’interstizio.
Dalla loro migrazione e dalla loro capacità di ridistribuirsi nella matrice si potrà dedurre lo stato infiammatorio o meno, sistemico e locale e la capacità compensativa del paziente.
Il test si sviluppa in tre fasi di misurazione automatica, per un tempo complessivo di 3 minuti circa.

Report ERMEX

Il primo valore da considerare è il valore medio della conducibilità extracellulare basale (rettività).
Il secondo valore da osservare è il valore medio post provocazione, indice della capacità regolativa , che in condizioni normali deve essere superiore a quello della conducibilità basale.
Le misurazioni delle 17 zone corporee, in relazione alla capacità regolativa neuroimmuoendocrina esprimono la stato fisiopatologico del paziente.

Lo stato fisiologico o di normo reattività è rappresentato da un valore medio sistemico e da valori locali compresi tra 80 u.s. (unità scalare di valori compresi tra 0 e 100) e 90 u.s.
Lo stato patologico è rappresentato da valori sistemici e locali superiori a 90 u.s., nelle condizioni di infiammazione (iper reattività).

Valori compresi tra 80 u.s. e 60 u.s. determinano fasi di danno della matrice extracellulare, mentre valori inferiori a 60 u.s. determinano danno intra ed extracellulare.
In tutti i casi con valori inferiori a 80 u.s. (ipo reattività), comunque, valori di media post provocazione sistemica e locale inferiori ai valori di reattività basale sistemica e locale determineranno uno stato infiammatorio cronico e/o degenerativo sistemico e/o locale.

Nel caso d’iporeattività, il sistema ERMEX indica se la capacità regolativa è scarsa o conservata.


Il sistema esegue in automatico una elaborazione delle due metodiche:
BIA e ERMEX ed effettua un’azione correttiva dei parametri dell’analisi della composizione corporea (BIA) in funzione dello stato neuroimmunoendocrino, degli eventi stressori e dei processi infiammatori cronici.

I processi infiammatori hanno la capacità di alterare lo stato idroelettrico si locale che sistemico e quindi di alterare la precisione diagnostica di un qualunque sistema BIA.
È fondamentale conoscere queste alterazioni per analizzare con precisione la composizione dell’organismo onde evitare grossolani errori di valutazione diagnostica. Tali errori potrebbero tradursi con impostazioni errate di consigli alimentari e terapie.

I due moduli (BIA e ERMEX) correggono in automatico queste problematiche indicando nel grafico del vettore della bioimpedenza e nel report dell’ERMEX delle indicazioni da poter seguire nel soggetto analizzato.

Il report ERMEX suggerisce in quali regioni del corpo umano è presente il processo infiammatorio cronico asintomatico.
L’efficacia predittiva del test consente al medico l’acquisizione di informazioni non ottenibili con altri sistemi diagnostici.
Il test si rivela particolarmente utile nei casi di vaga o incerta sintomatologia.
Il sistema diagnostico ERMEX offre molte utili informazioni per affinare la diagnosi se necessario e per impostare una corretta terapia secondo le più moderne concezioni della medicina e in particolare della metodologia terapeutica omotossicologica.

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MEDICINA QUANTICA

17 Aprile 2018 Medicina Energetica

MEDICINA QUANTICA

DALLA FISICA QUANTISTICA ALLA MEDICINA QUANTICA

Gli esseri biologici sono organizzati grazie ad un continuo scambio di miliardi di informazioni di natura fotonica ad effetto elettrodinamico, da molecola a molecola, da cellula a cellula, da organo ad organo. Questi messaggi contribuiscono alla la modulazione armoniosa dell’insieme dell’organismo.

Gli antichi cinesi l’avevano già descritto grazie al loro senso analogico di osservazione dei fenomeni. La scienza fisica di oggi, conferma le loro leggi antiche.
In analogia quantistica moderna : lo Yang corrisponde all’energia nella sua fase cinetica con scambi fotonici intensi, DNA srotolato e ad antenna, tendenza alla fibrolisi. In questa fase c’è una grande attività informatica.

Invece, lo Yin è una fasa dove c’è una bassa attività informatica fotonica, il DNA è arrotolato e c’è tendenza alla fibrinogenesi.

Alla luce della fisica quantica, la legge dei 5 elementi si può leggere cosi :
Il fuoco, elemento di massimo yang dove gli scambi fotonici interatomici sono decisamente superiori, con l’energia nella sua fase cinetica, o l’opposto, il ghiaccio, elemento di massimo di yin dove in fisica prevalgono i legami, o ancora il metallo, elementi yin dove l’energia è nella sua fase potenziale. Il legno, essendo struttura biologica, ha più legami che il fuoco ma più energia liberata che la terra o il metallo.
Momenti YANG, di intensa attività di scambio energetico con l’esterno seguono a momenti YIN, di pausa, di assestamento molecolare, di consolidamento che permettono il ripristino omeostatico.
Per fare riferimento alla fisica nucleare, lo Yang rappresenta il bosone, ovvero la parte solo energetica esterna e lo Yin il fermione, cioè la massa interna, dove tra loro hanno continui scambi che permettono un certo stato di equilibrio.
La scienza , basata sulle proprietà dei messaggi vibrazionali coerenti è l’informatica o la cibernetica. La sua applicazione in biologia, studia i principi e le leggi delle comunicazioni “bioinformatiche” degli organismi complessi.

L’onda elettromagnetica è di natura ondulatoria e presenta delle caratteristiche spaziali come l’ampiezza dell’onda e la lunghezza dell’onda, e delle caratteristiche temporali, come il periodo o tempo di un’oscillazione completa dell’onda.

L’energia irradiata dall’onda elettromagnetica è proporzionale alla frequenza dell’onda. La frequenza è l’inverso della lunghezza d’onda. Quanto minore è la lunghezza d’onda, tanto maggiore è la frequenza (numero di onde in un secondo).

L’energia delle radiazioni elettromagnetiche assume una potenza multipla intera di un’unità fondamentale, detta “quanto di energia” (Marx Planck, Premio Nobel per la Fisica nel 1918) o fotone (Albert Einstein, Premio Nobel per la Fisica nel 1921, che ispirò la nozione di dualismo onda-particella nella meccanica quantistica).

Il fotone è un corpuscolo o particella elementare, neutra, con massa inerziale nulla, e una velocità uguale a quella della luce. Ciascun fotone reagisce usando la procedura binaria (tutto o niente), quindi può cedere o non cedere la sua energia.

 

Il termine “biofotone” è stato usato da Fritz Albert Popp per indicare ogni “quanto d’energia” espresso dai sistemi biologici (1981). I biofotoni viaggiano in fasci, trasportano energia senza perdite, vengono assorbiti dal substrato incidente o vi passano attraverso.

Nel 1922. Niels Bohr riceve il premio Nobel per la Fisica con la sua scoperta, dove dimostra che l’elettrone emette un fotone, quando passa da una orbita atomica ad alta energia ad una di energia più bassa. La duplice natura della materia come onda e come particella, caso esemplare dell’unificazione di concetti opposti, porta Niels Bohr a introdurre l’idea di complementarietà : “Contraria sunt complementa” .

Durante il suo viaggio in Cina, lo scienziato fu colpito dall’analogia tra la sua intuizione e la rappresentazione di opposti polari del Tai Ji a tal punto da inserirlo all’interno del suo stemma nobiliare.

Un altro fisico, Fritjof Capra, autore del libro “ll Tao della fisica”, descrive tutte le analogie tra la concezione taoista del cosmo e i principi di base della fisica quantistica, sottolineando in particolare l’unità , l’interdipendenza di tutti i fenomeni e i principi dinamici di mutamento e di movimento dell’universo.

Hans Frohlich (proposto per il premio Nobel della Fisica) nel 1983 ha dimostrato che i campi elettrici risultanti dal gradiente di potenziale trans- membrana determinano la vibrazione di singole parti della membrana. È stato dimostrato che l’attività elettromagnetica esogena ed endogena controlla i processi biochimici della cellula quando questa si trova in condizione di risonanza. (H. Frolich, F. Kremer). Fu chiamata “bio-risonanza” la capacità dei elementi dell’organismo di oscillare a frequenze fisse quando sono in relazione con altri sistemi caratterizzati da vibrazioni in fase con essi.
Il riconoscimento specifico della “banda portante” si effettua fisicamente attraverso il fenomeno di risonanza. Le frequenze risonanti producono connessioni quando presentano la stessa lunghezza d’onda l’una dall’altra

Il Premio Nobel per la Fisica nel 1984 Carlo Rubbia, dichiara che lo stato di organizzazione dei tessuti è gestito da processi energetici di natura elettromagnetica.
Nel 1985 Fritz Albert Popp sviluppa l’idea che l’ emissione dei quanti energetici dei sistemi viventi (biofotoni) è alla base di un sistema di comunicazione intercellulare che rende possibile l’innesco di tutte le funzioni biologiche.

Con l’esperimento, includendo una sezione di DNA tra due particelle di oro, Popp ipotizza che la doppia elica di DNA si comporta anche come antenna ricetrasmittente : un lato del DNA riceve i fotoni, mentre dall’altra elica polarizzata in modo opposto emette biofotoni coerenti.

Cosi F.A. Popp ha messo le basi per in nuovi studi e ricerche della Biologia Quantistica che ha confermato il ruolo fondamentale dell’emissione di biofotoni dalla antenna di DNA (2.5 nm di diametro e 1,1 m di lunghezza) nel conferire (in quanto guida interattiva) segnali di informazione sia genetici che epigenetici organizzati al fine di veicolare tutti i processi cellulari.
Jiin-Ju Chang, Joachim Fish e Fritz-Albert Popp ­pubblicano nel 1998, il libro “La Teoria dei Biofotoni”

I biofotoni sono altamente specifici dei sistemi biologici da cui sono stati emessi e destinati (sistemi simili); il loro raggruppamento in fasci permette il trasporto d’un messaggio mediante onde vibrazionali.

Questo messaggio è ricevuto solo se il destinatario (target) oscilla alla stessa frequenza dell’onda elettromagnetica che l’attraversa. È il classico fenomeno di risonanza che permette al treno d’onda di scaricare i suoi messaggi energetici, quando attraversa una stazione della stessa frequenza. Il “lingaggio” utilizzato per costruire i messagi è frattale, cioè algebrico-logaritmico, costituto da modulazione di ampiezza e frequenza delle onde vibratorie fotoniche, trasformando il target in una nuova entità geometrica.

Poi dal target riparte un messaggio montato in fascio fotonico, sempre con linguaggio frattale, e che va a cercare nell’organismo un altro substrato di stessa lunghezza di onda, da trasformare stericamente.
L’energia cosi scaricata è detta elettrodinamica, perché va a mobilizzare uno o più elettroni della molecola incidente a un livello energetico più elevato, aumentando la sua attività cinetica e gettando le basi per una modifica, come una rottura o una formazione di un nuovo legame inter o intra molecolare, al fine di attuare ordinate funzionalità enzimatiche e metaboliche.

Quando un gruppo di fotoni è strutturato e organizzato in fasci connessi tra loro, utilizzando la stessa via, essi sono definiti coerenti o in fase. Per poter rispettare il principio di coerenza, i fotoni devono possedere lunghezza d’onda che siano uguali o multiplo o sotto multiplo le une delle altre. L’unica variabile modificabile risulta essere l’ampiezza. Le onde oscillatorie in fase, ma che hanno ampiezza diverse, sono chiamate armoniche. Possono avere tante sotto-armoniche, e rappresentano il sistema fisico di diffusione più comune e più usato, come la musica, la luce, la radio, l’informatica.
Questi fotoni in fase e coerenti, mobilizzati alla frequenza di moltissimi milioni per secondo, provengono da organismi viventi o dall’esterno come “perturbazioni o novità”, che gli antichi cinesi chiamavano “energia perversa” riferendosi per esempio al vento o al freddo.

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ELETTROAGOPUNTURA SECONDO VOLL (EAV)

16 Aprile 2018 Medicina Energetica

ELETTROAGOPUNTURA SECONDO VOLL (EAV)

Dr Michel MALLARD medico chirurgo specializzato in Agopuntura

COS’E L’ELETTROAGOPUNTURA SECONDO VOLL (EAV)?

L’EAV o Organometria Funzionale, anche chiamata “Electrodermal Screening” (screening Elettrodermico) è una tecnica biofisica di misure dell’impedenza elettrica di diversi punti cutanei (agopuntura cinese, punti di Voll, punti di Leber) per raccogliere delle informazioni funzionali sugli organi corrispondenti a fine diagnostica e terapeutica.

ORIGINE DELL’EAV

Questo metodo diagnostico nasce nel 1953, dalle ricerche di Reinhold Voll, medico internista e dall’ingegnere Fritz Werner. Reinhold Voll si avvicina all’agopuntura per sperimentarla su se stesso, allo scopo di migliorare le conseguenze infettive ripetitive della cistotomia che aveva subito dopo una diagnosi di cancro alla vescica allo stadio avanzato con metastasi multiple all’età di 45 anni.
Osservando i benefici, si decide di provare a dimostrarlo scientificamente. E così espone le sue idee all’ingegnere Fritz Werner, con il quale costruisce il primo apparecchio per misurare le caratteristiche elettriche dei punti di agopuntura.

Negli anni ’40 Reinhold Voll aveva dimostrato che, i punti di Agopuntura Cinese presentano una resistenza all’incirca di 10.000 ohm, mentre quella della cute in genere è dell’ordine di 2-4 megaohm. Le sue misure gli hanno fatto scoprire altri 276 punti e le loro corrispondenze con gli organi. Ha così realizzato una mappa completa dei punti da misurare e ha introdotto nuovi meridiani e punti in più di quelli cinesi.
I meridiani scoperti da Reinhold Voll si dividono in:
Meridiani dell’interstizio:
Meridiano dell’allergia
Meridiano della degenerazione nervosa
Meridiano del tessuto connettivo
Meridiano della degenerazione linfatica
Meridiani di sistema:
Meridiano della degenerazione articolare
Meridiano della degenerazione adiposo-muscolare
Meridiano della degenerazione parenchimatosa
Meridiano della degenerazione della cute

A CHE SERVE L’EAV ?

L’EAV aiuta la diagnosi, nel senso che porta delle informazioni biofisiche che completano quelle della clinica, delle analisi biochimiche e dell’imaging.
Permette di orientare il percorso diagnostico quando abbiamo dei dubbi.
È utile nella prevenzione secondaria, nel senso che permette di trovare una patologia funzionale prima della diagnosi classica, e cosi di poter curare prima di arrivare ad un stadio organico della patologia.

L’impedenzimetro dell’apparecchio EAV è tarato sullo schermo con una scala da 0 a 100, dove :
l’indice a 50 indica una normalità,
una caduta dell’indice sotto 50 indica una degenerazione o un’intossicazione (fase di “gel” in omotossicologia),
un’elevazione dell’indice sopra 50 indica un’infiammazione (fase di “sol” in omotossicologia).

Permette anche di individuare i campi di disturbo che possono provenire da : focolai, cicatrici patogene, otturazioni dentarie, impianti metallici.
È anche utilizzato per testare la cura omeopatica o omotossicologia adatta, essendo rimedi energetici.
Numerosi apparecchi moderni di E.A.V. hanno aggiunto un banco dati di frequenze elettromagnetiche e dispongono di un emulatore di frequenze. Questo perfezionamento fisico permette di testare se l’organismo entra in risonanza o meno con la sostanza testata.
È con questo metodo che vengono realizzati la maggior parte dei test delle “intolleranze alimentari” che in realtà evidenziano le intossicazioni o infiammazioni da cibo. È interessante costatare come questi risultati sono spesso sovrapponibili a quelli biologici.

 

COME SI SVOLGE UNA SEDUTA D’EAV?


Non si usano aghi come nell’agopuntura, ma un puntale (elettrodo di ottone), appoggiato sul punto da misurare. Si comincia per misurare l’impedenza globale dei quattro quadranti del corpo umano, per ottenere informazioni sullo stato energetico generale del paziente e definire in quale quadrante del corpo sia ubicato il processo patologico. Poi si vanno a misurare i punti specifici, e si conclude eventualmente con dei test. La seduta di misurazioni dura 1 ora.

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AGOPUNTURA

16 Aprile 2018 Agopuntura, Medicina Energetica

AGOPUNTURA

Dott. Michel MALLARD medico chirurgo specializzato in Agopuntura a Parigi nel 1983

SOMMARIO CAPITOLI

1. COS’E L’AGOPUNTURA?

2. COSA PUÒ CURARE L’AGOPUNTURA?

3. QUALI AZIONI HA L’AGOPUNTURA?

4. QUANTE SEDUTE SONO NECESSARIE?

5. QUALE INTERVALLO RISPETTARE TRA LE SEDUTE?

6. COME SI SVOLGE UNA SEDUTA D’AGOPUNTURA?

7. HO PAURA DELLE PUNTURE!

8. L’AGOPUNTURA RISPETTA LE REGOLE DELL’IGIENE MEDICA?

9. CI SONO EFFETTI COLLATERALI?

10. CI SONO RISCHI?

11. CI SONO DELLE CONTROINDICAZIONI?

12. L’AGOPUNTURA MI PUÒ AIUTARE, SE LA MIA MALATTIA È GRAVE?

13. È NECESSARIO CREDERCI PER AVERE RISULTATI?

14. ORIGINE DELL’AGOPUNTURA

15. DIFFUSIONE DELL’AGOPUNTURA

16. COME FUNZIONA L’AGOPUNTURA?

17. QUALI SONO I GRANDI PRINCIPI DELLA MEDICINA TRADIZIONALE CINESE?

18. LA SCIENZA MEDICA RICONOSCE L’AGOPUNTURA?

 

1. COS’E L’AGOPUNTURA?

L’agopuntura è una delle 5 branche della Medicina Tradizionale Cinese (MTC).

Le altre sono la dietetica, la fitoterapia, la terapia manuale e corporea : il massaggio (Tui Na), le manipolazioni articolari, la ginnastica (Qi Gong e Tai Ji Quan) e le terapie psicocorporee.

Con l’agopuntura, disciplina diagnostica e terapeutica, il medico ha un approccio olistico del paziente , perché ne valuta lo stato globale di salute, prendendo in conto la sua condizione fisica e psico-emotiva, anche ambientale.
Lo scopo è di trovare la causa o le cause dello squilibrio per curare il problema alla radice.
La presa di coscienza della natura del processo morbido favorisce la guarigione e la coerenza psicosomatica del paziente.

Il trattamento d’agopuntura cerca di ripristinare la ripartizione e la circolazione dell’energia del paziente.

Attraverso la tonificazione o la sedazione di punti precisi, scelti in base alla diagnosi, ripartiti su tutta la superficie del corpo (agopunti) con l’aiuto di aghi,

di calore (moxibustione),

di massaggi (digitopressione), di ventose (Ba Guan Zi) (coppettazione),

di elettricità (elettropuntura), di laser (laser puntura), di calamite (magnetoterapia) o di rimedio energetico (omeosiniatria).

2. COSA PUÒ CURARE L’AGOPUNTURA?

L’agopuntura, molto conosciuta per il trattamento del dolore, ha anche, in virtù della sua azione sui sistemi regolatori, un effetto terapeutico su molte patologie sia acute che croniche.

È stata riconosciuta da numerosi Istituzioni Sanitarie Internazionali per il trattamento di diversi patologie, ad esempio : l’O.M.S. (Organisation Mondiale de la Santé), la W.H.O. (World Health Organization), la N.I.H. (National Institutes of Health).

Dolori acuti o cronici (terapia del dolore):

  • cefalee (in particolare le forme mio-tensive),
  • emicrania,
  • nevralgie (trigemino, facciale, sciatica, femoro-cutanea, otturatrice, ecc.),
  • nevralgia post erpetica,
  • lombalgia (mal di schiena),
  • cervicalgia (dolori cervicali),

  • dolori degli arti fantasmi,
  • dolori da esame endoscopico,
  • dolori post extubazione pediatrica,
  • dolori post chirurgici

  • astenia (stanchezza)

  • jetlag
  • distonia neurovegetativa

Dipendenze:

molto efficace nella cura del tabagismo e delle tossicomanie

Patologie ostetrico-ginecologiche :

  • disturbi funzionali in gravidanza (vomito del primo trimestre, lombalgie, sciatiche, malposizioni fetali: presentazione podalica del feto tra la 32e e la 34e settimana),
  • parto assistito con l’agopuntura (induzione del parto nella gravidanza oltre il termine, cura del dolore del travaglio e potenziamento della dinamica uterina),

  • scarsa montata lattea (ipogalattia),
  • depressione post partum (baby blues),
  • sindrome delle ovaie policistiche (Stein-Leventhal),
  • infertilità,
  • dismenorrea ed alterazioni del ciclo e del flusso mestruale,
  • sindrome premestruale,

  • leucorrea e infezioni genito-urinarie recidivanti,
  • mastosi,

  • disturbi della menopausa (sindrome climaterica: vampate, irritabilità, palpitazioni, ecc.),
  • prolasso uterino,
  • disturbo della libido

Patologie orl:

  • rinite,
  • sinusite acuta e cronica,
  • raffreddore,
  • rinite allergica,
  • rinite vasomotoria,
  • anosmia,
  • tonsillite acuta,
  • faringite cronica,
  • otite acuta e cronica,
  • acufeni,

  • vertigini,
  • sordità,
  • sindrome di Ménière,
  • laringite,
  • afonia,
  • disfonia

Patologie odontoiatriche e del cavo orale:

  • odontalgia,
  • gengivite, analgesia per estrazione dentale,
  • dolori post estrazione dentale,
  • stomatite, disfunzione temporo-mandibolare (S.A.D.A.M)

Patologie ortopediche:

  • cervicalgia (dolori del collo),
  • lombalgia, lombosciatica,
  • lombocruralgia,
  • ernia o protrusione del disco intervertebrale (discopatia) con nevralgia (cervicobrachiale, crurale, sciatica),
  • spondilolistesi lombare,
  • tendinite,
  • tenosinovite,
  • borsite,
  • distorsione articolare,
  • sindrome del tunnel carpale,

  • periartrite della spalla o periartrite scapolo-omerale,
  • spalla congelata,

  • gomito del tennista (epicondilite),
  • epitrocleiti,
  • gonalgia,

  • talalgia plantare,
  • speroni al calcagno,
  • distorsione della caviglia,
  • contusioni,
  • pubalgia,
  • alluce valgo all’inizio

Patologie reumatologiche:

  • fibromialgia e sindrome fibromialgica,
  • cura dei tender point e dei triger point,
  • contratture muscolari distrettuali,

  • artrosi della colonna vertebrale cervicale e lombare,
  • artrosi dell’ A.T.M. (articolazione temporo-mandibolare),
  • dolori ai polsi ed alle mani,

  • rizartrosi (artrosi del pollice),
  • podalgia,
  • fasciite plantare,
  • gonalgia (dolore del ginocchio),
  • coxalgia (dolore dell’anca),
  • dolore dell’articolazione sacro-iliaca,
  • dolori alle caviglie,
  • artrite,
  • poliartrite reumatoide,
  • sindrome di Tietze,
  • Morbo di Paget,
  • Malattia di Dupuytren,
  • crampi dello scrittore,
  • dolori da osteoporosi grave (crolli dei corpi vertebrali)

Patologie dell’apparato respiratorio:

  • asma bronchiale,
  • enfisema polmonare,
  • bronchite acuta e cronica,
  • tosse,
  • dispnea cronica

Patologie psichiatriche e psicologiche :

  • ansia,
  • angoscia,
  • depressione nervosa,
  • sindrome ansioso-depressive,
  • psicastenia,
  • nevrastenia,
  • irritabilità,
  • stato di panico,
  • insonnia,
  • sonno disturbato,
  • sindrome da stress,
  • schizofrenia,
  • demenza vascolare

Patologie neurologiche:

  • cefalea, emicrania,
  • cefalea a grappolo,
  • cefalea mio-tensiva,
  • nevralgia di Arnold-Chiari,
  • nevralgia intercostale,
  • nevralgia facciale del trigemino,
  • gambe senza riposo,
  • crampi notturni,
  • sindrome di Tourette,
  • tic, spasmi muscolari facciali,
  • blefarospasmo,
  • paralisi facciale a frigore (entro 6 mesi dall’insorgenza),
  • sindrome di Ménière,
  • enuresi,
  • vescica neurologica,
  • sequele di poliomielite (entro 6 mesi dall’insorgenza),
  • neuropatie periferiche,
  • polinevriti,
  • fase riabilitative post incidenti vascolari cerebrali (post-ictus),
  • Malattia di Parkinson e patologie neurodegenerative,
  • disturbi di memoria

Manifestazioni allergiche:

  • eczema,
  • orticaria,
  • dermatite atopica,
  • rash cutanei,
  • asma,
  • congiuntivite allergica,
  • raffreddore da fieno,
  • rinite allergica,
  • come terapia alternativa in pazienti allergici ai farmaci

Patologie epato-gastro-enterologiche:

  • dispepsia (difficoltà digestiva),
  • anoressia,
  • singhiozzo,
  • spasmi esofagei,
  • reflusso gastro esofageo,
  • ernia iatale,
  • iperacidità gastrica,
  • gastrite,
  • dolore di stomaco (epigastralgie funzionali),
  • ulcera duodenale,
  • nausea e vomito mattutini,
  • distonia della colecisti,
  • colecistite cronica,
  • calcolosi biliare,
  • meteorismo addominale,
  • ileo paralitico,
  • colon irritabile,
  • dolori addominali,
  • colite acuta e cronica,
  • stipsi (stitichezza),
  • diarrea,
  • insufficienze epatiche e pancreatiche,
  • morbo di Crohn,
  • retto-colite ulcerosa,
  • emorroidi,
  • ragadi,
  • tenesmo,
  • prolasso rettale

Patologie dermatologiche:

  • cellulite,
  • verruche,
  • dermatiti,
  • dermatite atopica,
  • eczema,
  • orticaria,
  • prurito,
  • psoriasi,
  • herpes zoster (fuoco di Sant’Antonio),
  • acne

Patologie pediatriche:

  • ritardo di crescita,
  • ritardo motorio,
  • disturbi della concentrazione e iperattività,
  • balbuzie,
  • strabismo,
  • allergie,
  • asma,
  • infezioni a ripetizione,
  • contratture muscolari del neonato,
  • disturbi del sonno,
  • colichette,
  • reflusso gastrico,
  • dispepsie funzionali,
  • enuresi,
  • scoliosi,
  • acne

Patologie dismetaboliche:

  • obesità,
  • diabete non insulino – dipendente,
  • ipercolesterolemia,
  • ipertrigliceridemia,
  • gotta

Patologie oculari:

  • miopia,
  • cataratta non complicata,
  • congiuntivite acuta,
  • retinite centrale,
  • orzaiolo,
  • secchezza oculare,
  • ipersensibilità alla luce,
  • glaucoma

Patologie cardio-vascolari:

  • ipertensione arteriosa (spesso indicata quando i farmaci anti-ipertensivi sono insufficienti),
  • ipotensione arteriosa,
  • palpitazioni,
  • aritmia sinusale,
  • tachicardia,
  • bradicardia,
  • extrasistoli,
  • fibrillazione atriale,
  • insufficienza venosa e linfatica,
  • varice,
  • arterite e arteriopatie,
  • sindrome di Raynaud,
  • sindrome delle gambe senza riposo,
  • nevrosi cardiaca

Patologia andrologiche:

  • impotenza ed eiaculazione precoce,
  • astenospermia e oligospermia (alterazione del liquido seminale in caso di sterilità)

Patologie urologiche:

  • litiasi renali,
  • enuresi notturna,
  • disuria,
  • incontinenza urinaria,
  • cistite,
  • uretrite,
  • infezioni ricorrenti delle vie urinarie,
  • vescica instabile,
  • ipertrofia prostatica,
  • prostatite acuta e cronica,
  • spermatorrea, idrocele

Patologie oncologiche:

  • trattamento del dolore oncologico e degli effetti avversi di chemioterapia e radioterapia

Patologie del sangue:

  • anemia,
  • leucopenia post chemioterapia

Patologie chirurgiche:

  • ernie inguinale,
  • crurale e ombelicale all’inizio,
  • dolore post-operatorio

Medicina d’urgenza:

  • sincope vagale,
  • lipotimia,
  • convulsioni,
  • crisi allergica,
  • crisi di ipertensione arteriosa,
  • vertigini,
  • nausea,
  • vomito,
  • epitassi,
  • diarrea acuta,
  • crisi d’asma,
  • insolazione,
  • colica renale,
  • colica epatica,
  • crampi

Medicina preventiva:

  • regolazione genetica,
  • protezione contro le malattie,
  • rinforzamento del sistema immunitario,
  • compenso delle funzioni deficitarie,
  • accelerazione del recupero dei processi patologici,
  • rallentamento dei processi di invecchiamento fisici ed intellettuali,
  • mobilitazione della forza vitale

In tutte le patologie sovra indicate, l’agopuntura può essere utilizzata da sola o in associazione con altre terapie fisiche o farmacologiche (naturali o chimiche) secondo la gravità e i risultati ottenuti.
È sempre dovere del medico valutare ogni singolo caso e selezionare i pazienti e le patologie che possono trarre beneficio da un intervento con l’agopuntura.

3. QUALI AZIONI HA L’AGOPUNTURA?

  • Facilita il passaggio dei messaggi informatici fotonici lungo i meridiani
  • Regolatrice delle perturbazioni energetiche
  • Scioglie i bloccaggi e rimuove le stasi
  • Equilibrante in caso di eccesso di yang o di yin

  • Analgesica (antidolorifica)
  • Tensioregolatrice (tonificante o sedativa del sistema nervoso)
  • Decontratturante
  • Ansiolitica
  • Regolatrice del sistema nervoso neurovegetativo

  • Immunomodulatrice
  • Regolatrice della circolazione sanguina e linfatica
  • Anti-edema
  • Facilitatrice delle realizzazione delle funzione degli organi

 

4. QUANTE SEDUTE SONO NECESSARIE?

Più la patologia è vecchia e più sedute sono necessarie.

Per risolvere i casi acuti, sono sufficienti poche sedute ( da 1 a 10).

Per i casi cronici, le sedute sono più numerose, ma più distanziate.

L’agopuntura non si limita alla cura sintomatica, ma agirà anche sullo squilibrio energetico generale del corpo che ha permesso l’apparizione della patologia.

Il numero di sedute è variabile da un paziente all’altro e può dipendere da numerosi fattori che influenzano il ritorno ad un stato di equilibrio;
come l’empatia terapeutica tra paziente e medico, la resistenza del paziente a lasciare presa allo sblocco energetico, la vitalità di base, la cronicità o l’intensità del sintomo, la partecipazione attiva del paziente al suo trattamento (dietetica, riposo, ginnastica) e la giusta scelta degli agopunti del trattamento.

È necessario di pianificare 5 o 6 sedute prima di giudicare l’effetto dell’agopuntura sul paziente.

Esistono, fin dalle prime sedute, delle reazioni che indicano che l’agopuntura funziona:

  • sonno migliore,
  • sensi più svegli,
  • senso di calma o di risveglio emotivo,
  • meno stanchezza sia fisica che psicologica,
  • più chiarezza mentale,
  • digestione migliore.
    Ugualmente, una grande stanchezza dopo una seduta significa che un aggiustamento energetico è in corso.
    La presenza di queste reazioni significa che il paziente è recettivo all’agopuntura. Si può proseguire le sedute fino a guarigione o stabilizzazione dei progressi ottenuti.

5. QUALE INTERVALLO RISPETTARE TRA LE SEDUTE?

Per i casi acuti: 2 volte a settimana (ad eccezione della cura del tabagismo che necessita di 4 giorni consecutivi seguiti da una seduta di controllo dopo 8 giorni)

Per i casi cronici: Fase iniziale intensiva di 2 sedute a settimana durante il primo mese per diminuire o far sparire rapidamente il sintomo. Questa fase è importante perché diminuisce la durata totale della cura e il numero di sedute.

Poi 1 volta a settimana, fino a guarigione o stabilizzazione del miglioramento,

Poi 1 volta al mese per 3 mesi per consolidare il risultato.

Per la prevenzione o il mantenimento dello stato di salute raggiunto, la medicina cinese consiglia di consultare il medico 4 volte all’anno, particolarmente ai cambi di stagione.
Nel caso di patologie croniche, è importante che il ciclo di trattamento sia riattivato dopo 3/6 mesi, con qualche seduta di richiamo.

6. COME SI SVOLGE UNA SEDUTA D’AGOPUNTURA?

E consigliabile che il paziente beva acqua prima e dopo la seduta.

La prima seduta è preceduta da una visita medica di circa 75 min con esame clinico per effettuare la diagnosi sia occidentale che energetica tradizionale cinese.
Per farlo, il medico utilizza l’osservazione, la palpazione, l’ascoltazione con fornendo e dei questionari dettagliati; prendendo nota della patologia remota e delle caratteristiche del paziente (altezza, peso, aspetto della pelle e della lingua,

ritmo della respirazione, tono della voce, movimenti, stato emotivo, caratteristiche dei polsi,

presenza di odori corporei, resistenza e dolori alla palpazione dei meridiani e punti di agopuntura, ecc.) .

Poi il medico mette degli aghi su dei punti ben definiti e scelti in funzione della diagnosi, generalmente meno di 15.

Gli aghi d’agopuntura sono pieni, sterili, ad uso unico e di taglie diverse in diametro e lunghezza, secondo i punti da trattare.
Il tempo di applicazione dipende della patologia da trattare (la maggior parte degli casi da 10 a 40 min).
Per aumentare l’effetto di tonificazione o di dispersione, il medico può oltre la specifica direzione della puntura dell’ago, applicare all’ago delle rotazioni in senso orario o anti-orario.

Nel caso di trattamento anti-dolore, i primi aghi sono infissi lontano dal territorio doloroso, fino a raggiungere un miglioramento del dolore e dell’ampiezza del movimento della zona dolorosa.
Poi sono lasciati a lavorare 30/45 min durante il riposo del paziente che può dormire, ascoltare della musica o rilassarsi.

Per la moxibustione, si usano dei sigari di artemisia incandescenti o una resistenza elettrica riscaldata che sono avvicinati al punto per stimolarlo.

 

 

7. HO PAURA DELLE PUNTURE!

Alcune persone possono avere una leggera apprensione prima della prima seduta, ma non dura, perché l’applicazione degli aghi è quasi indolore, per il fatto che gli aghi sono appena 3 volte più larghi di un capello e sono stati concepiti per non offrire resistenza al loro inserimento.
Il paziente, sdraiato sul lettino, è rilassato e non si rende conto della maggior parte delle infissioni.

Non c’entra niente con le punture intramuscolari o endovenose che si fanno con degli aghi molto più grossi.

Nel caso della paura incontrollata, in particolare per i bimbi, si usa l’agopressione con un dito o la stimolazione del punto con un raggio soft laser (LLLT ad IR o He-Ne) o con piccoli magneti polarizzati.

 

8. L’AGOPUNTURA RISPETTA LE REGOLE DELL’IGIENE MEDICA?

Per motivi sanitari si usano aghi sterili “usa e getta”, il medico si lava le mani e disinfetta la cute prima dell’applicazione dell’ago.

9. CI SONO EFFETTI COLLATERALI?

La reazione abituale è di sentire una diminuzione immediata del dolore o dei sintomi ma non è raro di incontrare “la crisi di guarigione” (peggioramento temporaneo dei sintomi, che dura da qualche ora a qualche giorno).
Questo fenomeno è dovuto ad una reazione di disintossicazione o all’espressione delle resistenze che il paziente oppone inconsciamente al processo di guarigione.

In alcuni casi, assistiamo ad uno spostamento dei sintomi.
Generalmente, la guarigione dell’ultima manifestazione superficiale della disfunzione del paziente scopre quelle più profonde e vecchie, che erano rimaste silenziose perché ricoperte dall’ultimo sintomo.

Spesso, il paziente si sente rilassato e percepisce una sensazione di benessere generale.
Alcuni pazienti si addormentano.

L’ideale è quando l’effetto “deqi” si attiva: dopo l’infissione dell’ago, il paziente sente localmente un calore, una pressione o una pesantezza.
Si può sentire un leggero pizzicore, un formicolio, un intorpidimento, una insensibilità al livello del punto che spariscono dopo la seduta, un lieve dolore passeggero al momento dell’infissione dell’ago sui punti “ting” all’estremità delle dita.

Si può verificare lieve e incostante arrossamento intorno al punto, che sparisce dopo la seduta.
Raramente può provocare una piccola echimosi che si riassorbe spontaneamente nell’arco di qualche giorno.
L’uso delle ventose o coppette lascia spesso delle marche non dolorose che possono rimanere da qualche ora a qualche giorno.

Dal paziente affetto di labilità emotiva, l’agopuntura può raramente provocare una reazione vagale lipotimica che si risolve immediatamente, rialzando le gambe del paziente supino e tonificando gli agopunti 36 E e 9 C.
Nel caso di manifestazioni vago-simpatiche forti, si eviterà di riutilizzare gli agopunti che le hanno provocate.

Il paziente può risentire un po’ di stanchezza dopo una seduta, o al contrario sentire più energia.

10. CI SONO RISCHI?

Tutti gli organismi scientifici internazionali considerano che l’agopuntura praticata da medici formati a questa disciplina non presenta rischi.

Il fatto di conoscere l’anatomia protegge dal rischio di perforare delle arterie (emorragia) in particolare per i punti 9 E, 11 e 12 RP, 9 P, di lesionare dei nervi o midollo in particolare per i punti 15 e 16 VG o di perforare il polmone (pneumotorace).

Il fatto di conoscere l’igiene protegge dal rischio infettivo.

Il fatto di conoscere l’agopuntura protegge dal rischio:

  • di crisi epilettiche dall’epilettico, dove non si deve pungere l’agopunto 20 VG.
  • di crisi dal malato cardiaco, dove è preferibile usare il meridiano Maestro del cuore piuttosto che il meridiano Cuore.
  • di sincope vagale dal paziente lipotimico, dove non si deve pungere l’agopunto 26 VG. Per evitarla si evitano i punti : 2 P, 15 VC, 12 E, 20 e 21 VB, 3 F durante la prima seduta.
  • di parto anticipato nella donna incita, dove non si deve pungere il meridiano Vaso Concezione, Intestino Crasso e Milza Pancreas.
  • I punti lombari e sacrali non devono essere punti profondamente.
  • di pungere il punto 8 VC (ombelico) dove si può applicare solo la moxibustione o il 17 E (centro del capezzolo).
  • Il fatto di utilizzare degli aghi di acciaio protegge del rischio della rottura dell’ago nel momento della infissione; fenomeno raro che era possibile all’epoca degli aghi d’oro o d’argento.
  • La prudenza durante l’uso delle moxa evita le ustioni.

11. CI SONO DELLE CONTROINDICAZIONI?

Non ci sono delle controindicazioni all’Agopuntura Tradizionale Cinese.
Solo alcuni punti sono sconsigliati in alcune patologie, come descritto nella risposta precedente.

Nel caso di emofilia, l’ago e le ventose devono essere sostitute con il raggio laser, la magnetoterapia agopunturale o le moxa

In caso di allergia al nickel dell’ago, si usa in alternativa massaggio del punto, moxa, ventose, laser.

La gravidanza non è una controindicazione all’agopuntura, anzi questa risolve tanti disturbi della donna incinta.

Possiamo parlare di controindicazioni che sono piuttosto delle non indicazioni: tutte le situazioni di scompenso o d’urgenza, dove la priorità terapeutica vitale viene prima dall’agopuntura, tipo rianimazione, cura intensiva, chirurgia.

L’unica controindicazione è per una variante dell’agopuntura: l’elettro – agopuntura che non si può usare nel paziente portatore di pace-maker e nelle donne in stato di gravidanza.

 

12. L’AGOPUNTURA MI PUÒ AIUTARE, SE LA MIA MALATTIA
È GRAVE?

Si, ma è sempre preferibile iniziare prima possibile, quando appaiono i primi sintomi.
Se la situazione della patologia cronica è molto grave e vi affligge da tanto tempo, una guarigione totale è poco probabile, ma l’agopuntura potrà ridurre la severità dei vostri sintomi.
È chiaro, in questi casi, che la terapia farmacologica si continua fino a nuovo ordine del vostro medico curante.

13. È NECESSARIO CREDERCI PER AVERE RISULTATI?

No.
Sappiamo che l’agopuntura dà eccellenti risultati negli animali, nei bimbi e in anestesia , dove l’effetto placebo è poco probabile.
Ma, al contrario, non fa male avere fiducia nel medico, anzi !

14. ORIGINE DELL’AGOPUNTURA

L’agopuntura esiste fin dall’origine delle grande civilizzazioni antiche.

Otzi, nome dell’uomo ritrovato nel 1991 dentro un ghiacciaio delle Dolomiti italiane, e datato 3300 a.C., presenta dei tatuaggi che evocano dei meridiani di agopuntura o degli agopunti. (L. Dorfer, Lancet, sept. 18, 1999, 354:2013-5).
Questa scoperta fa pensare che la civiltà dell’Europa centrale avrebbe usato un sistema di cura simile all’agopuntura?

I primi aghi ritrovati in Cina sono di pietra e di osso (da 2000 a 4000 anni a.C.).
Al primo millennio a.C. risalgono racconti relativi alle opere di famosi medici agopuntori (Yi He, Bian Que).

Nel Sussex (sud-est dell’Inghilterra) è stato identificato nel 2011 sul Gigante di Wilmington (figura di uomo lungo di 69 metri incisa sul calcare marnoso della collina di Windower, ) una carta completa di meridiani e punti di agopuntura che sarebbe stata scolpita intorno al 500 a.C.

In India, la tradizionale medicina ayurvedica la utilizzava per equilibrare la forza vitale (prana).

Questa “marmapuntura” utilizzava delle piccole frecce e praticava delle iniezioni di estratti di piante nei punti di agopuntura (oggi la chiamiamo omeosiniatria).

Nella tradizione del popolo ebreo, l’applicazione cutanea delle tefiline si faceva sugli stessi posti degli agopunti.

Ad aver lasciato le basi scritte della filosofia cinese fu il saggio Laozi (“Vecchio Maestro”) nella sua raccolta di prosa : il Tao Te Ching (Dao Dé Jing in Pinyn, Tao Te Ching in traduzione Wade-Giles), il “Libro della Via e della Virtù” datato all’incirca verso il 250 a.C.

Uno dei gran aforismi di Laozi fu di affermare che il Dao (la via) è al di là degli opposti (yin e yang) che non esistono puri ma sono sempre in interazione, il quale dà vita alle “diecimila cose”.

Il Dao è l’origine del mondo che non può essere capita ma solo percepita attraverso l’osservazione della natura.” Foto black hole

“Tutto ciò che esiste è penetrato dalla forza vitale Qi proveniente dal Dao”

Sono state ritrovate in Cina delle statuette di legno dentro una tomba della dinastia Han (200 a.C.) con i meridiani e alcuni orifici sull’avambraccio e la gamba.

Oltre che in Cina il Confucianesimo ebbe molta influenza anche in Corea, Giappone e Vietnam.

Le prime tracce scritte sull’agopuntura risalgono in Cina nel 580 a.C. Più di un secolo dopo fu scritto il “Classico di Medicina Interna dell’Imperatore Giallo” (Huang Di Nei Jing so wen) (475-221 a.C.)(Nei Jing = che parla, so wen = delle funzioni).

Quest’opera, influenzata dal Confucianesimo, realizza una prima formalizzazione dei principi di base:

Yin/Yang, Cinque Movimenti, Tre Sostanze Fondamentali, Organi/Visceri, Canali principali e secondari, agopunti.

Ippocrate, nei suoi Trattati di Medicina usava dei punti chiamati: “i punti vitali del corpo umano”

Nel primo millennio, si sviluppano le scuole di agopuntura e di fitoterapia,

con la pubblicazione dei libri : le malattie da causa esogena, le malattie da causa endogena (II sec. d.C.) e il trattato di diagnosi dei Polsi “Mai Jing” (III sec. d.C.) di Wang Shu He

Nel 1027, vengono incisi 657 agopunti su due statue di bronzo e pubblicato il “Manuale illustrato dei Punti di Agopuntura e di Moxibustione”.
Questa statua aveva un ruolo didattico.
La statua era riempita di acqua colorata in rosso e la statua ricoperta di cera che attappava e nascondeva i punti.
All’esame, l’aspirante al titolo di agopunturista doveva infiggere gli aghi nei punti scelti secondo la diagnosi.
Se l’ago veniva infisso con precisione, zampillava il liquido colorato e cosi confermava il superamento della prova.

L’agopuntura era anche conosciuta in Egitto: il “papirus d’Ebers”, ritrovato sotto i piedi di Anubis, conservato al British Museum, è datato nel 1550 a.C. e descrive una rete di canali e navi nel corpo. Gli stessi disegni sono stati ritrovati sui muri delle tombe dei faraoni dove delle immagini di aghi di agopuntura e di agopunti sono ben presenti.

Nel 1601, Yang Jizhou pubblica un compendio che rimane tuttora una delle principali opere di consultazione, lo Zhen Jiu Da Cheng o “Grande Successo dell’Agopuntura e della Moxibustione

15. DIFFUSIONE DELL’AGOPUNTURA

Avicenne (famosissimo medico arabo, 980-1037) conosceva il “Mai Jing” (Trattato dei Polsi).

L’agopuntura è tornata nell’Occidente moderno a partire del XII secolo.

Le prime relazioni in Italia risalgono all’inizio del 1300 (“Il Milione”) dove Marco Polo, mercante veneziano, raccontò i suoi viaggi in Cina, descrivendo i medici cinesi come “medici della natura che conoscono i segreti della natura”

Di seguito, ai primi scambi commerciali con la Cina , nel XVII – XVIII secolo vennero edite in Occidente le prime traduzioni effettuate dai gesuiti italiani e francesi matematici che vissero in Cina (Padre Matteo Ricci 1552-1610, Padre Joseph-Marie Amiot 1718-1793).

Padre Harvieu, uno dei missionari gesuiti francesi, espulso da Pechino, scrisse nel 1671, il primo libro in Francese sull’agopuntura : “Les secrets de la Médecine des Chinois basati sulla perfetta conoscenza dei polsi”, stampato a Grenoble (Francia).

Sarà seguita della pubblicazione di un altro missionario gesuita polacco, Padre Michel Boym “Spécimen medicinae, sive opuscola medica ad mentem sinensium (1682) e da Andreas Cleyer, inizialmente soldato olandese della Dutch East India Company, divenuto medico, che pubblica nel 1686, con l’aiuto dei raccolti scritti dal R.P. Boym, La Clavis medica ad Sinarum doctrinam de pulsibus.

Nel 1683, Willem Then Rhijne, chirurgo della la Compagnia delle Indie Olandese, presenta a Londra il concetto di agopuntura e di moxibustione, che ha visto praticare in Giappone: in particolare per la cura della gotta.

Di seguito, la descrizione dettagliata sarà fatta dal medico botanico Engelbert Kaempfer, che però non fu ascoltato dai sui colleghi e la medicina cinese resterà nel buio in Europa per più d’un secolo.

Nel 1813, Rémusat ha sostenuto la sua tesi di Medicina sulla glossoscopia cinese alla Facoltà di Medicina di Parigi.

Negli Stati Uniti, risale al 1826 la traduzione inglese di un testo francese di agopuntura curato da Franklin Bache, nipote di Benjamin Franklin.

La prima pubblicazione medica francese sull’applicazione dell’agopuntura fu scritta da Louis Berlioz, medico e padre del famoso compositore Hector, che a (Tours, Francia) prova l’agopuntura là dove non aveva successo con altre terapie. (“Mémoires sur les maladies chroniques, les évaluations sanguine et l’acupuncture”, Journal de Médecine, Chirurgie, Pharmacie, 1817, XXXVIII/265-7 e “De l’emploi de l’acupuncture dans la fièvre intermittente épigastralgique, la coqueluche, les contusions, les douleurs et le rhumatisme vague”, Bibliothèque de thérapeutique, 1828; I:408-409).

Nel 1826, Jules Cloquet, Professore alla Facoltà di Medicina di Parigi, pubblica il primo trattato di Agopuntura in Occidente : “Traité d’Acupuncture. Paris. Bechet ” dopo aver praticato nel suo servizio all’ Ospedale San Luigi” questo metodo “originale ed efficace”.

Nel 1863 Claude-Philibert Dabry de Thiersant, Console di Francia in Cina, pubblica “La Médecine chez les Chinois” un trattato un po’ superficiale sull’agopuntura, corretto da Jean Léon Soubeiran (Professore di Farmacia, Montpellier) Ma, sarà grazie a Georges Soulié de Morant (1878-1955), Console di Francia a Pechino per 12 anni, che l’Agopuntura prenderà un sviluppo considerevole in Europa, a partire dal 1920.

Infatti, fu impressionato di costatare l’efficacia dell’agopuntura durante un epidemia di colera. Anche lui fu guarito del colera con l’agopuntura.
Da li si appassionerà per l’agopuntura e ci consacrerà tutta la sua vita. Scriverà nel 1934, il “Précis de la Vrai Acupuncture Chinoise” , poi nel 1939 un Trattato di agopuntura in 4 volumi e un atlante dei punti e meridiani in 2 volumi.

Con i Dottori Marcel Martiny e Roger De La Fuye formerà la prima squadra di pionieri che diffonde l’agopuntura a Parigi, con grandi successi terapeutici il riconoscimento dall’Accademia di Medicina Francese.
Nel 1950, G. Soulié de Morant fu proposto per il Premio Nobel della Medicina per le sue scoperte in agopuntura, ma il prestigioso Premio fu dato a T.R. Kendall per la sua scoperta sul cortisone.

Nel 1951, Jacques-Emile Henri Niboyet pubblica “Essai sur l’Acupuncture Chinoise Pratique” che insieme a Nguyen Van Nghi iniziano l’insegnamento officiale dell’agopuntura alla Facoltà di Medicina di Marsiglia nel 1964.

Nel 1971, James Reston, un giornalista che accompagnava in Cina la squadra americana di ping-pong , si ammalò di appendicite acuta.
Era allergico a tutta l’anestesia farmacologica, così fu operato d’urgenza con anestesia agopunturale.
Stupefatto, al suo ritorno in U.S.A., pubblicò un articolo nel New York Times.

Nel 1972, durante un viaggio diplomatico in Cina, il Presidente Richard Nixon, dava l’incarico al suo medico personale di informarsi sulle possibilità di trattamento del dolore e di analgesia con l’agopuntura.
Da lì si innesca un vasto programma di applicazioni, di ricerca e di insegnamento dell’agopuntura negli Stati Uniti, che porterà nel 1996, la Federal Drug Association (FDA) ad autorizzare l’agopuntura negli Stati Uniti.
Nel 1997, il National Institute of Health (NIH) raccomanda la presa in carico dell’agopuntura da parte delle compagnie di assicurazione e lancia un vasto programma di ricerca.

Ad oggi, l’Agopuntura è usata da un quarto della popolazione mondiale.

 

16. COME FUNZIONA L’AGOPUNTURA?

L’attivazione dei punti d’agopuntura, di cui ognuno ha un azione regolatrice ben precisa, in funzione della diagnosi energetica effettuata, permette al sistema globale del paziente di autoregolarsi verso uno stato d’equilibrio fisico-psichico portando alla guarigione.

L’agopuntura è basata sull’esistenza dei meridiani che trasmettono l’informazione bio-elettro-magnetica:

Secondo il pensiero medico orientale, l’agopuntura agisce sull’energia (Qi) che circola nel corpo per la via dei meridiani, che legano gli organi e visceri ai tessuti periferici fino alla pelle, creando così una integrità funzionale.

I cosiddetti meridiani sono linee virtuali caratterizzate da una resistenza elettrica inferiore ai tessuti circondanti, permettendo così la conduzione lineare dell’energia elettromagnetica verso i tessuti target da informare, tramite una rete bioenergetica, che non è né nervosa, né vascolare, né linfatica.

Nel 1962, Kim Bong Han, docente di istologia all’Universtà di Seoul (Corea), evidenzia al microscopio elettronico, con l’aiuto di isotopi radioattivi (P32,S32), delle forme tubolari costituendo una rete che chiama il “quarto sistema” e che si aggiunge ai 3 sistemi della scienza medica : circolatorio, linfatico e nervoso.
Nelle parete di questa struttura tubolare fu constatata la presenza di acido desossiribonucleico.

Questa scoperta è stata confermata negli USA dal Prof. Bougham nel 1967, poi in Italia dal Prof. Ottaviani nell’Istituto di Anatomia di Parma.

Nel 1977, il Prof. G. Kellner della Divisione Istologia applicata, dell’Istituto istologico-embriologico dell’Università di Vienna, ritiene che tra lo statro superficiale della cute e quello reticolare profondo, vi sia un interstizio biofisico nel quale si troverebbero i meridiani di agopuntura.

L’esistenza della traiettoria dei meridiani di agopuntura è stata confermata da J.C. Darras e De Vernejoul nel 1992: il radioisotopo (Tc99m) inoculato attraverso un punto di agopuntura (7 R),

si muove lungo il meridiano Rene dagli antichi Cinesi, alla velocità di 30 cm in 5 min, escludendo trasporti per via linfatica o ematica!
La stimolazione dei punti di agopuntura con aghi o con elettricità o con raggi Laser He-Ne aumenta la velocità di spostamento del tecnezio-99m sul meridiano; invece la diffusione rallenta se attraversa organi cronicamente ammalati.

I meridiani di agopuntura hanno percorsi precisi e sono connessi tra loro mediante una sequenza oraria di massima intensità energetica o tramite vie laterali di comunicazione, oppure con punti comuni. L’insieme realizza una rete bio-informatica.

I punti d’agopuntura sono le uscite e entrate informative biofotoniche lungo i meridiani:

Il punto di agopuntura (o agopunto) è caratterizzato da alcune particolarità biologiche e fisiche, che lo differenziano da un qualsiasi altro posto della cute.

I punti di agopuntura sono localizzati a 2 o 3 mm di profondità dalla superficie della pelle e hanno un diametro di 2-3 mm.

Presenta un’alta conduttanza elettrica (impedenza inferiore alla cute circostante). Normalmente la resistenza della cute varia da 200 000 a 2 000 000 Ohm; quella dell’’agopunto è di 50 000 Ohm e si abbassa ancora di più in caso di patologia ad esso correlato,per poi tornare al suo valore normale dopo la guarigione (H. Fleck 1975; M. Reichmanis e R.O. Becker 1975, 1976, 1979; Jacques-Emile Henri Niboyet 1980, Chan 1984).

Nel 1965, Kellner, Maresch e Bischko, dell’Istituto di Istologia dell’Università di Vienna, hanno scoperto che i punti di agopuntura sono istologicamente distinti dal resto della pelle.

Nel 1975, il Prof. Jean Bossy (neuro-anatomista) con J.C. Maurel e G. Godlewski pubblicano “Le substratum macroscopique des points d’acupuncture” (Bull.Ass.Anat.) dove un nervo del sistema nervoso cerebrospinale rappresenta il 42%, un arteria con un plesso nervoso periva scolare il 18% e una vena con il suo plesso nervoso il 40%.

Dal 1972 al 1990 (circa) , il neuro anatomista Prof. Pierre Rabischong, direttore del laboratorio d’istologia dell’unità 103 dell’INSERM della Facoltà di Medicina di Montpellier (Francia), il Prof. R. Sénelar, e i dott. O. Auziech e C. Terral hanno studiato la struttura istologica e le caratteristiche elettriche del punto di agopuntura. Per loro, il punto di agopuntura è centrato da un complesso neuro-vascolare (CNV) avvolto a tortiglione, aderente al piano aponevrotico sottostante e possiede delle caratteristiche elettriche:

  • Effetto diodo con proprietà capacitiva : ricettore del flusso, selettore del flusso positivo o negativo, analizza e lascia passare.
  • Condensatore / generatore : capacità di auto-alimentazione per mantenersi stabile.
  • Transistor : trasforma un impulso elettrico in un impulso meccanico
  • Emittente di curante elettromagnetica (CPS)
  • Effetto tunnel : l’energia va direttamente dal punto agli organi interni

Nel loro studio istologico, hanno evidenziato delle fibre nervose mieliniche assiali e delle fibre amieliniche “a varicosità” dintorno i vasi.
L’istologia del punto di agopuntura dimostra un interfaccia complessa neuro-vascolare, capace di spiegare le azioni terapeutiche dell’agopuntura.

Il punto di agopuntura può essere integrato nella neuroanatomia come terminazioni cutanee specifiche, recettive e vegetative del sistema nervoso.

Dagli anni 70, ci sono in commercio dei detettori di punti di agopuntura che sono semplicemente degli ohmetri.

Quest’alta conduttività dell’agopunto è dovuta alla grande quantità di acqua della guaina mesenchimale neuro-vascolare che fora la fascia cutanea superficiale al suo livello (Jacques-Emile Henri Niboyet 1980; HC. Dung 1984; LSW. Ciszek 1985; Hartmut Heine 1987,1988).

Lo studio al microscopio elettronico degli agopunti ha evidenziato la presenza al loro livello di un maggior numero di cellule e di reticolino e una diminuzione della fibrosità. Per il Prof. Hartmut Heine (1998), direttore dell’Istituto di Medicina Omotossicologica e Ricerca della Regolazione di Base di Baden-Baden, il tessuto connettivo lasso o sostanza fondamentale, rete composta di zuccheri uniti a proteine (PG e GAG) che trattengono l’acqua e permettono un scambio ionico è all’origine d’una alta conduttività elettrica del punto di agopuntura.

Nella parte terminale di questa perforazione è presente generalmente un corpuscolo di Pacini, che permette la stimolazione di alcuni agopunti ha un’azione antalgica attivando il “gate system control” (teoria del cancello di Melzack e Wall, 1965) midollare attraverso la stimolazione delle fibre Aβ (a conduzione elettrica più veloce che le fibre C che hanno un calibro inferior.

Il dolore è trasmesso verso i centri nervosi superiori attraverso la stimolazione dei nocirecettori delle fibre Aδ e C. Se la fibra Aβ è stimolata (stimolazione del punto di agopuntura), essa andrà ad attivare l’interneurone inibitorio gabaergico della sostanza gelatinosa del corno midollare posteriore, che bloccherà la trasmissione dei segnali dolorifici della fibra C fino al cervello attraverso il deutoneurone S che costituisce il fascio paleospinotalamico, mentre la fibra Aβ costituisce la colonna dorsale.

A questo meccanismo, si aggiunge il doppio ruolo della fibra nocicettiva Aδ che presenta una “valvola di sfogo”, nel senso che una eccesso di stimoli dolorosi trasmesso nella fibra Aδ, attiva il suo collegamento con un interneurone inibitore enkefalinergico, anche lui stesso posto nella sostanza gelatinosa del corno midollare posteriore, e bloccherà il deutoneurone S che costituisce il fascio paleospinotalamico (fascio paleo-spino-reticolo-diencefalico) di conduzione del dolore cronico al cervello, mentre la fibra Aδ costituisce il fascio neospinotalamico di conduzione del dolore acuto (puntorio) al cervello. (dimostrato da D. Bowsher, Univ. Liverpool, nel 1990 e pubblicato anche nel Journal of the British Medical Acupuncture Society). Secondo J.M. Chung e coll. (Pain, 1984,19:277-293) il “gate system control” attivato dall’infissione dell’ago d’agopuntura coinvolgerebbe preferibilmente le fibre Aδ rispetto alle Aβ.

La stimolazione agopunturale elettrica ad alta frequenza (sup. a 2 Hz) provoca anche un’altra azione antalgica, attraverso la sostanza grigia mesencefalica periacqueduttale (PAG) che riceve delle informazioni dalle 3 vie ascendente (colonna dorsale, fascio paleospinotalamico e fascio neospinotalamico) e che attiva tramite il feed-back regolatore : due sistemi inibitori discendenti che partono dal nucleo del rafe magno, serotoninergico (NRM) e dal nucleo paragigantocellulare, noradrenergico (PGC).
Questi scendono nel funicolo dorso-laterale del midollo spinale fino alla sostanza gelatinosa del corno posteriore dove esercitano la loro azione stimolando gli interneuroni inibitori enkefalinergici, bloccando cosi le cellule S del fascio paleospinotalamico.
Questo sistema discendente di controllo del dolore è anche stimolato a livello del mesencefalo tramite la β-endorfina la cui secrezione è stimolata dalla seduta di agopuntura.

Oltre la stimolazione meccanica dell’agopunto, l’ago dell’agopuntura moderna permette anche una stimolazione elettromagnetica dal fatto che è un dipolo elettrico metallico fatto di due componenti di natura diversa (effetto pila di Volta). La spirale di rame intorno all’asse dell’ago di acciaio si comporta come un condensatore che si può caricare nel caso di eccesso di energia al livello dell’agopunto (per esempio quando c’è infiammazione) e permette di aver un’azione di dispersione al livello del punto o invece che può trasmettere (flusso energetico aumentato verso il punto) quando questo ha un livello energetico inferiore a quello del suo meridiano; e in questo caso l’infissione dell’ago avrà una azione tonificante sul punto di agopuntura.

I punti di agopuntura si trovano sui meridiani della medicina cinese lungo i quali corre la bioinformazione cibernetica. Ciascun agopunto si comporta da ricevitore elettrodinamico e trasmettitore biofotonico, vero e proprio organello della regolazione di base dell’omeostasi generale dell’organismo vivante, da dove la bioinformazione fotonica attiva le molecole delle grande catene biochimiche (enzimatiche, ossidoridutive, ormonale, neurotrasmettori, ecc.) in relazione con i sistemi collegati, che possono essere endocrini, immunitari, metabolici, nervosi, ecc..

Qualsiasi tipo di processo biochimico è preceduto da questa comunicazione informatica (cibernetica) che prepara e rende possibile la sua realizzazione.

In particolare, è già stato dimostrato dalla ricerca scientifica che l’agopuntura agisce sul sistema nervoso, provocando la secrezione di oppioidi (β-endorfine da parte dell’ipofisi e del nucleo arcuato ipotalamico) e numerosi altri neuro peptidi (encefaline, bradichinina e serotonina) e “realising factors”. Una delle prove che la secrezione di β-endorfina viene stimolata dall’agopuntura è l’inibizione dell’ effetto analgesico dell’agopuntura con l’iniezione di naloxone (antagonista morfinico). Per ottenere questa analgesia di tipo oppioide (recettori mu) è sufficiente la stimolazione manuale dell’ago o la stimolazione elettrica a bassa frequenza (inf. A 2 Hz).

Nel 1999, M.T. Wu e coll. hanno evidenziato con la Risonanza Magnetica Nucleare Funzionale che l’agopuntura è in grado di attivare il sistema discendente antinocicettivo al livello del nucleo accumbens e dell’ipotalamo, e di disattivare alcune strutture limbiche (parte ant del gyrus cinguli, amygdala, ippocampo) coinvolte nell’associazione del dolore.

Nel 1958, uno studio condotto nell’Opsedale Neurologico di Sian dimostrava che l’agopuntura determina prolungati aumenti del titolo anticorpale plasmatico.

Nel 1975, fu documentato il rapido innalzamento della leucocitemia dopo agopuntura.

Nel 1975, B. Lau e coll., in uno studio sulla rinite allergica dimostrarono una diminuzione delle IgE e dei eosinofili con miglioramento della sintomatologia.

Nel 1976, il Collegio di Medicina Tradizionale Cinese di Nanchino, ha dimostrato che l’agopuntura provoca l’incremento della fagocitosi. Un studio controllato del 1988, evidenzia un attività fagocitaria dei neutrofili aumentata solo nel gruppo sottoposto ad agopuntura.

Dagli anni 70’ ad ora, si sono moltiplicati esponenzialmente i lavori scientifici che studiano l’azione dell’agopuntura in tutti in campi della medicina.

Nel 2013, Helene M. Langevin, Professore of Medicina all’University of Vermont College of Medicine’s (Department of Neurological Sciences) evidenzia che la manipolazione dell’ago d’agopuntura stimola i meccanorecettori del tessuto connettivo.

 

 

17. QUALI SONO I GRANDI PRINCIPI DELLA MEDICINA TRADIZIONALE CINESE?

Il più vecchio libro di medicina dell’umanità: il Nei King inizia con una domanda dell’Imperatore Huang Di al suo Ministro Medico Qi Bai (personaggi leggendari del 2600 a.C. che non sono esistiti):

“Ho sentito dire che nei vecchi tempi, gli uomini vivevano fino a 100 anni. Adesso, noi, a 50 anni siamo esauriti. E dovuto ai cambi delle circostanze o la colpa è degli uomini ?” Il medico risponde : “Nei tempi antichi gli uomini vivevano secondo il TAO e rispettavano la legge dello Yang e dello Yin”

La teoria dello Yang e dello Yin inizia dalla dinastia dei Zhou (1000-770 a.C.).

Tutta la Medicina Tradizionale Cinese riposa su un primo postulato secondo il quale: TUTTO È ENERGIA; dalla forma più densa, la materia, alla forma più sottile, l’invisibile.

Il secondo postulato è che l’energia è sempre in MOVIMENTO, nel tempo e nello spazio; sia in spostamento, sia in trasformazione.

Secondo la vecchia scienza Cinese, tutti i fenomeni energetici universali procedono da due meccanismi:

il primo meccanismo consiste nella nozione relativista di CENTRO e di PERIFERIA legati tra loro. Per esempio, il nucleo è circondato dal citoplasma con cui è in stretta relazione, la cellula è circondata dalla matrice extra-cellulare con cui è in stretta relazione e l’organismo è circondato da un ambiente e cosi via…. Ogni elemento di un sistema può occupare la posizione di centro o di periferia secondo l’altro elemento con cui è in relazione.

Il secondo meccanismo fondamentale è la BIPOLARITÀ dell’Energia. Tutti i sistemi hanno DUE POLARITÀ OPPOSTE MA COMPLEMENTARI (Yin e Yang); condizioni necessari all’apparizione del movimento, quindi della vita.

Questi due meccanismi sono simbolizzati nella forma circolare del Tai Ji che rappresenta tutto il creato. È diviso in due parti, una bianca (yang) e una nera (yin), dove lo Yin genera lo Yang e lo Yang nutre lo Yin. Al centro di ciascuna si osserva un cerchietto del colore opposto, simbolizzando che al massimo della espressione della energia cinetica attiva (Yang), è già contenuto il seme dello Yin-energia potenziale opposta, e viceversa. La complementarietà è simbolizzata nella pienezza del cerchio : yin o yang in quantità variabile, ma la somma dei due è sempre la stessa, sono complementari e indispensabili l’uno all’altro.

Ogni cosa dell’Universo è composta da questi due principi opposti e complementari : Yang e Yin . L’unione dello Yang e dello Yin produce una armonia globale costituendo un sistema in perpetua trasformazione.

La bipolarità dell’energia presenta due rapporti tra loro :

Il primo rapporto è quella di RELATIVITÀ : lo Yang assoluto e lo Yin assoluto non esistono. Lo stesso elemento qualsiasi è yang di fronte ad un altro più yin o meno yang ma sara yin di fronte ad un altro più yang o meno yin.

Il secondo rapporto è quello di EVOLUZIONE :

  • EVOLUZIONE NEL TEMPO : Il movimento energetico è più o meno veloce. Tutta l’evoluzione veloce corrisponde a delle manifestazioni Yang, al contrario tutta l’evoluzione lenta corrisponde a delle manifestazioni Yin
  • EVOLUZIONE NELLO SPAZIO : secondo la direzione presa nello spazio, il movimento energetico ha una qualità Yang o una qualità Yin. La QUALITÀ YANG corrisponde a dei fenomeni energetici d’espansione, di diffusione, di dissociazione, di aumento della mobilità, di superficializzazione, di progressione verso l’alto e di lateralità sinistra. La QUALITÀ YIN corrisponde ai movimenti opposti : concentrazione, densificazione, cooptazione, diminuzione della mobilità, riposo, interiorizzazione, progressione verso il basso e di lateralità destra.

In pratica, sempre con un rapporto di relatività tra loro, tutti gli elementi possono essere classificati in due gruppi YIN e YANG . A titolo d’esempio :

  • Di qualità YANG : molto mobile, veloce, caldo, acuto, luminoso, giorno, estate, diffusione, esterno, superficiale, periferia, alto, sinistro, avanti, “energia”, maschile, attivo. In analogia omotossicologia : stato di “sol” prevalente della matrice.
  • Di qualità YIN : poco mobile o immobile, lento, freddo, cronico, scuro, notte, inverno, concentrazione, interno, profondo, centro, basso, destro, dietro, materia, femminile, passivo. In analogia omotossicologia : stato di “gel” prevalente della matrice.

Ma non è finito qua. Osservando i cicli della vita come il ciclo circannuale (che dura un anno), o il ciclo circadiano (che dura 24 ore), gli antichi cinesi del periodo dei regni combattenti (476-221 a.C. si sono resi conto che l’energia che percorre ogni ciclo svolge una perpetua successione di movimenti, che vanno dallo stato yang allo stato yin, per tornare allo stato yang.

Questi movimenti successivi coincidono NEL TEMPO e NELLO SPAZIO (“respirazione energetica”) con dei periodi che sono :

  • l’inizio dello yang : movimento ascensionale dell’energia, di riuscita globale dell’energia, dopo la fase d’internizzazione yin. Nel ciclo dell’anno questo movimento caratterizza la primavera, ben evidenziata nella natura con l’uscita delle gemme da tutte le piante. Nel ciclo circadiano è il momento del risveglio del giorno : l’alba, verso le ore 6
  • Il massimo di yang : movimento di superficializzazione globale dell’energia : l’estate nel ciclo annuo o mezzogiorno nel ciclo circadiano, quando il sole brucia di più.
  • Poi viene un periodo di armonizzazione globale della distribuzione dell’energia, va in tutte le zone dove il movimento precedente non l’ha ancora portata. Nel ciclo annuo è la fine dell’estate (“estate indiana”), è un periodo d’equilibrio della bilancia Yin/Yang, prima che l’energia si interiorizza di nuovo verso il centro.
  • Di seguito, il movimento energetico realizza un drenaggio verso la zona profonda Yin. Nel ciclo annuo è l’autunno
  • Per chiudere il ciclo dei movimenti energetici, assistiamo ad un movimento Yin di accumulo dell’energia nella zona profonda. Nel ciclo annuo è l’inverno.Poi di nuovo, il movimento energetico che segue è il movimento ascensionale dell’energia.

Quindi un ciclo Yang/Yin è composto di 5 MOVIMENTI ENERGETICI che sono fasi di trasformazione, di evoluzione successive.

Fino adora è stato facile e logico seguire la descrizione cinese basata sulla semplice osservazione dei fenomeni che vediamo e viviamo ogni giorno.

Il prossimo passo è un po’ più difficile da integrare per una mente occidentale che non ha l’abitudine di ragionare in modo analogico, diversamente della mente cinese che l’ho fa in ogni instante della vita, come conferma la loro scrittura, dove non ci sono delle lettere ma dei simboli. Ogni simbolo si legge diversamente secondo il contesto spazio temporale descritto dal simbolo che precede e segue. La mente umana cinese è perfettamente preparata e allenata a capire le interazioni spazio-temporali tra tutti i fenomeni osservabili, grazie al modo analogico di lettura che ne permette una migliore comprensione.

Quindi, arriviamo al prossimo passo che trasforma questa legge dei 5 movimenti energetici in legge dei 5 elementi.

Per analogia, ciascun movimento fu battezzato simbolicamente col il nome di un elemento della natura, dove ognuno è analogicamente associato ai fenomeni dell’universo o della vita. Qualsiasi fenomenologia può essere inquadrata analogicamente in questi 5 elementi.
Fin da subito hanno anche descritto le interazioni che hanno tra loro: sia di facilitazione o generazione, sia di inibizione o dominazione.
Per non perdere la nozione dinamica di ogni movimento energetico, possiamo sostituire l’espressione “5 elementi” con il concetto di “5 fasi di trasformazione” (Wu Xing), più fedele alla nozione di ciclo della vita.

Questi 5 FASI DI TRASFORMAZIONE, nominate dall’elemento della natura che le simbolizza sono:

Il LEGNO, simbolo associato:

  • al passaggio della zona Yin verso la zona Yang
  • all’ascensione dell’energia verso l’alto del corpo
  • all’est dove c’è l’alba
  • all’elemento climatico: vento (la trasformazione)
  • alla primavera, quando la natura si sveglia
  • alla gioventù
  • al pianeta Giove
  • al metallo: stagno
  • all’immagine del dragone
  • al colore verde – azzurro
  • alla forma slanciata
  • agli organi fegato e cistifellea
  • al sistema tendino-muscolare, ai nervi e alle unghie come stato corporeo
  • all’occhio come organo sensoriale
  • al liquido organico: lacrime
  • al senso: vista
  • al sapore acido
  • all’odore rancido
  • al cereale: grano
  • all’animale: pollo
  • alla capacità di prendere delle decisioni
  • alle emozioni negative: rabbia, collera violenta, irritabilità, gelosia
  • in mancanza: apatia, astenia, scarsità delle idee
  • alle emozioni positive: gentilezza e perdono
  • comportamento: grida, clamore, aggressività e auto-aggressività
  • aspetto cognitivo: immaginazione, inibizioni socio-culturali
  • alla voce collerica, aggressiva
  • alla nota musicale: la
  • alla creatività, lo spirito di intraprendenza, le relazioni, il dinamismo, l’attività con l’infanzia
  • alla tappa della vita: nascita
  • affezioni legate ad una tensione come l’emicrania, la sindrome pre-mestruale, la miopia,ecc.

Il FUOCO, simbolo associato:

  • alla massima attività di Yang
  • alla ripartizione globale dell’energia verso tutte le regioni superficiali del corpo
  • al sud dove il sole è allo zenit
  • all’elemento climatico: calore, alla canicola (l’apogeo del calore)
  • all’estate (quando la natura è al suo apogeo)
  • al pianeta Marte
  • al metallo: mercurio
  • all’immagine del Phoenix
  • al colore rosso
  • alla forma angolare
  • agli organi cuore e intestino tenue
  • al sistema vascolare: sangue e arterie come stato corporeo
  • alle funzioni Maestro del Cuore (pericardio) e Triplice Riscaldatore
  • alla lingua e alla parola
  • al liquido organico: sudore
  • al sapore amaro
  • all’odore di bruciato
  • al cereale: riso
  • all’animale: pecora
  • alle emozioni positive: gioia e amore, sensibilità
  • alle emozioni negative: impazienza, divagazione, eccitazione (mania), emotività esacerbata, timidezza, inquietudine
  • comportamento: estraverso, riso, euforia, comunicativo con carisma
  • aspetto cognitivo: presa di coscienza, corticalizzazione
  • alla voce allegra
  • alla nota musicale: sol
  • all’attività intellettuale, l’educazione e la celebrità
  • alla tappa della vita: crescita
  • patologie: disturbo del linguaggio, patologia cardiaca funzionale, disturbi del sonno, ecc.

La TERRA, simbolo associato:

  • all’armonizzazione globale della distribuzione dell’energia
  • all’equilibrio tra Yang e Yin
  • al centro (equilibrio)
  • all’elemento climatico: umidità
  • alla fine estate (estate indiana)
  • al pianeta Saturno
  • al metallo: rame
  • all’immagine del serpente
  • al colore giallo
  • alla forma piatta
  • agli organi milza pancreas e stomaco
  • al sistema connettivo, la carne, le labbra come stato corporeo
  • alla bocca
  • al liquido organico: saliva
  • al senso: gusto
  • al sapore dolce
  • all’odore profumato dolciastro
  • al cereale: granturco
  • all’animale: manzo
  • alle emozioni negative: rancore, ruminazione, ossessione, disturbo dell’ideazione, pigrzia, rigidità mentale
  • alle emozioni positive: equilibrio emotivo, introspezione, riflessione
  • comportamento: canto, convivialità, “buona forchetta”, personalità concreta
  • aspetto cognitivo: ragionamento basato sulla memoria
  • alla voce cantante, monocorde
  • alla nota musicale: do
  • alla spirito di famiglia, di casa, di proprietà
  • alla tappa della vita: maturità

Il METALLO simbolo associato:

  • al passaggio della zona Yang verso la zona Yin
  • al drenaggio dell’energia verso l’interno del corpo, verso la zona profonda Yin
  • all’ovest dove c’è il tramonto
  • all’elemento climatico: secchezza
  • all’autunno, quando la natura declina
  • al pianeta Venere
  • al metallo: ferro
  • all’immagine della tigre
  • al colore bianco
  • alla forma rotonda
  • agli organi polmone e intestino crasso
  • al sistema cutaneo come stato corporeo
  • al naso e alla pelle come organo sensoriale
  • al liquido organico: escreato
  • al senso: olfatto, tatto
  • al sapore piccante
  • all’odore acre
  • al cereale: avena
  • all’animale: cavallo
  • alle emozioni negative: malinconia, tristezza, stato depressivo
  • alle emozioni positive: coraggio, senso del dettaglio, interiorizzazione
  • comportamento: solitario, introverso, ipersensibilità, pianto, sottomesso
  • aspetto cognitivo: pulsioni o inibizioni istintive
  • alla voce piangente, triste
  • alla nota musicale: re
  • all’attività commerciale, gli affari
  • alla tappa della vita: vecchiaia
  • patologie: depressione, asma, neurodermite,ecc.

L’ACQUA simbolo associato:

    • alla concentrazione dello Yin nella zona profonda
    • fase di riposo e di rigenerazioni
    • al drenaggio dell’energia verso il basso del corpo, soprattutto pelvica
    • al nord
    • all’elemento climatico: freddo
    • all’inverno, quando la natura è gelata
    • al pianeta Mercurio
    • al metallo: piombo
    • all’immagine della tartaruga
    • al colore nero e blu marine
    • alla forma irregolare
    • agli organi rene e vescica urinaria
    • all’osso, ai capelli e denti come stato corporeo
    • all’orecchio come organo sensoriale
    • al liquido organico: urine
    • al senso: udito
    • al sapore salato
    • all’odore putrido
    • ai legumi: soia, fagioli
    • all’animale: maiale
    • alle emozioni negative: ansia, angoscia esistenziale, paura, timore, panico, paranoia
    • alle emozioni positive: senso di pace e di tranquillità emotiva, dolcezza
    • aspetto cognitivo: volontà, decisione
    • comportamento: sospiro, tremori
    • alla voce gemente, timorosa
    • alla nota musicale: mi
    • alla scrittura, la comunicazione, i viaggi
    • alla tappa della vita: stagnazione, morte

Cinque leggi fondamentali descrivono i rapporti dei 5 elementi tra loro:

 

LEGGE D’INTERAZIONE TRA ELEMENTI DELLA STESSA FASE DI TRASFORMAZIONE

Gli elementi dello stesso movimento interferiscono tra loro; per esempio : cuore con intestino tenue

LEGGE DI GENERAZIONE O LEGGE MADRE-FIGLIO

Il legno genera il fuoco (in presenza di ossigeno, si accende il fuoco di legna),

il fuoco genera la terra (la cenere, prodotto finale della combustione costituisce un substrato del terreno), la terra genera il metallo (dalle miniere della terra viene estratto il metallo), il metallo genera l’acqua (il metallo fuso, allo stato liquido, ricorda per analogia l’acqua), l’acqua genera il legno (l’acqua umidifica il terreno per permettere al seme di germogliare…)

LEGGE DI DOMINAZIONE O DI LIMITAZIONE O LEGGE NONNA-NIPOTE (ciclo Ke)

Il legno inibisce la terra, la terra inibisce l’acqua, l’acqua inibisce il fuoco,

il fuoco inibisce il metallo (es. : edema polmonare da scompenso cardiaco, il metallo inibisce il legno…)
Questo ciclo di dominazione è fisiologico; esso permette di mantenere un equilibrio tra i 5 elementi.
Per esempio : il legno domina la terra, ma la terra genera il metallo che domina il legno.
Quindi abbiamo, ad ogni instante un sistema di autoregolazione.
In alcune situazioni patologiche, questa limitazione può essere eccessive, quindi patologica e viene chiamata LEGGE DI INIBIZIONE DIRETTA

LEGGE DI CONTRO-DOMINAZIONE O DI OFFESA O DI DISPREZZO o DI RIBELLIONE (WU)

Rappresenta l’inverso del ciclo di dominazione.
Per esempio: il cuore contro domina il rene (oliguria dello scompenso cardiaco), il polmone contro domina il cuore (cuore polmonare cronico)

Nella procedura diagnostica, si ricerca la fase di trasformazione che è in eccesso.

Vengono studiate le trasformazioni dei tessuti, i disturbi degli organi dei sensi, le alterazioni della carnagione, le preferenze climatiche, di gusto e di colori, lo stato emotivo predominanti, ecc.

Quando i cicli di auto-regolazione dei livelli energetici tra le 5 fasi di trasformazione non si auto regolano più, ci troviamo di fronte a un caos energetico; quindi l’informazione biofotonica non è più trasmessa da un posto all’altro dell’organismo provocando patologie degenerative gravi e neoplastiche.

Il prossimo concetto della medicina tradizionale cinese da presentare è quello delle diverse CATEGORIE DI ENERGIA:

5 tipi di energia funzionalmente diverse contribuiscono all’economia dell’organismo.

Sono:

L’ENERGIA EREDITARIA O ANCESTRALE

È l’energia di programmazione endogena a supporto genetico che riceviamo al concepimento.
È la più profonda e la più protetta.
Può essere economizzata, ma mai aumentata o sostituita.
È immagazzinata nella pelvi.
Contiene una parte Yin di riserva e una parte Yang circolante.
È distribuita attraverso i “meridiani curiosi” o “vasi meravigliosi”.
È in stretto rapporto con la loggia energetica della fase di trasformazione ACQUA, quindi con l’organo RENE. Comanda la programmazione e la differenziazione cellulare.

L’ENERGIA MENTALE O PSICHICA (shen)

Controlla l’insieme dei processi neurologici e psichici. Inizia quando la maturazione delle logge energetiche del feto è compiuta.
È costituita dal “profilo psichico” dell’energia di riserva della loggia energetica di ogni fase di trasformazione, composto dai due livelli emotivo e cognitivo, già descritti sopra nella descrizione delle fasi di trasformazione.
È immagazzinata nell’encefalo.
È distribuita nell’intero organismo attraverso i “meridiani distinti” o meridiani di controllo centrale.
È in stretto rapporto con la loggia energetica della fase di trasformazione FUOCO, quindi dell’organo CUORE.

Il suo ruolo è di raccogliere le informazioni “psichiche” (affettive e intellettuali) accumulate nella parte Yin delle loggia energetica e degli organi sensoriali di ogni fase di trasformazione.

L’informazione viene trattata ai piani sotto-corticali e corticali e la risposta informatica è mandata alla zona interessata.

L’ENERGIA NUTRITIVA O TROFICA (ying)

Permette la troficità dei tessuti. Viene dalla respirazione e dall’alimentazione.
È trasformata da due “super funzioni energetiche”: Maestro del cuore (MC) che gestisce i fenomeni di ossido-riduzione e “Triplice Riscaldatore” che gestisce le trasformazioni metaboliche.
È distribuita nell’intero organismo attraverso i “meridiani LUO longitudinali” o meridiani di ripartizione trofica periferica.
È in stretto rapporto con la loggia energetica della fase di trasformazione TERRA, quindi l’organo Milza Pancreas Stomaco, che controllano la produzione di energia trofica.

L’ENERGIA DI DIFESA (wei)

È la base dei meccanismi di difesa contro le aggressioni esterne.
Come l’energia trofica, viene dalla respirazione e dall’alimentazione.
È trasformata da due “super funzioni energetiche”: Maestro del cuore (MC); ma la sua messa in azione è gestita dalla fase di trasformazione LEGNO, quindi l’organo FEGATO.
È l’energia più mobile, quindi la più Yang.
Si sposta immediatamente dove accade un’aggressione esogena.
È veicolata principalmente sui meridiani tendino-muscolari o meridiani di ripartizione periferica dell’energia di difesa.

L’ENERGIA MODULATRICE ESOGENA

È ripartita in 6 energie ambientali che penetrano nell’organismo, provocando attivazione o limitazione delle sue funzioni energetiche.

Sono:
il vento, il calore, il fuoco, l’umidità, la secchezza, e il freddo.

Penetra nell’organismo al livello dei piedi (punti Jing) e va distribuita lungo assi energetici, composti di coppie di meridiani : il FREDDO penetra sull’asse TAI YANG (vescica/intestino tenue), il FUOCO penetra sull’asse SHAO YANG (vescica biliare/triplice riscaldatore), la SECCHEZZA penetra sull’asse YANG MING ( stomaco / intestino crasso), l’UMIDITÀ penetra sull’asse TAI YIN (milza pancreas / polmoni), il VENTO penetra sull’asse JUE YIN ( fegato / maestro del cuore), il CALDO penetra sull’asse SHAO YIN ( rene / cuore).

Vanno a finire nella loggia energetica di ogni fase di trasformazione dove sono all’origine dei ritmi biologici esogeni.

Le 6 stesse coppie di meridiani principali, realizzando degli assi verticali (come descritti cui sopra) formano dei livelli dalla zona yang superficiale (Tai Yang) alla zona yin più profonda (Shao Yin) dove circolano le 5 energie endogene prima di essere distribuite sui loro meridiani specifici.

Questi 12 meridiani principali sono le autostrade dell’informazione

che hanno una corsia preferenziale per ogni tipo di energia che circola (che corrispondano alle bande passanti frequenziali delle onde elettromagnetiche)

e i punti di agopuntura sono i caselli dove entrano ed escono le macchine che corrispondano ai messaggi che vanno dagli organi ai tessuti periferici e agli altri organi.

In questa rete l’informazione attraversa il corpo continuamente, con direzione destrogira (in situazione di bisogno o patologica può divenire levogira). Fa il giro della “rete autostradale” in 24 ore, ma ogni meridiano ha delle ore di traffico più intenso, dove più macchine entrano ed escono agli caselli autostradali.

Per esempio il meridiano “polmone” presenta il massimo flusso dalle ore 3 alle ore 5 (momento d’incidenza più elevata di crisi d’asma), il meridiano “vescica biliare” presenta il massimo flusso dalle ore 23 alle ore 1 (momento d’incidenza più elevata di colica epatica), mentre le coliche renali sono più frequenti dalle ore 17 alle ore 19, quando il meridiano rene presenta il massimo flusso, o ancora le crisi di palpitazioni sono più frequenti tra le 11 e le 13 quando il meridiano cuore presenta il massimo flusso, ecc.

L’applicazione del Dao alla Medicina si evidenzia con una diagnosi e una terapia olistiche.

18. LA SCIENZA MEDICA RICONOSCE L’AGOPUNTURA?

Nel 1978, l’Organisation Mondiale de la Santé (OMS) ha riconosciuto l’Agopuntura come un metodo di trattamento efficace e ha pubblicato un elenco delle indicazioni terapeutiche che sono state testate con studi clinici controllati.

Sono stati pubblicati numerosi articoli scientifici evidenziando l’efficacia dell’agopuntura in tante patologie.
Di conseguenza, gli autorevoli NIH (National Institutes of Health) degli Stati Uniti d’America, in un Consensus Development Conference sull’Agopuntura nel 1997, ne riconobbero la sicura efficacia in alcune patologie e la probabile utilità in molte altre.

Il 16/11/2010, l’UNESCO ha iscritto l’Agopuntura nel Patrimonio culturale e immateriale dell’Umanità.

Nel 2014, l’unità 669 dell’Istituto Nazionale di Scienza e Ricerca Medica Francese (INSERM) ha pubblicato un rapporto di 192 pagine sulla valutazione dell’efficacia e della sicurezza dell’agopuntura.
Questo rapporto conferma che l’agopuntura si è dimostrata efficace ad un alto livello di prova per numerose patologie e consiglia che sia integrata nel sistema di cura nazionale, nella formazione dei medici e ritenuta con tema di ricerca medica.

Questa disciplina è insegnata in tutto il mondo nelle Facoltà di Medicina di numerose Università.

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BIO IMPEDENZIOMETRIA (B.I.A.)

15 Aprile 2018 Medicina Energetica

BIO IMPEDENZIOMETRIA (B.I.A.)

BIO IMPEDENZIOMETRIA (B.I.A.) = Bioelectrical Impedence Analysis

Dr Michel MALLARD medico chirurgo specializzato in Fisiologia della Nutrizione

COS’E LA BIO IMPEDENZIOMETRIA ?

La bioimpedenziometria è un esame di tipo bioelettrico che misura l’opposizione del paziente al passaggio di una corrente elettrica alternata a bassa intensità (500 / 800µA) e frequenza fissata di (5 – 50 – 100) KHz, e così permette indirettamente di determinare la composizione corporea (CC) basata sulle proprietà conducenti e dielettriche dei tessuti biologici.

L’impedenza (Z) è l’opposizione di un conduttore dipendente dalla sua resistenza al flusso di una corrente elettrica alternata ed è una funzione di resistenza (R) e reattanza (Xc):

Z = R² + Xc²

Il flusso di corrente segue un percorso di minima resistenza (la resistenza è l’inversa delle conduttanza).
La capacità di conduzione è direttamente proporzionale alla quantità di acqua ed elettroliti (buoni conduttori di corrente elettrica), quindi i tessuti magri (ricchi di acqua ed elettroliti) conducono la corrente più dei tessuti grassi.
La reattanza (Xc) è l’opposizione capacitiva del conduttore che nel corpo umano è causata dalla massa corporea.
Quando questa è inferiore al 4% della resistenza, R riflette l’impedenza.
L’indice di resistenza del paziente è (statura)² / R, mentre il predittore di acqua extra cellulare è (statura)² / Xc.

Ci sono due generazioni di “BIA” :

– Gli apparecchi detti convenzionali rilevano solo la resistenza (R)
– Gli apparecchi moderni detti vettoriali riescono a misurare distintamente resistenza (R) e reattanza (Xc) e così permettono di indicare la ripartizione della massa intracellulare e extracellulare.
Questa nuova generazione di BIA è provvista di software che sfruttano equazioni di regressione che includono: sesso, età, statura e peso.

I valori possono essere interpretati separatamente o attraverso un normogramma BIAVECTOR® ( con in ordinata : Xc / Statura e in ascissa : R / Statura) diviso in quattro settori e un angolo di fase:
Il vettore di bio impedenza di un soggetto ben nutrito cade nei due settori a sinistra dell’asse mediano, con aumento progressivo dell’angolo di fase: in basso a sinistra in caso di obesità, in alto a sinistra in caso di atleti.
Il vettore di bio impedenza di un soggetto malnutrito cade alla destra dell’asse mediano, con riduzione progressiva dell’angolo di fase: in basso a destra in caso di cachessia e in alto a destra in caso di anoressia.
Variazioni dell’idratazione sono associate ad un accorciamento (iperidratazione) o un allungamento (disidratazione) del vettore di impedenza.
Lo stato di idratazione di un soggetto si normalizza quando il vettore si avvicina al centro del grafo.

L’angolo di fase (PA, Phase Angle) esprime il rapporto tra Reattanza e Resistenza.
L’abbassamento dell’angolo di fase (PA) è correlato a un aumento del rischio di mortalità.
Viene utilizzato come indicatore pronostico in oncologia e nelle grave patologie degenerative.
Un grado molto basso rappresenta un sistema con scarse membrane cellulari integre, un grado molto alto rappresenta un sistema con membrane integre e una buona massa cellulare.
I valori dell’angolo di fase possono essere interpretati separatamente o attraverso un nomogramma BIAGRAM® ( con in ordinata: Xc e in ascissa: PA).
È un valore importante per valutare il rapporto tra gli spazi intracellulari ed extracellulari e quindi la qualità cellulare.
Il rapporto tra la massa extracellulare (ECM, Extra Cellular Mass) e la massa cellulare (BCM, Body Cell Mass) rivela l’andamento degli spazi intra ed extracellulari, quindi nutrizione ed idratazione.
Normalmente il rapporto è di 1, un rapporto inferiore a 1 si incontra in caso di disidratazione o di importante sviluppo della massa cellulare come negli sportivi, un rapporto superiore a 1 si incontra in caso di malnutrizione o di anasarca (o iperidratazione).

Oggi, il B.I.A è un test praticato quotidianamente in tutti gli ambulatori che trattano l’aspetto nutrizionale, perchè questo metodo validato da miglia di pubblicazioni scientifiche, permette velocemente di determinare:

La massa lipidica (massa grassa, FM, Fat Mass) varia a seconda dell’attività fisica : dal 15% negli atleti al 20% nei soggetti sedentari, a più del 30% negli obesi.
L’aumento è anche relativo alla diminuzione della massa magra come nell’invecchiamento o in caso di patologia catabolizzante.
Invece il 13%-17% rappresenta il livello critico per mantenere la funzione mestruale.

La massa alipidica (massa magra, FFM, Free Fat Mass) dovrebbe superare il 75% del peso totale.

L’acqua corporea totale (TBW, Total Body Water) valori di normalità =
nel normopeso : 55-58% del peso corporeo nelle donne, 58-64% del peso corporeo negli uomini,
nel sovrapeso : 50-55% del peso corporeo nelle donne, 52-58% del peso corporeo negli uomini,
nell’obeso : 44-50% del peso corporeo nelle donne, 45-52% del peso corporeo negli uomini,
75% del peso corporeo nel neonato.

L’acqua extracellulare (ECW, Extra Cellular Water) valori di normalità = 40% dell’acqua totale.

L’acqua intracellulare (ICW, Intra Cellular Water) valori di normalità = 60% dell’acqua totale.


Il metabolismo basale (BM, Basal Metabolism) = in un soggetto in perfetto benessere, il valore deve avvicinarsi ai 1400 Kcal al dì.
I’indice di Massa Corporea (BMI, Body Mass Index) viene calcolato dal computer (peso in kg / (statura)² in m).

La classificazione dell’OMS è:
<18.5 = sottopeso
18.5 – 24.9 = normopeso
25 – 29.9 = sovrapeso
30 – 34.9 = obesità lieve o di 1° grado (eccedenza ponderale del 20-40%)
35 – 39.9 = obesità medi o di 2° grado (eccedenza ponderale del 41-100%)
>40 = obesità grave o di 3° grado o patologica (eccedenza ponderale >100%)

La tecnica attuale, sfrutta gli elettrodi cutanei utilizzati per l’ECG, posizionati in due coppie (tecnica tetra polare mano-piede) consentendo l’esecuzione delle misure in modo rapido, non invasivo, innocuo, ripetibile ed a basso costo.
Essendo un metodo indiretto di valutazione della composizione corporea, per ottenere dati attendibili e ripetibili si raccomanda di:

Assicurare la precisione dell’apparecchio di misura con la sua taratura prima dell’uso.
Effettuare il monitoraggio del paziente con lo stesso strumento, perché il cambiamento dell’intensità e/o della frequenza delle corrente può dare dei risultati leggermente diversi d’un apparecchio all’altro.
Paziente supino.
Per evitare contatti cutanei: arti superiori abdotti di 30° e arti inferiori divaricati di 45°.
Togliere collane, braccialetti e orologi.
Utilizzare degli elettrodi di stessa superficie (5 cm²) e di posizionamento (mano / piede) uguali per tutte le misurazioni.
Una coppia è posizionata sul dorso della mano (preferita la destra), di cui un elettrodo sull’articolazione metacarpo-falangea del terzo dito (elettrodo iniettore rosso) e l’altro elettrodo sull’articolazione radio-ulnare del polso (elettrodo sensore nero). L’altra coppia è posizionata sul dorso del piede omolaterale, di cui un elettrodo sull’articolazione metatarso-falangea del terzo dito (elettrodo iniettore rosso) e l’altro elettrodo sull’articolazione tibio-tarsica della caviglia (elettrodo sensore nero).
Gli elettrodi sono collegati ai cavi con delle pinzette.
I cavi non devono essere in contatto con altri cavi elettrici
Effettuare sempre le misure a vescica vuota.
La cute deve essere sempre pulita nello stesso modo tra due misure sullo stesso paziente, sapendo che l’alcol etilico, sciogliendo i grassi, aumenta la sua conducibilità.
Tener conto delle condizioni parafisiologiche per l’interpretazione dei risultati.
Per esempio un pasto cambia sensibilmente i risultati ( è raccomandato essere a digiuno da almeno 4 ore), tutto come l’esercizio aerobico intenso immediatamente precedente alla misura (è raccomandato di non aver fatto esercizio fisico da almeno 12 ore) o ancora la temperatura corporea (non fare un BIA in stato febbrile) e la temperatura ambientale.
Lo stesso dicasi per il consumo di alcol che deve essere sospeso da più di 48 ore prima della misura.
O ancora per la donna, evitare il periodo premestruale caratteristico per la sua frequente ritenzione idrica.
Della terapia in atto del paziente. Per esempio, il BIA non rifletta la verità se il paziente assume diuretici da meno di 7 giorni o ancora corticoterapia o alcuni farmaci provocano ritenzione idrica.
Come questo metodo della valutazione corporea è altamente “campione specifico”, l’interpretazione dei risultati tiene anche conto di alcuni caratteristiche del paziente:

L’ètà: la resistività degli adulti è maggiore che nei bambini.
Densità corporea
Comprimibilità e spessore dell’adipe
Distribuzione del grasso
Quantità di grasso intraddominale
Idratazione
Muscolarità
L’obesità importante o invece la cachessia maggiorano i valori della disidratazione intracellulare.
Una composizione corporea ricca di tessuto adiposo (soprattutto con distribuzione addominale o peggio intraddominale), e povera di massa magra è correlata ad una scarsa capacità sportiva e ad un rischio fisico maggiore (obesità, sindrome metabolica, ipertensione arteriosa, diabete, ipertrigliceridi, ipercolesterolo, patologie articolari, ecc.).
Uno stato di idratazione bilanciato è la prima condizione per un corretto funzionamento del sistema metabolico.
La bio impedenziometria è molto valida per monitorare nel tempo la ripartizione dei settori della composizione corporea, permettendo così di controllare l’effetto d’una dieta e/o d’una terapia.

ORIGINE E SVILUPPO DELLA BIO IMPEDENZIOMETRIA

Nel 1959, i primi studi sono del cardiologo americano Hans Nyboer, inventore della pletismografia ad impedenza, sfruttando il principio per cui una modificazione del volume si associa ad una modificazione dell’impedenza del conduttore.
Nel 1962, il medico francese Auguste Louis Thomasset dimostra con 2 elettrodi sottocutanei mano-piede contro laterale che l’impedenza corporea fornisce una stima accurata dell’acqua extracellulare e totale.
Nel 1969, E.C. Hoffer, C.K. Meador e D.C. Simpson pubblicano nel J. Appl. Physiol. “Correlation of whole body impededance with total body water volume”, confermando I lavori di A.L. Thomasset con 4 aghi cutanei adesivi.
Nel 1985 H.C. Lukaski, P.E. Johnson, W.W. Bolonchuk e G.I. Lykken pubblicano dell’ Am. J. Clin. Nutr. “Assessment of fat free mass using bio-electrical impedance measurements of the human body”, dimostrando che l’impedenza corporea può essere utilizzata per ottenere una stima accurate della massa magra.
Negli gli anni ’80, l’impiego di impedenziometri in monofrequenza a 50 KHz conferma l’utilità della BIA per lo studio della CC.
Dalla fine degli anni ’90, la nuova generazione di impedenziometri tetrapolari in commercio consentendo di utilizzare un ampio intervallo di frequenze e di misurare anche la reattanza permettono la stima della compartimentazione dell’acqua.

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HRV Heart Rate Variability

15 Aprile 2018 Medicina Energetica

HRV HEART RATE VARIABILITY

Dott. Michel MALLARD medico chirurgo specializzato in Medicina Psicosomatica

La registrazione della variabilità della frequenza cardiaca da preziose informazioni sullo stato neurovegetativo del paziente.
Questa valutazione è fondamentale, perche tutti gli organi sono gestiti dalla bilancia neurovegetative (del Sistema Nervoso Autonomo), di cui le due opposte e complementari sono : il sistema nervoso simpatico e il sistema nervoso parasimpatico (nervo vagale). Il sistema nervoso simpatico accelera la frequenza cardiaca, dilata i bronchi, accelera la frequenza respiratoria che diventa più superficiale, aumenta la pressione arteriosa, costringe le arterie cutanei e i visceri addominali (inibisce la digestione), dilata le arterie muscolari, dilata le pupille (midriasi), aumenta la sudorazione, rilassa la vescica, inibisce la salivazione, inibisce il rilascio dell’insulina e la sua efficacia (insulinoresistenza), aumenta la sensibilità al glucagone, stimola l’orgasmo. I mediatori chimici simpaticotonici sono noradrenaline e adrenalina (secreti dalla midollo surrenale), corticotropina e corticosteroidi. Il sistema nervoso simpatico viene attivato in caso di stress, di pericolo, di allarme, di aggressione emessa o ricevuta.

Al contrario il sistema nervoso parasimpatico rallenta la frequenza cardiaca, costringe i bronchi, dilata le arterie, abbassa la pressione arteriosa, rallenta la frequenza respiratoria che diventa più profonda, rilassa il tono muscolare, contratta la vescica, stimola la lacrimazione, la salivazione e la digestione, stimola il rilascio pancreatico di insulina e di enzimi digestivi, stimola l’eccitazione sessuale. Il mediatore chimico parasimpaticotonico è l’acetilcolina. Il sistema nervoso parasimpatico viene attivato in situazione di riposo, di calma, di sicurezza e di sicurezza quindi in assenza di pericolo e stress.
L’omeostasi dipende della capacità della persona di modificare il suo bilanciamento verso l’uno o l’altro sistema.

  • La Variabiltà delle Frequenza Cardiaca (HRV) è un ottimo indicatore obbiettivo del livello di efficienza della regolazione emotiva di fronte agli input interni ed esterni ambientali.

    Un’alta variabilità della frequenza cardiaca significa un buon grado di adattamento agli stress interni ed esterni. Al contrario, una bassa variabilità della frequenza cardiaca significa un’insufficiente capacità di adattamento allo stress interno e/o esterno.
    I risultati sono visualizzati come ampiezza della variabilità in funzione della frequenza attraverso lo “spettro di potenza” da 0.01 a 0.4 Hz. Gli studi hanno evidenziato tre sotto-bande di frequenze :
  • Tra 0.01 Hz e 0.04 Hz “Very Low Frequency” = VLF : In correlazione con l’iperattività del Sistema Nervoso Simpatico e della termoregolazione. Si trova particolarmente in caso di profilo psico-emotivo stressato, preoccupato, teso e di personalità di tipo ossessivo.
  • Tra 0.04 Hz e 0.15 Hz “Low Frequency” = LF: In correlazione con l’attività del Sistema Nervoso Simpatico e dei baro recettori arteriosi.
  • Tra 0.15 Hz e 0.4 Hz “High Frequency” = HF : In correlazione con l’attività del Sistema Nervoso Parasimpatico o vagale .

Il rapporto LF/HF permette di quantificare l’equilibrio tra i due sistemi simpatico e parasimpatico : un valore alto indica la predominante de sistema simpatico, invece un rapporto <1 indica la prevalenza dell’attività vagale.

In Cardiologia, l’HRV è indicatore di rischi cardio-vascolare : una bassa variabilità della frequenza cardiaca (ipersimpaticotonia e inadeguata attività parasimpatica) è un potente predittore di mortalità in pazienti con malattia coronarica. I soggetti con ictus o con ipertensione arteriosa hanno un HRV molto più basso del gruppo di controllo.

In Psicopatologia, i pazienti depressi mostrano un abbassamento dell’HRV, i pazienti schizofrenici una riduzione dell’attività vagale e i pazienti maniaco-depressi (disturbo bipolare) un abbassamento dell’ HRV e un calo del tono vagale.

I pazienti stressati hanno un abbassamento dell’HRV. L’applicazione dell’HRV coadiuvata alla terapia di rilassamento permette di misurare i progressi di riduzione dei livelli di stress.

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ELETTROCARDIOGRAMMA

10 Aprile 2018 Medicina Energetica

ELETTROCARDIOGRAMMA

Dott Michel MALLARD, medico chirurgo, specializzato in Medicina d’Urgenze
L’elettrocardiogramma o E.C.G. è un esame che utilizza l’elettrocardiografo per registrare graficamente il ritmo e l’attività elettrica del cuore. Quasi tutte le patologie cardiache presentono delle modificazioni del tracciato E.C.G. Questo esame di misurazione energetica elettrica per la diagnostica cardiologica ha permesso a Willem Einthoven di vincere il Premio Nobel per la Fisiologia o la Medicina nel 1924. Il primo trattato di elettrocardiografia italiano fu pubblicato nel 1948. Adesso l’ECG è un esame di routine disponibile nella maggiore parte degli ambulatori.

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IMPEDENZIOMETRIA

28 Febbraio 2018 Impedenziometria, Medicina Energetica

B.I.A. – IMPEDENZIOMETRIA

Impedenziometria

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