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REBIRTHING

11 Settembre 2018 Terapia della Psiche

REBIRTHING

Dott Michel MALLARD, Specializzato in Psicoterapia e in Medicina Psicosomatica, esperto in Rebirthing

“Il respiro riequilibra corpo e mente. Questo è il segreto della vita che abbiamo dimenticato”
Sri Ravi Shankar 2004

DEFINIZIONE DEL REBIRTHING

Il Rebirthing è una tecnica di respirazione circolare consapevole volta a liberare l’emotività repressa e a far rivivere e superare i traumi psichici, compreso quello della nascita.

ORIGINE DEL REBIRTHING

Le tecniche di respirazione circolare consapevole trovano la loro origine dal “pranayama”, dal “Kriya Yoga”, dal “kundalini Yoga” nell’India antica e nelle pratiche taoiste purificatrici in Cina.
Questa antica tecnica respiratoria commentata nel “Canto del Beato” della Bhagavad Gita IV,29 , si chiamava in sanscrito: “Pranapanagati”.

Nei primi anni 70 fu l’americano Leonard Orr a divulgare queste tecniche al mondo occidentale, dopo aver vissuto nel 1964 una forte e profonda esperienza emozionale, mentre praticava la respirazione circolare immerso in una vasca di acqua calda per rilassarsi.

Leonard Orr chiamò Rebirthing questa pratica perché gli permise di rivivere il trauma della sua propria nascita.

Nel 71, Leonard Orr si rese conto che l’acqua calda della vasca non era indispensabile al processo di rebirthing, ma solo di aiuto.
Nel 1977, Leonard Orr incontrò in India il yogi Babaji e gli presentò la sua scoperta. Babaji la definì “yoga per gli occidentali”.

I viaggi successivi in India di Orr ebbero una decisa influenza sullo sviluppo della tecnica del Rebirthing.

Negli anni 80, fu lo psicologo Filippo Falzoni Gallerani ad introdurre il Rebirthing in Italia, in linea con i principi della Psicologia Transpersonale, e fondò poi l’Associazione Rebirthing ad Approccio Transpersonale.

COME SI FA IL REBIRTHING ?

La tecnica del rebirthing, attraverso la coscienza del respiro e di tutte le informazioni emerse durante la pratica, è una vera terapia psicosomatica globale che libera le potenzialità fisiche, emotive, mentali, energetiche e spirituali.

Il rebirthing si pratica in un luogo confortevole, sdraiati e rilassati per un tempo variabile da 30 a 120 minuti.
Generalmente si fa un ciclo di circa 9 sedute (1 al mese).
La respirazione è ampia, in modo circolare e cosciente; quindi con un flusso respiratorio dolce ma profondo, completo ed ininterrotto, senza pausa o apnea.
L’inspirazione è attiva, diaframmatica completa (frenica centrale e periferica).
L’espirazione è completamente passiva, senza che l’aria sia spinta fuori o accompagnata ed è il momento di maggior rilassamento muscolare.

La pratica della respirazione circolare e cosciente crea una situazione di graduale liberazione dalle tensioni dolorose, dai blocchi fastidiosi e angoscianti, che sono sostituiti con una percezione piacevole della circolazione energetica, un profondo stato di benessere, di rilassamento psicofisico e un’espansione della coscienza.

E’ frequente che la pratica del rebirthing sia integrata dentro un percorso psicoterapeutico.
Infatti, è difficile liberarsi dai traumi del periodo arcaico della propria vita solo con le parole; da qui il ruolo importante delle pratiche dette psicocorporee.

Invece la psicoterapia classica può essere utile a preparare la liberazione dai traumi durante la seduta di rebirthing, perché emergano alla coscienza solo quegli elementi del vissuto che possiamo gestire emotivamente in relativa tranquillità.

Per questo motivo, la pratica del rebirthing non è consigliata a chi non possiede un “io” ben strutturato e ancorato alla realtà.

Al di fuori della riserva sopra descritta, non ci sono controindicazioni alle sedute di Rebirthing, neanche durante la gravidanza. Anzi, il rebirthing aiuterà la futura mamma a vivere al meglio le emozioni della sua gravidanza, del parto e del post-partum.

BENEFICI DEL REBIRTHING

Con la pratica del Rebirthing, Il nostro stato di coscienza, attraverso il cervello, modifica costantemente la nostra materia vivente!
Dr. Richard Davidson, capo del dipartimento di psicologia dell’Università del Wisconsin

Il Rebirthing :

Libera dalle tensioni emotive, in caso di:
ansia, angoscia, sindrome ansio-depressiva, attacchi di panico, sindrome da stress post traumatico, creando un rilassamento psicofisico con sensazione di benessere generale;

Rafforza il sistema immunitario;

Migliora l’equilibrio neuro-psico-endocrino;

Libera le energie bloccate, quindi riduce l’astenia fisica e mentale;

Favorisce l’eliminazione espiratoria delle tossine.

Uno studio effettuato dal Dr. Mencacci, dalla Dr.ssa Stefania Doria e dal Dr. Roberto Sanlorenzo biologo molecolare, presso il Dipartimento di Neuroscienze dell’Ospedale Fatebenefratelli e Oftalmico di Milano ha descritto i benefici della respirazione,

sul sistema nervoso centrale:

Stimolazione del nervo vago;

Produzione di fattori neuro plastici;

Facilitazione nelle connessioni interemisferiche;

Stimolazione dell’amigdala, la memoria emotiva, permettendo così di dissociare l’evento scatenante di uno stress post traumatico;

Miglioramento dell’assetto cognitivo.

sulla fisiologia umana:

Riduzione dei valori di cortisolo e lattato ematici (indicatori dello stress);

Incremento di linfociti Natural-Killers;

Riequilibrio ormonale;

Aumento degli anti-ossidanti, che contrastano l’invecchiamento cellulare;

Aumento delle endorfine e diminuzione delle catecolamine (diminuzione del dolore e incremento di benessere);

Abbassamento della pressione sanguigna in caso di ipertensione arteriosa.

Il Dr. Otto Heinrich Warburg (Direttore dell’Istituto di Fisiologia Cellulare di Berlino) ottenne nel 1933 il Premio Nobel per aver scoperto che la precondizione chiave allo sviluppo del cancro è una carenza di ossigeno a livello cellulare.

E’ dimostrato che l’attività fisica e respiratoria ha un effetto positivo per prevenire la malattia oncologica (Izzoti A., Di Marco B., Physical activity and cancer prevention, Med J Surgery Med 2005, 13: 15-24).

Gli studi italiani del Centro di Medicina dello Sport dell’Università di Pavia, in collaborazione con la Breast Unit della Fondazione Maugeri di Pavia, condotti dal 2012, hanno evidenziato che i pazienti oncologici hanno livelli di VO2 max inferiore del 30% rispetto alla popolazione sana, ma mostrano un miglioramento dopo allenamento fisico;
questo risultato apre una prospettiva anche terapeutica nella fase della malattia attiva e nel recupero dopo la guarigione.(Dr Mike Maric, La scienza del respiro,ed. Vallardi, Milano, 2017).

Il Dr Jan van Dixhoorn, (MD PhD, Els Anthonissen, MA Centre for Breathing Therapy, Amersfoort) ha studiato l’effetto della respirazione con tecnica del rebirthing, insegnata dopo un primo episodio acuto cardiopatico. Il gruppo che ha praticato questa terapia respiratoria non ha presentato recidiva nell’arco dei due anni successivi, contro il 60% di recidiva nei pazienti ai quali non è stata data nessuna indicazione sul respiro.

Il Dr PhD Christofer Gilbert del Social Sciences and Human Services, (Ramapo College of New Jersey, Mahwah, NJ 07430, USA) consiglia l’insegnamento della respirazione cosciente nella riabilitazione post episodi coronaropatici o aritmici e le descrive nell’articolo “Breathing and the cardiovascular system, Journal of Bodywork and Movement Therapies, volume 3, Issue 4, October 1999, pages 215-224”.

Il Dr Jack Shields, endocrinologo, ha dimostrato che la respirazione diaframmatica profonda (quella simile al rebirthing) favorisce la circolazione linfatica attraverso un effetto vuoto che risucchia la linfa all’interno del flusso venoso, aumentando fino a 15 volte l’eliminazione delle tossine.
Questa evidenza scientifica sottolinea ancora di più il ruolo fondamentale della respirazione nell’eliminazione delle tossine; oltre l’aria espirata che elimina il 70% delle tossine, il rimanente 30% viene eliminato mediante minzione, defecazione e sudorazione.

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PSICOTERAPIA

10 Aprile 2018 Terapia della Psiche

PSICOTERAPIA

Dott Michel MALLARD, medico chirurgo, specializzato in :

Medicina Psicosomatica (Facoltà di Medicina, Bordeaux)
Psicoterapia (CEDPH, Paris)

Come mai, sono divenuto psicoterapeuta ?

Il mio approccio al paziente è stato di tipo Olistico, dal 3° anno dell’Università di Medicina, dove in Francia siamo in contatto con i pazienti tutte le mattine della formazione medica, che sia al letto del paziente, in sala operatoria, in consultorio o in Pronto Soccorso. In parallelo alla Facoltà di Medicina, frequentavo anche la Facoltà di Biologia Umana per essere ricercatore in Medicina nella specialità Fisiologia della Nutrizione (l’approccio per poter curare con gli alimenti senza farmaco mi ha sempre affascinato).

Tra il laboratorio di ricerca e l’attività clinica è la seconda scelta che ha centrato di più la mia attenzione.

Mi piaceva tanto la chirurgia, esperienza indimenticabile maturata in centinaia di ore di aiuto chirurgo, ma ho scelto un’altra strada, quella del medico olistico, dove l’approccio al paziente è a 360° attraverso una relazione paziente-medico a livello umano. Non è stata la più facile, ma sicuramente quella che mi ha dato più soddisfazioni, fino ad oggi. L’ho capito quando ho imparato che le malattie sono multifattoriali.
Le loro cause mischiate possono essere di origine : genetica, infettiva, tossicologica, traumatica, posturale, alimentare, sedentaria, climatica, psicologica, economica e sociale. Tutti fattori che il medico deve seguire e curare, per poter aiutare il paziente a ritrovare il suo stato di salute, o a non perderlo quando si tratta di Medicina Preventiva.
Tra questa evidenza scientifica assimilata durante il mio percorso ospedalo-universitario e la realtà della cura dei pazienti ospedalizzati o seguiti in ambulatorio specializzato ospedaliero, ho constatato un divario enorme, dove il paziente non era considerato nella sua globalità, ma curato secondo la specialità dei medici che incontrava.
Non mi sentivo a mio agio nel praticare la professione di medico come tecnico, dove l’approccio al paziente è necessariamente “a pezzi”, quindi ho deciso di completare la mia formazione universitaria con le medicine chiamate all’epoca prima “alternative”, poi complementari, le quelli hanno in comune l’ascolto sociopsicofisico globale del paziente.
Così, nel 1980, mi sono iscritto ad un corso triennale di agopuntura, durante il mio percorso universitario di studente in Medicina.
Dalla prima sera di questo corso, ho capito che non entravo solo dentro una scuola di agopuntura. Da quella sera, ho capito che la mia vocazione di medico incontrava il suo percorso, che era possibile curare un paziente con un approccio globale.
Da lì si è concretizzato il mio destino di medico olistico, perché d’allora ho capito che era possibile essere medico e non solo tecnico.
Come tanti altri medici, dopo la specializzazione d’Agopuntura conclusa nel 1983 , mi sono specializzato in medicina manuale ed osteopatia nel 1985, e poi in omeopatia nel 1988.
Anche se l’approccio di tipo energetico o omeopatico comporta un anamnesi psicologica, mi sono reso conto dopo anni di pratica, che diversi pazienti non possono fare a meno di un percorso psicoterapeutico. Mi sono iscritto quindi ad un master di Medicina Psicosomatica, nel 1991 all’Università di Medicina di Bordeaux dove la teoria di investigazione sul paziente è quella della Scuola Psicosomatica Francese dell’IPSO di Paris, basata sull’interpretazione psicanalitica Freudiana. In parallelo, ho ripreso con il gruppo di Bordeaux un approccio psicoterapeutico personale in gruppi di ispirazione analitica. Questa preparazione mi ha permesso di fare la diagnosi psicosomatica al paziente, ma non formava alla psicoterapia. Quindi, motivato dal proseguire il lavoro terapeutico con i pazienti investigati al livello psicosomatico, mi sono deciso ad iscrivermi ad una scuola di psicoterapia. Ho avuto la fortuna di trovare una scuola che su base teorica di Psicanalisi Freudiana integrava diversi approcci psicoterapeutici, anche psico-corporei, particolarmente indicati nei pazienti psicosomatici : il CDPH di Parigi, che ho seguito dal 1993 al 1995. Il mio controllo è stato effettuato dal Dr Jean-Michel Fourcade (co-fondatore del CDPH, Presidente dell’”Association Fédérative Française des Organismes de Psychothérapie” (AFFOP) e autore di libri “Les patients-limites : Psychanalyse intégrative et psychothérapie” (I pazienti border-line : psicoanalisi integrativa e psicoterapia) Ed. Érès, 2000, « les bio-scénarios, clés énergétiques du corps et de l’esprit » (i bio-scenari, chiavi energetici del corpo e dello spirito)Ed. Dunod, 2007, “Les personnalités limites” (le personalità border-line) Ed. Eyrolles,2011 .
Ho concluso il mio percorso psicanalitico personale nel 2001.

Come si svolge una seduta di psicoterapia ?

La seduta dura 1 ora. La frequenza è di solito settimanale.
Secondo la diagnosi risultante dell’investigazione psicologica, gli obbiettivi della psicoterapia vanno stabiliti e concordati e la terapia la più idonea viene scelta. Può essere:
di tipo verbale, d’inspirazione psicanalitica, con un colloquio vis a vis col paziente , seduto o sdraiato secondo il caso.
o/e di tipo psicocorporea, più adatta ai casi psicosomatici o per il lavoro sulla problematica arcaica. Le tecniche sono per esempio, il rilassamento di inspirazione psicanalitica, la bioenergetica, il Rolfing, le tecniche di Respiro (ACBT “Active Cycle of Breathing Technique” come per esempio il Rebirthing)

Quando è indicata una psicoterapia ?

La psicoterapia è indicata in caso di squilibri della psiche, qualsiasi le suo origine. Più precisamente, in caso di :
depressione reattiva o essenziale
ansia, angoscia e attacchi di panico
malattie da stress o da burn-out
disturbi del sonno
problemi di coppia
nevrosi isterica
nevrosi fobica
nevrosi ossessiva, disturbi ossessivi compulsivi
traumi psichici (incidente, abuso sessuale, aggressioni, mobbing)
disturbi comportamentali nel bambino e nell’adolescente
disturbi del comportamento alimentare
disturbi della personalità (es. personalità di tipo “border-line”)
disfunzione sessuale
malattia a componente psicosomatica
dipendenze (tabagismo, alcolismo, tossicodipendenza a droghe o farmaci)

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AUTOIPNOSI

10 Aprile 2018 Terapia della Psiche

AUTOIPNOSI

Dott Michel MALLARD, medico chirurgo,specializzato in Psicoterapia

Insegno l’autoipnosi ai pazienti nel quadro della cura del tabagismo per aiutare a gestire meglio i momenti critici o durante la dieta dimagrante per evitare di sgarrare in caso di tentazione.

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MEDICINA PSICOSOMATICA

23 Febbraio 2018 Terapia della Psiche

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TERAPIA DELLA PSICHE

7 Febbraio 2018 Terapia della Psiche

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Dott. Michel Mallard
Medico chirurgo
phone: +393405023405
e-mail: m.mallard@virgilio.it
PEC:  michel.mallard@fm.omceo.it

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