Dr Michel MALLARD medico chirurgo specializzato in Agopuntura e Auricoloterapia
1. COS’È L’AURICOLOTERAPIA?
2. COME FUNZIONA L’AURICOLOTERAPIA?
3. COSA PUÒ CURARE L’AURICOLOTERAPIA
4. L’AURICOLOTERAPIA RISPETTA LE REGOLE DELL’IGIENE MEDICA?
5. CI SONO EFFETTI COLLATERALI ALL’AURICOLOTERAPIA?
6. CI SONO RISCHI?
7. CI SONO DELLE CONTROINDICAZIONI ALL’AURICOLOTERAPIA ?
L’Auricoloterapia o Agopuntura Auricolare utilizza il padiglione auricolare a scopo diagnostico e terapeutico.
Dall’antichità egiziana, greca e romana, fino ad oggi sono state effettuate diverse pratiche sul padiglione dell’orecchio come il salasso, la cauterizzazione o la scarificazione, indicate principalmente in caso di sciatica.
I marinai portavano un orecchino in un posto preciso del lobo, per migliorare la vista.

Nel 1951, Paul Nogier potè constatare la guarigione d’una sciatica con la cauterizzazione dell’orecchio esterno.
Da lì, egli ebbe l’idea di stimolare con aghi il padiglione auricolare.
Iniziando prima da una corrispondenza tra l’antelice e il rachide, ipotizzò una mappa auricolare con l’immagine di un feto rovesciato (simile alla somatotopia corticale di Penfield e Rasmunssen).
La mappa di Nogier fu integrata nella Medicine Cinese negli anni 60’ 
e validata scientificamente nel 1980 da TD Oleson e coll. (pubblicazione nelle rivista Pain) dove la concordanza tra dolore di tipo ortopedico-traumatologico e la detezione manuale e elettrica del punto auricolare è stata del 75,2%, contro 12,9% di falsi positivi e 11,9% di falsi negativi.

I punti da stimolare si confermano con l’ispezione, la palpazione e il cercano i punti che evidenziano una minore resistenza elettrica.


L’auricoloterapeuta sceglie dei punti tra quelli topografici (proiezione dell’organo sul padiglione auricolare) e i punti funzionali (Points Maitres di Paul Nogier o Master Points di Terry Oleson), e testa la lateralità (nell’85% il punto è omolaterale al disturbo).
I principali Punti Maestri sono i punti zero, Shen Men, talamo, sistema simpatico, cerebrale.
Gli altri punti funzionali sono classificati in punti ad azione analgesica, antiflogistica, miorilassante, controllo dell’appetito e psichica.
Numerose pubblicazioni scientifiche hanno dimostrato l’efficacia dell’auricoloterapia : circa 200 lavori, di cui un terzo riguardano le applicazioni nel campo della Terapia del dolore.
L’auricoloterapia lavora su tutta la superficie del padiglione che rappresenta tutto l’organismo.
Questa relazione è chiamata microsistema.
neuro riflessogeno collegato all’origine embriologica (Paul Nogier).
“ogni parte di un sistema rifletta la totalità del sistema”.
Le modalità di divisione delle sotto-armoniche dell’engramma proiettato sono ancora da specificare, come le vie dell’informazione, perché, 
per esempio, tutto il corpo si ritrova sulla superficie dell’iride ma allo stesso tempo tutto il corpo si ritrova proiettato sul volto dove c’è l’occhio !

Nuove ricerche di neurobiologia, con l’aiuto della risonanza magnetica funzionale, hanno evidenziato altre mappe (non solo topografiche) in altre zone del sistema nervoso centrale.
Patologie ostetrico-ginecologiche:
Per motivi sanitari si usano aghi sterili “usa e getta”, il medico si lava le mani e disinfetta la cute prima dell’applicazione dell’ago.

La reazione abituale è di sentire una diminuzione immediata del dolore o dei sintomi;
non è raro di incontrare “la crisi di guarigione” (peggioramento temporaneo dei sintomi, che dura da qualche ora a qualche giorno).
Questo fenomeno è dovuto a una reazione di disintossicazione o all’espressione delle resistenze che il paziente oppone inconsciamente al processo di guarigione.
In alcuni casi, assistiamo ad uno spostamento dei sintomi.
Generalmente, la guarigione dell’ultima manifestazione superficiale della disfunzione del paziente scopre quelle più profonde e vecchie, che erano rimaste silenziose perché ricoperte dall’ultimo sintomo.
Spesso il paziente si sente rilassato e percepisce una sensazione di benessere generale.
Alcuni pazienti si addormentano.
Dopo l’infissione dell’ago, il paziente può sentire localmente un calore, una pressione, un leggero pizzicore, che spariscono dopo la seduta, un lieve dolore passeggero al momento dell’infissione dell’ago.
Si può verificare lieve e incostante arrossamento intorno al punto, che sparisce dopo la seduta.
Raramente può provocare una piccola ecchimosi che si riassorbe spontaneamente nell’arco di qualche giorno.
Nel paziente affetto da labilità emotiva, l’auricoloterapia può raramente provocare una reazione vagale lipotimica che si risolve immediatamente rialzando le gambe del paziente supino e tonificando gli agopunti 36 E e 9 C.
Nel caso di manifestazioni vago-simpatiche forti, si eviterà di riutilizzare l’auricoloterapia.
il paziente può risentire un po’ di stanchezza dopo una seduta, o al contrario sentire più energia.

Tutti gli organismi scientifici internazionali considerano che l’auricoloterapie praticata da medici formati a questa disciplina non presenta rischi.

Raramente, l’ago semipermanente può favorire l’infezione della cartilagine (condrite del padiglione).
Per evitare questo rischio, togliere l’ago, disinfettare e avvertire il medico in caso di dolore, gonfiore e arrossamento intorno all’ago.

Il fatto di utilizzare degli aghi di acciaio protegge del rischio della rottura dell’ago nel momento della infissione; fenomeno raro che era possibile all’epoca degli aghi d’oro o d’argento.
Non ci sono delle controindicazioni all’auricoloterapia.
Solo alcuni punti sono sconsigliati in alcune patologie, come punti utero, ovaio, sistema endocrino, pelvi in gravidanza.
Nel caso di emofilia, l’ago deve essere sostituto con il raggio laser o la magnetoterapia.
In caso di allergia al nickel dell’ago, si usa in alternativa massaggio del punto o il raggio laser.

Nel bambino, preferisco utilizzare magnetoterapia, raggio laser o massaggio del punto con un bastoncino di vetro: “la Murrina”.

Possiamo parlare di controindicazioni che sono piuttosto delle non indicazioni:
– tutte le situazioni di scompenso o d’urgenze, dove la priorità terapeutica vitale viene prima dall’auricoloterapia, tipo rianimazione, cura intensiva, chirurgia.
– Com’è anche logico di non praticare l’auricoloterapia nelle patologie infettive in atto del padiglione auricolare.
– Ugualmente non si può praticare in assenza di collaborazione del paziente (psicosi, demenza senile, oligofrenia).
– Non si usa l’elettrostimolazione né il cerca punti elettrico nel paziente portatore di pace-maker e nelle donne in stato di gravidanza.
Dott. Michel Mallard
Medico chirurgo
phone: +393405023405
e-mail: m.mallard@virgilio.it
PEC: michel.mallard@fm.omceo.it
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