Posts in Medicina Manuale

OSTEOPATIA

30 Aprile 2018 Medicina Manuale

OSTEOPATIA

Dott Michel MALLARD, medico chirurgo, specializzato in osteopatia a Fermo. Riceve su appuntamento in: Ascoli Piceno, San Benedetto del Tronto, Fermo e Porto Sant’Elpidio.

SOMMARIO CAPITOLI

1. COS’È L’OSTEOPATIA?
2. ESISTONO 4 TIPI D’APPROCIO OSTEOPATICO
3. COSA PUÒ CURARE L’OSTEOPATIA?
4. COME SI SVOLGE UNA SEDUTA D’OSTEOPATIA?
5. QUANTE SEDUTE SONO NECESSARIE?
6. QUALE INTERVALLO RISPETTARE TRA LE SEDUTE?
7. CI SONO RISCHI?
8. CI SONO DELLE CONTROINDICAZIONI?

COS’È L’OSTEOPATIA?

Osteopatia, è un termine che deriva dal greco ( osteon = ossa, pathos = sofferenza).
Nel 1874, il suo inventore, il dottor Andrew Taylor Still, voleva indicare con questo termine, che attraverso la cura delle ossa del nostro organismo, tramite la manipolazione, trovava la soluzione ad alcune situazioni di sofferenza fisica.
A. T. Still fondò il primo Collegio di Osteopatia nel 1892 negli Stati Uniti, dove è inserita tra i servizi sanitari ufficiali.
Nel 2002, venne riconosciuta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.
In Francia, dal 2007 gli osteopati sono equiparati alle professioni sanitarie.

L’osteopatia tramite una manipolazione attenta, mira a trovare la soluzione e a ripristinare l’omeostasi corporea e lo stato di salute, riattivando le difese dell’organismo e i processi di auto-guarigione bloccati.

 

ESISTONO 4 TIPI DI APPROCIO OSTEOPATICO:

1. STRUTTURALE

Il primo tipo è la manipolazione vertebrale o articolare,
ed è un fattore molto comune a un’altra disciplina di origine anglo-sassone, chiamata chiropratica.

Il paziente percepisce spesso uno scrocchio a livello dell’articolazione manipolata, ma non è obbligatorio per valutare il successo della manovra.

La seconda tecnica è chiamata “osteopatia mioterapia”.
Il suo principio fu scoperto da Lawrence Jones negli Stati Uniti, poi in Francia, il medico, Jean Polak lo sviluppò applicandolo a numerosi distretti articolari e muscolari dell’organismo.

 

2. VISCERALE

Tecnica molto sviluppata in Francia che ha lo scopo di ristabilire la funzionalità degli organi e delle viscere, attraverso la mobilizzazione del diaframma, del viscere o dell’organo interessato.

 

3. CRANIO-SACRALE

Tecnica che ha rivoluzionato il campo della Medicina Manuale, in quanto mediante stimoli quasi impercettibili, effettuati sulle ossa del cranio e/o del sacro riesce a ristabilire la vitalità dell’organismo ed il suo equilibrio attraverso il ripristino del Movimento Respiratorio Primario.
Per estensione, la stessa tecnica può essere praticata sugli altri distretti del corpo.

 

4. FASCIALE

Si tratta di valutare l’origine fasciale dei disturbi e nel caso di curarle con trazioni, manipolazioni e compressioni dinamiche che hanno per scopo di bilanciare le tensioni a livello delle fasce muscolari.

 

COSA PUÒ CURARE L’OSTEOPATIA ?

L’osteopatia può curare diverse patologie sia nell’adulto che nel bambino.

DOLORI E DISFUNZIONI OSTEO-ARTICOLARI, MUSCOLARI, LEGAMENTOSI:

Esiti di distorsioni, tendinite, tenosinovite, capsulite, borsite, blocchi articolari, periartrite, mal di schiena, ecc.

Localizzazioni frequenti:

Rachide cervicali: colpo di frusta, torcicollo, rigidità muscolare cervicale, artrosi cervicale, ernia del disco, protrusioni discali, nevralgia cervicobrachiale;

Rachide dorsale: dorsalgia, nevralgia intercostale;

Rachide lombo-sacrale: lombalgia, ernia del disco, protrusioni discali,sciatalgia, cruralgia, coxalgia, pubalgia;

Spalla: peri-artrite scapolo-omerale, tendinite della cuffia dei rotatori;

Gomito: epicondilite ( sindrome del tennista), epitrocleite;

Polso: sindrome del tunnel carpale;

Mano: Malattia di Dupuytrein, rizartrosi;

Anca: periartrite, coxartrosi, coxalgia;

Bacino: blocco sacro-iliaco, contrature dello muscolo psoas iliaco, piriforme e degli addutori;

Ginocchio: meniscopatie, sindrome rotuleo;

Caviglia: dolori e instabilità post distorsione;

Piede: fasciti plantari, sperone calcaneari, alluce valgo;

Patologie muscolari: fibromialgia, contratture muscolotendinose, crampi, tender points, esiti di stiramento muscolare e di contusione;

Patologie legamentose: iperlassita, esiti di trauma discorsivo o distrattivo.

DIFETTI POSTURALI:

attitudine scoliotica, ipercifosi, iperlordosi.

TRAUMI SPORTIVI E PREVENZIONE IN MEDICINA SPORTIVA

DISFUNZIONI CRANIO MANDIBOLARI:

bruxismo
S.A.D.A.M. ( dolori dell’articolazione temporo-mandibolare e irradiazioni loco-regionali)
Problemi occluso posturali e ortodontici.
E consigliato di fare un trattamento osteopatico prima di iniziare una cura ortodontica.
E anche utile durante il trattamento con dispositivi odontoiatrici quali il bite.

 

PATOLOGIA NEUROLOGICA:

  • Cefalea
  • Emicrania
  • Nevralgia di Arnold-Chiari
  • Nevralgia del trigemino

 

  • Disfunzioni neurovegetative e sensoriali
  • Disturbi del sonno e irritabilità
  • Depressione e irrequietezza
  • Stato di stress o di ansia


    PATOLOGIA ORL
    :

 

  • Sinusite cronica
  • Otiti ripetute e otite cronica
  • Vertigini
  • Acufeni

    GRAVIDANZA:

  • Preparazione al parto
  • Traumi da parto (per il bambino e la mamma)

DISTURBI FUNZIONALI VISCERALI

 

  • Disturbi digestivi funzionali (ernia iatale, gastrite, dispepsia, coliche addominali, sindrome del colon irritabile,ecc.)

  • Disturbi del ciclo mestruale (dismenorrea, amenorrea) e sindrome premestruale

 

SEQUELLE POST-PARTUM E POST-OPERATORIE

AFFEZIONI CRANICHE DEL NEONATO LEGATE AL PARTO

PATOLOGIE PEDIATRICHE

  • Coliche
  • Stipsi
  • Rigurgito, reflusso gastroesofageo
  • Otiti ricorrenti
  • Difficoltà ad addormentarsi

    COME SI SVOLGE UNA SEDUTA D’OSTEOPATIA ?

 

La prima seduta dura un ora :

  • Analisi dei referti clinici del paziente (RX, TAC, RM, EMG,Analisi, Visite specialistiche, interventi chirurgici, cura in atto)
  • Anamnesi prossima e remota
  • Esame fisico del paziente
  • Spiegazione al paziente della diagnosi e del trattamento osteopatica consigliato
  • Raccolta del consenso informato diagnostico terapeutico e privacy
  • Trattamento osteopatico.Le sedute successive durano dai 30 ai 45 minuti.

 

QUANTE SEDUTE SONO NECESSARIE ?

Il trattamento inizia con ciclo di qualche seduta; poi viene valutato il risultato.
Se la patologia è recente e non troppo grave, basta generalmente 3 a 5 sedute.
Se la patologia è cronica, un ciclo dura alcune settimane e viene ripetuto 4 volte nel corso dell’anno.

 

QUALE INTERVALLO RISPETTARE TRA LE SEDUTE ?

Nelle patologie acute, una seduta può essere ripetuta dopo 3 giorni.
Nelle patologie croniche, si pratica generalmente una seduta ogni 7/14 giorni.

 

CI SONO EFFETTI COLLATERALI ?

Quando viene ben applicata, non ci sono effetti collaterali.
Nelle 48 ore successive a un trattamento si può risentire leggeri disturbi di tipo muscolare che si risolvono spontaneamente, dovuti all’adattamento dell’organismo al trattamento ricevuto.

 

CI SONO RISCHI ?

L’osteopatia praticata da medici formati a questa discipline non presenta rischi, perché consente di recuperare uno stato di equilibrio funzionale senza causare effetti indesiderati maggiori.
La diagnosi fatta prima della manipolazione elimina i rischi; perché permette di evidenziare le controindicazioni di questa terapia.
Una volta indicata per il singolo paziente, la manipolazione viene praticata nel rispetto della regola del non-dolore e di non contrarietà di una restrizione.
Gli incidenti manipolativi sono evitati dalla dolcezza e dalla precisione della manipolazione.
E la brutalità di un gesto che può provocare un danno.

Secondo i miglioramenti ottenuti, la cura farmacologica in corso non è modificata dall’osteopata ma dal medico curante del paziente, al meno che il suo medico prescrittore sia anche l’osteopata.

Tutti gli incidenti post-manipolativi analizzati sono il fatto di non rispetto delle controindicazioni o delle regole.
Interessano, per lo più, il rachide cervicale e sono di natura vascolare (principalmente vertebro-basilari).

L’incidenza degli incidenti manipolativi è di 1 incidente per 1 a 2 milioni di manipolazioni.

Ricordiamo, a proposito di rischio, che l’osteopatia praticata a regola d’arte, rimane un terapia priva di rischi, se paragonata alle prescrizioni di anti-infiammatori che, hanno un’incidenza di mortalità, negli Stati Uniti, di 7000 all’anno e di circa 1000 all’anno in Inghilterra!
(Langman MJ. Ulcer complications associated with anti-inflammatory drug use. What is the extent of the disease burden? Pharmacoepidemiol Drug Saf 2001; 10: 13-9).

 

CI SONO DELLE CONTROINDICAZIONI ?

Possiamo parlare di controindicazioni che sono piuttosto delle non indicazioni:
tutte le situazioni di scompenso o d’urgenza, dove la priorità terapeutica vitale viene prima dell’osteopatia di tipo rianimazione, cura intensiva, chirurgia, ecc.

E controindicato praticare l’osteopatia senza aver praticato un atto diagnostico prima.
Per esempio, il paziente anziano o patologico può avere delle fratture senza traumatismo, quindi dopo visita medica sarà prescritta una radiografia, prima di iniziare la cura osteopatica.

Allo stesso modo, un dolore rachideo provocato bilaterale sullo stesso segmento deve far pensare ad une lesione ossea sconosciuta.
O ancora, in caso di nevralgia cervicobrachiale, intercostale, crurale o sciatica sarà necessario effettuare prima, delle indagini a scopo diagnostico, per eliminare patologie che non entrano nel campo dell’osteopatia o dove le tecniche dovranno essere adattate a non peggiorare la situazione.

L’osteopatia strutturale si evita o se è necessaria, si fa con dolcezze e cautela nel paziente anziano osteoporotico per evitare di danneggiare l’arteria vertebrale o il tronco basilare.

 

Diversamente si potranno utilizzare le tecniche osteopatiche non manipolative.

Le controindicazioni delle manipolazioni sono tutte le cause di fragilità osteo-articolare:

1. Traumatiche:

fratture, distorsioni e lussazioni recenti . La cicatrizzazione è generalmente ottenuta in 2 a 3 mesi. In caso di trauma del rachide, soprattutto cervicale, si deve valutare bene se la manipolazione presente un rischio, e nel caso non effettuarla. In caso di infortunio sul lavoro o di pratica medico-legale in corso, è meglio di aspettare la consolidazione peritale, prima di iniziare delle manipolazioni.

2. Infettive:

come la spondilodiscite infettiva.

3. Infiammatorie:

le patologie articolari infiammatorie come per esempio la pelvi-spondilite reumatica o la poliartrite reumatoide non si manipolano in fase di riacutizzazione.

4. Tumorali maligne:

non tanto i rari sarcomi ma soprattutto le metastasi ossee o il mieloma.

5. Tumori benigne:

per esempio un voluminoso angioma vertebrale controindica la manipolazione di questa vertebra in quanto è più fragile.

6. Patologie ossee metaboliche:

principalmente osteomalacia e osteoporosi.

7. Malformazioni congenitali soprattutto cervicali e cervico-occipitali.

8. Vascolare:

insufficienza vertebro-basilare (nel caso di una vertigine provocata dalla preparazione alla manipolazione, si deve interrompere la manovra), aterosclerosi (chiedere un eco-doppler delle carotide prima della manipolazione cervicale), la cura anticoagulante è una controindicazione assoluta alle manipolazioni.

9. Neurologiche:

un esame neurologico accurato ( reflessi, Babinski, nistagmo,Romberg, sensibilità, forza muscolare, campo visivo sommario) deve precedere ogni manipolazione, soprattutto cervicale.

10. Psichiatriche:

I pazienti ansiosi rischiano di sviluppare una dipendenza ossessionale della “vertebra spostata”.
I pazienti isterici o ipocondriaci che chiedono una manipolazione non indicata.

MEDICINA ENERGETICARIMEDI NATURALIMEDICINA MANUALERIFLESSOLOGIAOZONOTERAPIATERAPIA DELLA PSICHEINIEZIONI E INSUFFLAZIONI

Richiedi appuntamento

Richiedi Appuntamento

FASCIATERAPIA

17 Aprile 2018 Medicina Manuale

FASCIATERAPIA

Dott Michel MALLARD, medico chirurgo,specializzato in Osteopatia e in Fasciaterapia

La Fasciaterapia è una tecnica di terapia manuale creata in Francia negli anni ‘80 dal fisioterapista ed osteopata, Danis Bois.
Negli anni ’60, il pioniere del lavoro sulle fascie è stata la biochimica, omeopata, osteopata statunitense Ida Rolf e la sua tecnica di massaggio è conosciuta come “Rolfing”. Nel 1973 ha fondato a Boulder una scuola professionale: il “Rolf Institute of Structural Integration”.
Lo scopo della Fasciaterapia è di liberare le tensioni e rilassare le catene muscolari.
La parola “fascia” viene dal latino e significa banda. È un tipo particolare di tessuto connettivo molto diffuso nel corpo perchè il suo ruolo è di sostenere organi, visceri, vasi arterio-venosi, linfatici e i nervi.

Per dare un esempio, è un po’ come l’edera che sale lungo le vecchie mura e nello stesso tempo mantiene i mattoni insieme. Lungo le ossa si chiama periostio, intorno al cuore pericardio, peritoneo nella cavità addominale, ecc.
Le funzioni della Fascia sono fondamentali :
dà il contorno a tutti gli elementi del corpo, li mantiene al loro posto e ne disegna la forma.
Serve da contenitore al tessuto sottogiacente.
Per esempio, un muscolo la cui fascia è stata incisa perde tanta forza o ancora, un osso rotto con periostio danneggiato non cicatrizza nei limiti normali.
La sua struttura fatta da un reticolo di fibre di collagene ed elastina, canalizza la circolazione del liquido interstiziale come sanno da anni i medici olistici.
Ma l’hanno dimostrato, David Carr-Locke e Petros Benias del Mount Sinai Beth Israel Medical Center nel 2018 con la microscopia endoscopica confocale laser nella mucosa del dotto biliare. Questi spazi interstiziali sono i luoghi dove nasce la linfa e dove le cellule immunitarie innescano la catena dell’infiammazione.

Vista l’importanza della scoperta, hanno decretato l’interstizio come nuovo organo del corpo umano !

I cuscinetti pieni di liquido dell’interstizio ammortizzano dagli urti che può ricevere una persona e quindi proteggono gli organi dai danni.
I suoi fibroblasti danno nascita al tessuto cicatriziale in caso di bisogno.
Un tessuto cicatriziale eccessivo provoca : cicatrice cheloide, aderenze post operatorie addominali, lesione muscolare fibrosa che ha fatto perdere elasticità al muscolo, ecc. In questi casi la fascia terapia ha un ruolo fondamentale, prima si realizza e meglio è, perchè nel tempo la retrazione dei tessuti fibrosi li rende più refrattari ai trattamenti.
Questa sclerosi e fibrosi dell’interstizio si ritrova anche di conseguenza nell’invecchiamento creando rughe sulla pelle e artrosi nelle articolazioni.

I traumi e le posture sbagliate provocano una “densificazione” delle fasce, creando molti problemi che sono all’origine dei dolori.
La fasciaterapia restituisce flessibilità alla rete connettivale e fluidità interstiziale con la conseguente assenza di dolore e miglior dinamica fisiologica dei tessuti.
L’aspetto fondamentale della fasciaterapia è che le fasce formano una lama continua in tutto l’organismo. Questo aspetto spiega come il lavoro sulle fasce ha delle ripercussioni a distanza , compreso negli organi.

Attraverso un tocco sensibile, dal più profondo “tipo rolfing” al più leggero “tipo osteopatia cranio-sacrale” la pratica della fasciaterapia mette paziente e terapeuta in contatto con un “blocco” dove si incrociano : struttura fasciale, sistema neuro vascolare, ritmo vitale energetico(MRP degli osteopati).
Il sul luogo della “fissazione emozionale tissutale” o “blocco”. È direttamente o indirettamente connesso alla memoria emozionale ubicata nell’amigdala del sistema limbico.
La consapevolezza del paziente associata alla manualità specifica del terapeuta permettono la liberazione dei blocchi : quindi la normalizzazione dei movimenti vitali delle fasce e la normalizzazione della circolazione dei fluidi interstiziali e dell’energia. Il tutto permette al paziente di rientrare sul percorso della salute attraverso i processi fisiologici di auto-guarigione.
Per questo motivo, la Fasciaterapia viene spesso integrata dentro un percorso di terapia psicosomatica.

MEDICINA ENERGETICARIMEDI NATURALIMEDICINA MANUALERIFLESSOLOGIAOZONOTERAPIATERAPIA DELLA PSICHEINIEZIONI E INSUFFLAZIONI

Richiedi appuntamento

Richiedi Appuntamento

LO STRETCHING

17 Aprile 2018 Medicina Manuale

LO STRETCHING

Dr Michel MALLARD medico chirurgo specializzato in osteopatia

COS’E LO STRETCHING ?

Lo stretching o stiramento muscolare è molto praticato sia in ambito sportivo a scopo preventivo di traumi muscolari (stiramenti e strappi) e articolari, che in terapia osteo muscolo articolare e neurologica.

È un metodo americano nato nel 1980 e divulgato in Europa da Bob Anderson.

E una pratica di allungamento muscolare che viene spontaneamente al risveglio di tutti i mammiferi, per essere più disponibili a muoversi dopo un periodo di sonno. In fatti, lo stretching aumenta l’ampiezza e la coordinazione dei movimenti, il risparmio energetico e la forza muscolare.

Nell’ambito sportivo o terapeutico, si pratica dopo un riscaldamento muscolare, che in terapia può essere ottenuto dal massaggio o/e dall’applicazione di ultrasuoni.

È molto importante che l’allungamento non superi la soglia del dolore per non provocare reflessi di contrazione muscolare e che la respirazione rimane normale e tranquilla durante l’esercizio per permettere una buona ossigenazione tendino-muscolare.
Viene indicato quando ci troviamo in presenza di limitazione dell’articolarità o di contratture muscolari. Quindi nella maggiore parte delle patologie ortopediche, reumatologiche ed alcune neurologiche in presenza di spasticità.

COME FUNZIONA LO STRETCHING ?

Ci sono diversi tipi di stretching, il più conosciuto è quello statico, come nel Yoga : l’allungamento muscolare massimo è raggiunto senza molleggi e progressivamente per non stimolare un riflesso contrattile dei muscoli antagonisti e la posizione va mantenuta circa 30 secondi, poi l’articolazione viene riportata in posizione iniziale per terminare l’allungamento.
Gli altri tipi di stretching sono : lo stretching passivo, lo stretching attivo-passivo, lo stretching dinamico, lo stretching balistico, lo stretching di contrazione degli muscoli antagonisti (C.R.A.C. “contract relax antagonist contract”), il metodo di facilitazione neuromuscolare di Herman Kabat (P.N.F. “proprioceptive neuromuscolar facilitation”), il metodo di Fred L. Mitchell “muscle Energy technique”, il “strain e counterstrain” di Lawrence Jones, lo stretching funzionale di Harold Hoover, il C.R.S. “contrazione, rilassamento e stretching”, lo stretching globale attivo scoperto da Françoise Mézières e sviluppato in Italia dal suo alunno Philippe E. Souchard sul nome di Rieducazione Posturale Globale o metodo del “campo chiuso”.

 

I benefici dello stretching interessano:

le articolazioni : rallenta la calcificazione del tessuto connettivo e la progressione dell’artrosi.
il sistema tendino muscolare : aumenta l’elasticità e la flessibilità dei muscoli e tendini quindi la capacità di movimento, migliora il metabolismo del tessuto muscolare quindi miglior contrazione muscolare e forza muscolare e meno fatica muscolare. Utile metodo di prevenzione dei traumi muscolari e articolari.
Il sistema cardio respiratorio : favorisce la circolazione, diminuisce la pressione arteriosa e aumenta la capacità polmonare.
Il sistema nervoso : favorisce la coordinazione dei movimenti, rilassa e sviluppa la consapevolezza di sé.

 

COSA PUÒ CURARE LO STRETCHING?

In terapia, lo stretching viene utilizzato per ristabilire e mantenere la funzione normale del sistema muscolo tendineo e la mobilità articolare; quindi può essere applicato per trattare quadri clinici di dolore e squilibri muscolari e disturbi della coordinazione del sistema neuromuscolare.
Nelle lesioni muscolari, lo stretching si applica dopo la fase acuta d’immobilizzazione.
La terapia migliore del crampo muscolare è lo stretching.

Dopo la fase di guarigione d’una frattura o d’ un intervento ortopedico seguito d’ immobilizzazione, lo stretching è una terapia indispensabile per recuperare l’articolarità delle articolazioni giacenti alla frattura.
Lo stretching dei tendini flessori della mano può evitare l’intervento nel caso di Morbo di Dupuytren.

Nelle ustioni e traumi con ferite complicate, lo stretching eseguito quotidianamente, associato a bendaggi compressivi evita la rigidità dovuto ad una formazione eccessiva di connettivo durante la fase di cicatrizzazione.
In caso di infiammazione, lo stretching sarà molto leggere nella fase acuta poi più intense, una volta superata la fase iniziale iperalgica. La capsulite retrattile è una di queste indicazioni.
Per evitare, la sostituzione delle fibre elastiche da connettivo fibroso che non è flessibile, lo stretching sarà sempre iniziato il più presto possibile. In assenza di terapia precoce e di conseguente fibrosi dei tessuti la restituzione della mobilità dovrà aver ricorso all’artroplastica ortopedica.
Lo stretching incontra successo nella cura del gomito del tennista con esercizi domiciliari due volte al dì.

La rachialgia cronica con rigidità della muscolatura paravertebrale è una buona indicazione dello stretching in assenza di ernia discale che è una contro-indicazione per motivo di iperpressione intervertebrale durante la postura.
Lo stretching applicato nella sindrome del Tunnel Carpale evita l’intervento nel 50% dei casi.

 

CI SONO DELLE CONTROINDICAZIONI ?

Le contro-indicazioni allo stretching sono :
–  ipermobilità
– anchilosi articolare totale
– compressione nervosa per esempio in caso di ernia del disco intervertebrale
– angiopatia
– osteoporosi
– traumi acuti
– infiammazione articolare
– interventi chirurgici recenti

MEDICINA ENERGETICARIMEDI NATURALIMEDICINA MANUALERIFLESSOLOGIAOZONOTERAPIATERAPIA DELLA PSICHEINIEZIONI E INSUFFLAZIONI

Richiedi appuntamento

Richiedi Appuntamento

POSTUROLOGIA

16 Aprile 2018 Medicina Manuale

POSTUROLOGIA

Dr Michel Mallard medico chirurgo specializzato in medicina manuale, posturologia e osteopatia

COS’È LA POSTUROLOGIA ?

La posturologia è la scienza che studia la postura e le cause e cure in caso di squilibrio posturale.

 

ORIGINE DELLA POSTUROLOGIA

Nel 1837 Charles Bell si chiede quale il senso che gestisce il controllo posturale
Nel 1890 Karl Von Vierordt crea a Berlino la prima scuola di posturologia in Europa. Per Karl Von Vierordt il controllo posturale è la risultante delle informazioni visuali, tattile della pianta dei piedi, propriocettive. Egli registra i primi segnali stabilometrici.
Fu seguito da neurologi, come Babinski, Romberg, Sherington ed altri che hanno amplificato lo studio della postura.

COME FUNZIONA IL SISTEMA POSTURALE ?

Il sistema tonico posturale è composto di estero recettori (organi dei sensi) che posiziono il corpo nell’ambiente, di proprio recettori che posizione le varie parte del corpo e i centri nervosi superiori che uniscono e elaborano le informazioni provenendo dai recettori.

La sua funzione è di:

  • Mantenere la posizione eretta
  • Posizionarci nello spazio
  • Coordinare equilibrio statico e dinamico

 

COME SI SVOLGE UNA VISITA DI POSTUROLOGIA ?

La valutazione posturale controlla tutti i punti di riferimenti per identificare eventuali dismetrie e squilibri, nei diversi piani : sagittale, frontale e orizzontale; poi si valuta lo svolgimento del passo.
Le anomalie posturali interessano il 90 % della popolazione.
Sono l’iperlordosi lombare con iperlordosi cervicale o con appianamento cervicale, l’ipercifosi dorsale, l’appianamento rachideo globale.
In risposta, il piede compensa : piedi valghi, piedi vari, piede piatto piede a doppia compensazione.
Sul piano frontale, si valuta l’orizzontalità delle spalle, del bacino, delle pupille, dei capezzoli, delle caviglie e del massiccio facciale.
Sul piano orizzontale si studia la posizione dell’ileo e dello scapolum
Dopo l’analisi dell’asimmetria posturale, l’esame cercherà le cause possibili, anche con l’aiuto dell’esame stabilometrico.
La stabilometria è l’uso di una pedana fatta di quattro bilance rilegato ad un computer che elabora la visualizzazione del perimetro di sostentazione (baricentro)
e che permette di valutare l’impatto di alcune afferenze tipo visive, piede, occlusione dei denti, cervicale.
Si cercherà le afferenze perturbanti all’origine del disturbo posturale.
Possono provenire dall’occhio:
dove gli difetti di convergenza (in particolare asimmetrici) o alterazioni nella precisione di sovrapposizione di immagini provenienti a livello centrale dai due emisferi hanno delle ripercussioni sull’impressione di tridimensionalità dell’ambiente circostante.

Apparato stomatognatico:
Una malocclusione tra mascella e mandibola provoca un squilibrio di tensione dell’apparato muscolare masticatorio, all’origine di una catena di tensioni muscolare discendente fino al piede. Anche alla deglutizione è associato, conseguentemente all’azione linguale e ioidea, un movimento anteroposteriore della porzione vertebrale C2/C3.
Anche, a fuori della masticazione, la centrale del sistema tonico posturale riceve dall’ apparato stomatognatico delle afferenze che vengono perturbate in caso di malocclusione.

Rachide:
Il rachide si può adattare in latero flessione, rotazione e flessione / estensione antero posteriore per cercare a compensare un disturbo degli altri recettori, ma nell’altro senso un coinvolgimento posturale scorretto della struttura rachidea, può avere ripercussioni a distanza.
Per esempio un’anomalia delle terza vertebra cervicale cercare un “compenso posturale” meccanico della terza vertebra lombare o esempio ascendente : il classico “colpo di frusta cervicale “ che provoca disturbo dell’equilibrio e vertigini.
Particolarmente ricco di sensori propriocettivi è il rachide cervicale, che svolge un ruolo fondamentale per l’equilibrio posturale in genere. Il reflesso cervico-oculomotore è mediato da afferenze provenienti dalla regione vertebrale C2/C3. Il rachide cervicale ha delle connessioni con i nuclei vestibolari che insieme al riflesso labirintico stabilizzano la posizione della testa sul collo.
Piede:
La podoscopia evidenzia il tipo di piede (cavo, piatto, normale) e le zone di eccesso di pressione (carico).FOTO
Anche qua il circuito è a doppio senso : o il piede è la causa dello squilibrio posturale (congenitale, traumatico, iatrogeno) o il piede prova a compensare i squilibri superiore, e lo chiamiamo piede adattivo. Spesso sara misto, quindi causa e adattivo, evidenziato da aspetti podalici asimmetrici o disarmonici.
Per es. l’appoggio del primo metatarso è in relazione con l’occlusione incisiva e canina, spiegando che una alluce valgo deve far controllare l’occlusione dentale. Si esaminerà anche la caviglia : varo o valgo e come si comporta il piede durante lo svolgimento del passo.

Apparato vestibolare:
Una lesione dell’apparato vestibolare provoca vertigini. L’esame medico dovrà eliminare le cause grave, tipo tumore del nervo acustico , aspettare che passa lo stato febbrile in caso di labirintite o ancora fare la diagnosi delle “vertigini posizionali parossistici benigni” che si risolvono con qualche seduta di manipolazione specifica.
Sfera viscerale:
Per esempio un’irritazione dello muscolo psoas iliaco chiamata “psoitis” dovuto ad un’infiammazione viscerale loco-regionale provocherà lombalgia e disturbo posturale. Un altro esempio comune è la modificazione strutturale del bacino durante la gravidanza che si ripercoterà sulla statica lombare. O ancora, le modificazioni di tensione del legamento utero-sacro durante le differente fase del ciclo mestruale.

Respiratorio:
La respirazione diaframmatica è fondamentale all’equilibrio posturale; non solo perchè il diaframma ha delle inserzioni costali e lombari, ma anche perché la sua contrazione permette di sintonizzare la tonicità degli altri 4 diaframmi : tentorio, ioideo, stretto toracico superiore e pelvico.

Cute:
In particolare in presenza di cicatrice patogene o di cicatrice “irritative”.

Psico-emotivi :
La postura indica se la persona è ottimista o depressa, sicura di sé o timida, dominante o sottomessa, ecc. “Il corpo umano è la migliore immagine dell’anima” L. Wittgenstein
Nella piccola infanzia, lo sviluppo della schiena è dipendente della relazione affettiva con la madre “rachide madre” poi con il padre “rachide padre”. La scoliosi idiopatica potrebbe essere la conseguenza di una carenza affettiva materna nei primi mesi di vita (Michel Mallard).

La postura comunica, esprime il nostro pensare, è azione del pensiero : “La mente è come il vento ed il corpo è simile alla sabbia. Se vuoi sapere come soffia il vento, guardia la sabbia” Bonnie Bainbridge Cohen
“La nostra postura è espressione della nostra storia” D, Raggi
Alexander Lowen, psichiatra fondatore della “bioenergy”

 

ha elaborato 5 tipi di posture:

Ripiegata: spalle curve proiettate in avanti, petto incavato, testa china in avanti. Persone con grande vuoto affettivo interno mascherate dietro una falsa indipendenza
Divisa in due: bacino avanti, muscoli contratti, piedi aperti, cifosi dorsale, braccia senza espressione e viso statico. Persone con bassa autostima che ha represso i suoi sentimenti.
Gonfiata: petto gonfio portato in avanti, collo teso, bacino rigido, lordosi lombare. Persona repressa sessualmente che preferisce controllare tutto e tutti piuttosto che accettare i suoi sentimenti.
Sottomessa: collo corto, testa nascosta dalle spalle, bacino rientrato, glutei contratti.
Persona infantile che si sottomette per ricevere amore, ma come non funziona accumula tanta rabbia che lui fa sviluppare i muscoli per tenerla a bada, perché ha paura che si libera violentemente.
Irrigidita: tipica del soldato della guardia britannica. Testa alta, collo rigido, schiena diritta e petto gonfio. Personalità onnipotente, estremamente rigida e poco aperta.

Questi disturbi statici sono alla base di tensioni tendino-mucolari, articolari, capsulari, osteo-ligamentosi, ecc. loro stesso all’origine di dolori e contratture che limitando il movimento favoriscono lo sviluppo dell’artrosi.
Tutti questi blocchi saranno trattati con diverse tecniche e il risultato sarà valutato non solo sulla sparizione del dolore ma soprattutto sulla correzione posturale.

 

QUALI SONO LE PROBLEMATICHE ASSOCIATE AD UNO SQUILIBRIO POSTURALE ?

Le patologie associate ad uno squilibrio posturale sono :
– Rachidee (cifiosi, scoliosi, attitudine scoliotica)
– Nevralgie da compressione radicolare
– Artropatie periferiche (anche, ginocchia, piedi)
– Tendino-muscolari
– Cefalee, emicranie
– Vertigini

MEDICINA ENERGETICARIMEDI NATURALIMEDICINA MANUALERIFLESSOLOGIAOZONOTERAPIATERAPIA DELLA PSICHEINIEZIONI E INSUFFLAZIONI

Richiedi appuntamento

Richiedi Appuntamento

MEDICINA MANUALE

16 Aprile 2018 Medicina Manuale

MEDICINA MANUALE

Dott Michel MALLARD, medico chirurgo,specializzato in Medicina Manuale e Osteopatia

La Medicina Manuale è una delle branche della Medicina che raggruppa le manipolazioni vertebrali e delle articolazioni periferiche, le tecniche mio tensive e i massaggi.
Oggi, in numerose scuole è stato associato o sostituto, la denominazione “osteopatia”.

La cosa in più che ha portato l’osteopatia alla Medicina Manuale è il concetto di “movimento respiratorio primario” ala base dell’osteopatia cranio sacrale e dell’osteopatia viscerale, che completa l’osteopatia strutturale.
Le indicazioni e contro-indicazioni della Medicina Manuale sono le stesse che troverete descritte nella presentazione dell’osteopatia.

MEDICINA ENERGETICARIMEDI NATURALIMEDICINA MANUALERIFLESSOLOGIAOZONOTERAPIATERAPIA DELLA PSICHEINIEZIONI E INSUFFLAZIONI

Richiedi appuntamento

Richiedi Appuntamento

MASSAGGI

16 Aprile 2018 Medicina Manuale

MASSAGGI

Dott Michel MALLARD, medico chirurgo,specializzato in Medicina Manuale e Osteopatia

Il massaggio è la prima terapia manuale nella storia dell’umanità.

I primi testi ritrovati sono cinesi (3000 anni a.C.), poi è stato sviluppato come terapia nel Nei Ching, che racchiude gli insegnamenti più antichi sul massaggio.
I libri indiani della Ayur Veda, nel 1800 a.C., hanno raccomandato i massaggi come tecniche di frizione e di “lavaggio” per aiutare il corpo a guarirsi da solo.
In Europa, anche Ippocrate, Socrate e Platone erano in favore di ogni tipo di massaggio.
Omero, nell’Odissea, descrive le frizione fatte con olio ai soldati dopo le battaglie.
La professione medica reintegra il massaggio come pratica professionale tesa a curare il corpo e la mente, con Ambroise Parè (1517-1590) e Mercurialis (1530-1606).

 

Praticato regolarmente, il massaggio ha tanti effetti benefici sulla salute:

  • Rilassamento profondo
  • Liberatore di tensioni profondi e dei disturbi emotivi a loro legati
  • Diminuisce la fatica fisica e mentale
  • Allenta le tensioni accumulate nel collo e nelle spalle
  • Dilata i vasi sanguini e migliora la circolazione sanguina nei muscoli, quindi favorisce il loro funzionamento
  • Elimina gli spasmi muscolari, come per es. i crampi al polpaccio
  • Effetto drenaggio delle scorie muscolari tossiche (acido lattico) in seguito ad energici esercizi fisici. La loro eliminazione impedisce l’indolenzimento muscolare post sportivo.
  • Facilita la ripresa del tono muscolare, dopo inattività forzata, quindi riduce l’atrofia muscolare
  • Riduce il grasso accumulato nei tessuti
  • Accelera il metabolismo dei tessuti
  • Preventivo dell’artrosi che la conseguenza della stasi dentro la matrice extracellulare peri-articolare
  • Accelera la guarigione delle borsite, tenosinovite, tendinite, distorsioni
  • Allenta le aderenze , permettendo così una maggiore mobilità
  • Migliora la funzionalità di alcuni organi come lo permette l’osteopatia viscerale, quindi digestione, assimilazione ed eliminazione possono essere migliorate
  • Drena la linfa, eliminando cosi meccanicamente le tossine e le scorie dei tessuti, come la fa perfettamente la tecnica di drenaggio linfatico di Emil Vodder
  • Accelera d’un modo sorprendente la guarigione delle rino-sinusite e faringiti
  • Aumenta la produzione di eritrociti, quindi è utile alle persone anemiche
  • Cura le cefalee mio-tensive e le cefalee epato-digestive
  • Allieva le contratture dolorosi para vertebrali cervicali, dorsali e lombari
MEDICINA ENERGETICARIMEDI NATURALIMEDICINA MANUALERIFLESSOLOGIAOZONOTERAPIATERAPIA DELLA PSICHEINIEZIONI E INSUFFLAZIONI

Richiedi appuntamento

Richiedi Appuntamento

TERAPIA DEI TRIGGER-POINTS E TENDER-POINTS

14 Aprile 2018 Medicina Manuale

TERAPIA DEI TRIGGER-POINTS E TENDER-POINTS

Dott Michel MALLARD, medico chirurgo, specializzato in osteopatia

COS’È IL TRIGGER POINT ?

Il Trigger Point Miofasciale è un nodulo (o una bandelletta) palpabile doloroso dentro un muscolo scheletrico.
Questo nodulo è il risultato di un accorciamento di fibre muscolari che permangono in stato di contrazione.
In caso di cronicità, si può trasformare in fibrosi, difficilmente reversibile.

La scoperta del nodulo è facilitata da dolore in seguito alla pressione del suo centro, ma una delle caratteristiche fondamentali del Trigger Point è di essere all’origine d’un dolore “riferito” a distanza (ad esempio una cefalea che proviene da un trigger point del muscolo Trapezio).

 


Per sapere se un dolore è riferito da un Trigger Point, si palpano i muscoli del territorio corrispondente.
Nel caso di positività, la sua compressione risveglia il dolore nel territorio riferito. Si può anche constatare un sussulto muscolare alla stimolazione manuale del Trigger Point (local twitch response).
Generalmente sono isolati e gli altri tessuti hanno una sensibilità normale.

Il meccanismo è generalmente di origine locale, per esempio: traumi o disturbi di postura.

Il punto trigger, una volta stimolato con una pressione provoca un dolore a distanza.

I trigger point sono stati scoperti nel 1942, dal medico personale del Presidente John F. Kennedy, la Dott.ssa Janet Travell (1901-1997).
Nel 1960, insieme a David G. Simons hanno realizzato un studio dei Trigger Point nella sindrome dolorosa mio fasciale.

I loro lavori sono stati pubblicati nel 1983, nel libro “Myofascial Pain and Dysfunction – The Trigger Point Manual”. Questo libro ha rivoluzionato in tutto il mondo la terapia del dolore cronico.

Il Trigger Point può essere trattato di diversi modi :
-Con l’agopuntura (dry needling di J.G. Travell)
-Con il massaggio applicando alcune tecniche specifiche
-Con la neuralterapia : infiltrazione di procaina nel Trigger Point, (vede capitolo specifico sul sito

-Con l’ozonoterapia (vede capitolo specifico sul sito)


COS’È IL TENDER- POINT ?

Il Tender Point , punto muscolare dolente alla pressione, presenta delle caratteristiche diverse dal Trigger Point :
Non ha nodulo palpabile.
Si trova spesso sulla parte tendinosa del muscolo.
Non provoca un sussulto muscolare alla stimolazione manuale (assenza di local twitch response).
Non ha dolore riferito a distanza.
Non presenta caratteristiche istologiche specifiche.
Si trova generalmente su diversi muscoli per lo stesso paziente.
Generalmente, gli altri tessuti sono iperalgici.
La causa probabile proviene dal sistema nervoso centrale.
La diagnosi di fibromialgia viene effettuata quando il paziente presenta più di 11 tender points e altri dolori simmetrici da almeno 3 mesi, senza altra patologia sottostante algica.

La terapia dei tender points è la terapia sistemica della patologia di origine dove l’autoemoinfusione (o in alternativa l’insufflazione rettale) di ossigeno-ozono si associa la dieta, la neutraceutica, l’omotissocologia, l’omeopatia, l’agopuntura, la psicoterapia e l’allopatia.
Localmente si può praticare delle infiltrazioni sotto-cutanee di ossigeno-ozonoterapia.

MEDICINA ENERGETICARIMEDI NATURALIMEDICINA MANUALERIFLESSOLOGIAOZONOTERAPIATERAPIA DELLA PSICHEINIEZIONI E INSUFFLAZIONI

Richiedi appuntamento

Richiedi Appuntamento

MEDICINA MANUALE

7 Febbraio 2018 Medicina Manuale

MEDICINA MANUALE

Stretching

Stretching-250x140

Massaggi

massaggi-250x140

Medicina manuale

medicina-manuale-250x140

Fasciaterapia

mioterapia-250x140

Osteopatia

osteopatia-250x140

Posturologia

posturología-250x140

Terapia del trigger point e del tender point

terapia-trigger-point-tender-point-250x140
MEDICINA ENERGETICARIMEDI NATURALIMEDICINA MANUALERIFLESSOLOGIAOZONOTERAPIATERAPIA DELLA PSICHEINIEZIONI E INSUFFLAZIONI

Richiedi appuntamento

Richiedi Appuntamento

Dott. Michel Mallard
Medico chirurgo
phone: +393405023405
e-mail: m.mallard@virgilio.it
PEC:  michel.mallard@fm.omceo.it

I materiali contenuti nel sito sono stati inseriti a scopo divulgativo e di pubblica utilità.
Nulla di ciò che è scritto in questo sito deve essere assolutamente interpretato come parere sostitutivo di terapie mediche.
L’autore declina ogni responsabilità in merito ad eventuali conseguenze negative che potrebbero derivare da un uso improprio delle informazioni contenute in questo sito.
Ogni scritto presente nel sito è stato controllato e verificato con attenzione, tuttavia l’autore declina ogni responsabilità, diretta e indiretta, nei confronti degli utenti e in generale di qualsiasi terzo, per eventuali imprecisioni, errori, omissioni, danni (diretti, indiretti, conseguenti, punibili e sanzionabili) derivanti dai suddetti contenuti.

Copyright © 2018 medicinanaturaleolistica. All rights reserved.

error: Il contenuto della pagina è protetto!