INFORMATIVA
CONSENSO PAZIENTI DA SOTTOPORRE A OSSIGENO-OZONO TERAPIA

In accordo con le linee guida e buone pratiche in ossigeno-ozonoterapia (www.lineeguidaozono.it) emesse in Roma il 3 febbraio 2018 (Consensus Conference) e depositate al Ministero della Salute Italiano dalla Società Scientifica Nuova FIO (Federazione Italiana di Osigeno-Ozonoterapia) a cui sono iscritto. (art.6 – Legge dell’8 marzo 2017, n.24)

Quanto riportato nella presente scheda fornisce delle informazioni sommarie e non ha la pretesa di sostituire il colloquio informativo, che è fondamentale, tra medico e paziente.

COS’É L’OZONO ?

L’ozono (simbolo O3) è un gas dal caratteristico odore agliaceo cosi chiamato nel 1840 da Christian Friedrich Schònbein (dal greco òzein = emanare odore), già intuito da Martin Van Marum nel 1785 sulla base del forte odore riscontrato vicino alle macchine elettriche. L’ozono è un componente naturale dell’atmosfera, noto per l’azione protettiva che svolge nell’attenuare le radiazioni ultraviolette assorbendone la gran parte prima che giungano sulla Terra. L’abbiamo già sentito tutti durante i temporali, subito dopo il passaggio avvicinato di un fulmine, il cui trasforma l’ossigeno dell’aria attraversato in ozono. Cosi, nel 1857, Von Siemens, mediante un arco voltaico, riuscì a produrre artificialmente l’ozono dall’ossigeno.
La prima descrizione sull’uso terapeutico dell’ozono fu in 1885, negli Stati Uniti. Si ha notizia che durante la prima Guerra Mondiale, molti soldati con ferite infette furono sottoposti a trattamento con ozono. Nel 1954, Wehrly e Steinbart pubblicarono i primi risultati dell’autoemotrasfusione ozonizzata. Così fu l’input in Germania ad’un progressivo ampliamento dei campi di applicazione e delle vie di somministrazione dell’ozono. Oggi, è praticata in Italia da più di 1200 medici.
La letteratura scientifica gli riconosce ampiamente una efficacia terapeutica almeno pari a quella di altri trattamenti per numerosi patologie (osteoarticolari, vascolari, dermatologiche, ematiche e immunologiche),
sottolineando sia la bassa incidenza di effetti collaterali dovuti all’azione propria del gas, sia quella di complicanze relative alle tecniche di applicazione nel rispetto delle Linee Guida.

MECCANISMO D’AZIONE DELL’OSSIGENO-OZONO TERAPIA

I dati emersi della ricerca scientifica riconoscono alla miscela ossigeno-ozono :
– un ruolo antiinfiammatorio, decontratturante, analgesico.
– Un’azione diretta, nell’applicazione locale, di tipo eutrofico, cicatrizzate e neoangiogenetico.
– Un’attivazione dei processi antiossidanti endogeni capaci di ridurre l’effetto dannoso dei radicali liberi.
– Un effetto immunomodulante, battericida, fungicida e antivirale, (una scoperta recente evidenzia che i tessuti umani sono in grado di fabbricare l’ozono quando sono coinvolti da gravi attacchi batterici).
Tali effetti sembrano essere dovuti alla combinazione di diversi meccanismi d’azione complessi e multifattoriali, attraverso l’attivazione di molteplici reazioni biochimiche: una minore produzione dei mediatori della flogosi (infiammazione), l’ossidazione (inattivazione) dei metaboliti algogeni che agendo sulle terminazioni nervose inducono il dolore e un aumento della produzione delle endorfine endogene (anti dolore morfine like), un netto miglioramento della microcircolazione sanguinea locale, con un miglior apporto di ossigeno ed una più rapida eliminazione delle sostanze tossiche, indispensabili per la rigenerazione delle strutture anatomiche lese.
L’infiltrazione intra dermica e sotto cutanea dei triger points ha anche per azione riflessa (come già dimostrato in agopuntura e in neuralterapia) un beneficio sul dolore attraverso l’attivazione del “gate System control” che contrasta l’ingresso dello stimolo doloroso nel nostro sistema nervoso centrale, nonché sulla riequilibrazione del sistema neurovegetativo (bilancia parasimpatico / ortosimpatico).

INDICAZIONI DELL’OSSIGENO-OZONO TERAPIA

La terapia con ozono miscelato a ossigeno viene oggi proposta :
• Nelle patologie legate al dolore.
Tra queste :

– le nevralgie da discopatie (protrusione discale o ernia discale) cervicali (nevralgia cervico-brachiale), dorsali (nevralgia inter-costale) e lombari (lombo sciatica), anche nelle fibrosi cicatriziale post­chirurgiche dell’ernia del disco,
– nelle patologie osteoarticolari tra cui coxartrosi, gonartrosi, artrosinoviti del ginocchio, condromalacia rotulea, sindrome delle faccette articolari lombari,
– spalla dolorosa (tendinopatia della cuffia dei rotatori),
– sindrome del tunnel carpale,
– dito a scatto, artropatia delle dita della mano, alluce valgo,
– patologia dolorosa del piede (tunnel tarsale, capsuliti, borsiti, neuroma di Morton, fascite plantare),
– tendinopatie (epicondilite, epitrocleite, patologia del tendine di Achille),
– triger points (punti dolorosi),
sindrome dolorosa dell’articolazione temporo-mandibolare,
– e qualsiasi patologia dolorosa di natura traumatica o degenerativa non citata sopra.

• Nelle patologie da carente apporto di ossigeno:

– arteriosclerosi, arteriopatia obliterative (ischemia degli arti),
– ulcere trofiche venose e postflebitico o da decubito, piede diabetico, ustioni, cancrena,
– disturbo cerebrale della circolazione,
– disturbo coronarico della circolazione,
– maculopatia retinica.

• Nelle patologie infettive:

– batteriche (colibacillosi, prostatiti,..), micotiche (dermatologiche, ginecologiche, intestinali), virale (herpes zoster, herpes simplex, riattivazione della Mononucleosi Infettiva e del citomegalovirus, epatite A,B,C…), parassitarie, sepsi grave,

• Nelle affezioni epato gastro enterologiche e metaboliche:

– epatite cronica, cirrosi epatica, malattia infiammatoria cronica dell’intestino,
– retto colite ulcerosa, colite mucosa, gastrite,
– disbiosi intestinale, colon irritabile, diarrea o stipsi cronica,
– fistole anali, proctiti, eczema anale, ragadi e sindrome emorroidarie,
– iperlipidemia, malattie del ricambio (diabete, sindrome ipoglicemica).

• Nelle affezioni ginecologiche:

– candidosi vaginale e vaginite batteriche, endometrite e salpingite,
– annessiti, resistente all’antibioterapia, bartoliniti.

• Nelle affezioni urologiche:

– cistite croniche o iterative,
– prostatite croniche.

• Nelle affezioni dermatologiche:

– foruncolosi, ascessi, verruche, acne, eczemi, psoriasi, alopecia androgenetica, lipodistrofia,
– sclerodermia.

• Nelle affezioni neoplastiche:

– come adiuvante per diminuire gli effetti collaterali dei trattamenti con radiazioni ionizzanti e nella chemioterapia,
–  per accelerare e migliorare i risultati dei trattamenti convenzionali,
– come prevenzione secondaria attraverso gli effetti anti-ossidanti dell’ossigeno-ozonoterapia,

• Nelle affezioni allergiche:

– eczema, orticaria, asma, rino-congiuntivite allergica.

• Nelle malattie reumatiche:

– artropatie, reumatismi articolari, poliartrite reumatoide, poliartrite psoriasica, fibromialgia,
– cervico-dorso-lombalgie, artrosi, periartriti, atro sinoviti del ginocchio o della spalla,
– discopatie e radicolopatie cervicali, dorsali e lombari, sindrome miofasciale.

• Nelle affezioni neurologiche:

– patologie degenerative del sistema nervosa centrale, Sclerosi Multipla, demenza senile, malattia di Alzheimer nelle fasi iniziali, Morbo di Parkinson,
– malattie neuro-vascolare (ictus),
– sindrome da affaticamento cronico,
– sindrome di Sudeck (algo neuro distrofia),
– cefalee, emicrania, cefalee vasomotorie, cefalee a grappolo,
– nevriti, radicoliti.

• Nella medicina estetica:.

– lipodistrofia (cellulite), rughe, elasticità dei tessuti,
– telangectasie, insufficienza venosa, flebopatie, capillari, varici, linfedema arti inferiori.

• In pneumologia :

– enfisema,
– fibrosi polmonare,
– sindrome da distress respiratorio acuto,
– BPCO

• In oftalmologia:

– retinopatia diabetica,
– degenerazione maculare senile,
– retinite pigmentosa,
– glaucoma cronico.

• In medicina interna:

– sindrome della stanchezza cronica,
– insufficienza renale cronica anche in trattamento dialitico,
– alterazioni dei componenti del sangue,
– immunodeficienze acquisite,
– disfunzione multiorgano,
– malattie auto-immuni : sclerosi multipla, artrite reumatoide, malattie infiammatorie croniche intestinali, sindrome de Raynaud.

L’ossigeno-ozono terapia ha una buona risposta terapeutica, pertanto il risultato terapeutico auspicato non può essere garantito ad ogni singolo paziente, ne può essere considerato conclusivo/definitivo, rientrando in un percorso terapeutico con necessità di futuri richiami per mantenere I’ efficacia del risultato ovvero in caso di ricomparsa del problema. Come accade in tutte le cure e trattamenti medico-chirurgici, anche per la terapia con ossigeno-ozono è possibile:

– una mancata o parziale risposta terapeutica,
– una recidiva della sintomatologia dopo un periodo di tempo variabile.

I risultati terapeutici dell’ossigeno-ozonoterapia sono variabili secondo le patologie e II loro stadio di gravità; si può consultarli nelle pubblicazioni medico-scientifiche.

TECNICHE DI IMPIEGO DELL’OSSIGENO-OZONO

La miscela di ozono-ossigeno è preparata estemporaneamente con un generatore d’ozono “Medozon compact” [CE 0123, certificato secondo il DL.vo 46/97, Direttiva CEE 93/42, in classe 2A) prodotto dalla Hermann, azienda tedesca che vanta un’esperienza trentennale nel settore, secondo gli standard tecnologici più avanzati. il principio di funzionamento del generatore è di trasformare parte dell’ossigeno in ingresso in ozono medicale, in quantità tale da poterlo dosare in concentrazioni variabili. I generatori medicali sono dotati di trasformatori elettrici ad alta tensione alimentando dei tubi Siemens ad alto voltaggio che provocano la scissione della molecola di ossigeno e la sua ricombinazione formando una miscella gassosa di ossigeno-ozono il cui rapporto sarà variabile in funzione del voltaggio applicato e del flusso di ossigeno in ingresso. La concentrazione di ozono è indicata in mcg per ml. Il generatore di ozono possede un distruttore catalitico che lui consente di trasformare l’ozono in eccesso in ossigeno, per non inquinare l’aria respirato dall’operatore e dal paziente.

Tutti i materiali sono rigorosamente ozono compatibili, monouso e marcati a norma CE (vetro, silicone, Teflon, siringhe siliconate, etilene vinil acetato, PVC senza ftalato). Non si usa tubi e guanti di latex perchè si disintegrano a contatto con l’ozono. Si opera in un ambulatorio medico adeguatamente attrezzato (farmaci salvavita, presidi di supporto ventilatorio con ossigeno e pallone di Ambu, defibrillatore, condizioni igieniche e di sicurezza idonee, smaltimento dei rifiuti, assenza di barriere architettoniche). Le dosi volumetriche, le concentrazioni e le procedure di ossigeno-ozono terapia sono quelle definite dalle Linee Guida della Nuova Federazione Italiana di Ossigeno-Ozono Terapia (FIO) per la migliore sicurezza allo stato attuale delle conoscenze, sono tutte state testate e non si sono registrati effetti indesiderati con l’impiego dei dosaggi riportati. I loro range terapeutici sono quelli indicati dalle linee guida www.ISCO3.org (2015)   dell’Ozone Therapy International Library e dal Comitato Scientifico Consultativo della Federazione Mondiale di Ozono Terapia (WFOT, 2015).  Durante il trattamento possono rendersi necessarie, a giudizio medico, procedure addizionali o diverse da quelle che sono state preliminarmente illustrate.

Diverse le vie di somministrazione della miscela gassosa :

A – L’iniezione

L’iniezione è eseguita, previa accurata disinfezione della cute, con aghi sottili, sterili monouso. Successivamente si procede all’iniezione della miscela gassosa in modo sicuro ed accurato, utilizzando apposite siringhe e filtri antibatterici (22 micron), garantendo un’adeguata asepsi. La miscela di ossigeno- ozono ha concentrazione variabile (7-30 mcg/ml), in dosi frazionate da 2-20 ml a seconda della sede, malattia e tollerabilità. La manovra potrà essere eseguita previa anestesia topica della cute (con etil- cloruro spray o con gel/creme/spray di lidocaina 10-20%) o iniezione sottocutanea di anestetico locale (abitualmente lidocaina 2%).

Sono eseguite più infiltrazioni con frequenza settimanale o bisettimanale, in tempi successivi. Ove necessario, sono consigliati richiami almeno due volte all’anno.

– Iniezione nei fasci muscolari ( sindrome mio fasciale) di una miscela ossgeno-ozono ad una concentrazione da 5 a 20 mcg/ml,
– Iniezione percutanee simmetriche paravertebrali in corrispondenza dello spazio discale interessato da ernia o discopatia protrusiva o a livello delle radice coinvolte dal conflitto disco-radicolare. Individuato palpatorialmente lo spazio intervertebrale da trattare, si procede alla somministrazione della miscela ossigeno-ozono alla distanza di 2/3 cm dalla linea mediana delle apofisi spinose. La somministrazione di 5 a 10 ml di miscela ossigeno-ozono ad una concentrazione da 10 a 30 mcg/ml viene eseguita, previo test di aspirazione negativo, lentamente e a diversi livelli di profondità : muscolare e sottocutaneo,
– Iniezione intra-periarticolare (gonartrosi, coxartrosi, spalla dolorosa) di una miscela di ossigeno-ozono ad una concentrazione tra 10 e 20 mcg/ml con un volume dipendente dalla dimensione dell’articolazione trattata,
– Iniezione sottocutanea transligamentosa (tunnel carpale),
– Iniezione peritendinea (tendinopatie),
– Iniezione trans tendinea (dito a scatto),
– Iniezione intradermica e/o sottocutanea nei punti miofasciali dolorosi (triger points) di 3 a 5 ml di miscela ossigeno-ozono con concentrazione di 6 a 9 mcg/ml,
– Iniezione intracapillare,
– Inezione sottocutanea nella panniculite fibro-edematosa (cellulite) di 1 a 2 ml di miscela ossigeno-ozono per punto con concentrazione di 8 a 10 mcg/ml con ago di 0.4 mm (27G) per un volume totale per seduta inferiore a 100 ml. Si consiglia l’associazione alla via sistemica per una maggior efficacia,
– Iniezione nei punti di agopuntura di 0.1-0.3 ml (massimo 1 ml) di miscela ossigeno-ozono con concentrazione di 6-9 mcg/ml.

B – L’insufflazione

La via sistemica rettale con l’insufflazione settimanale o bisettimanale lenta nel colon-retto della miscela attraverso l’ano (disbiosi del colon, colibacillosi, Morbo di Crohn, Colite mucosa, intestino atonico o spastico, emorroidi, eczema anale) o in sostituzione dell’auto-emoinfusione quando contro-indicata o di realizzazione difficile). Dopo miniclistere, la miscela gassosa viene somministrata mediante un catetere ozono compatibile attraverso l’orifice anale nell’ampolla rettale. Il volume va fino ai 200 ml di gaz con concentrazione di ozono tra le 20 mcg/ml e le 50 mcg/ml,
insufflazione bisettimanale nelle fistole cutanee di una miscela ossigeno-ozono alla concentrazione di 10 a 80 mcg/ml,
insufflazione bisettimanale nasale , ponendo grande attenzione a non far inalare la miscela ossigeno-ozono che viene somministrata in apnea per le riniti e sinusiti. La dose massima è di 60 ml alla concentrazione di 10-12 mcg/ml,
insufflazione bisettimanale vaginale per le infezioni dell’apparato genitale,
insufflazione bisettimanale vescicale di 50 a 100 ml di miscela ossigeno-ozono alla concentrazione di 10 a 25 mcg/ml per le infezioni dell’apparato urinario.

C – L’applicazione topica

applicazione bisettimanale di sacca di plastica e/o campane che isolano la parte del corpo interessata, riempiti con la miscela ossigeno-ozono con concentrazioni che vanno da 10 ad 30 mcg/ml, per le ulcera e pieghe difficile infettate e/o difficile da cicatrizzare (diabete, ustioni, grave insufficienza venosa, arteriopatia) e per gli ascessi. L’applicazione dura di 10 a 20 minuti.

D – La via sistemica venosa con l’auto emoterapia (GAET)

In condizioni di asepsi e a circuito chiuso, auto-emoinfusione settimanale o bisettimanale (prelievo tra i 100 e i 200 ml di sangue venoso dal paziente in una bottiglia sterile con anticoagulante, in cui si aggiungono mediante microfiltrazione tra i 100 e i 200 ml di miscela ossigeno-ozono (10-40 mcg/ml) e re-infuso immediatamente per la stessa via, senza interrompere il circuito, con dispositivi medici ozono resistenti e ad alta tecnologia ). La miscela ossigeno-ozono si lega all’emoglobina nei globuli rossi. La GAET contribuisce anche l’abbattimento degli stati infiammatori dolorosi ed è auspicabile se non opportuno associarla alle infiltrazioni locali. I protocolli, decisi dopo approfondita anamnesi eseguita durante la visita medica, possono essere indicai; in svariate patologie, quali a titolo esemplificativo : vascolopatie periferiche e ulcere dell’arto inferiore anche diabetiche, patologia del microcircolo, maculopatia degenerativa retinica, epatopatie, allergie, cefalee gravi, stanchezza cronica, decadimento fisico/mentale, stress psicofisico e altre malattie vascolare, neurologiche, reumatologiche , internistiche di origine degenerative, genetica o autoimmune.

EFFETTI INDESIDERATI E COMPLICAZIONI DELL’OSSIGENO-OZONO TERAPIA

Il nostro organismo possiede sistemi antiossidanti che impediscono, fino a determinate dosi di ozono, l’insorgenza di effetti indesiderati da parte del gas. La quantità di ozono usata comunemente nelle sedute terapeutiche (1-30J microgrammi ogni millilitro di ossigeno per le vie parenterali, 1- 60 per l’uso topico) non supera la capacità dei sistemi antiossidanti intrinseci. Quindi, alle dosi terapeutiche e per le comuni vie di somministrazione, l’ozono è da ritenersi privo di tossicità.

La procedura viene in genere ben tollerata dal paziente.

Le iniezioni nelle parti molli inducono una sensazione di bruciore e senso di peso/compressione locale o dolore, che si risolvono spontaneamente in alcuni minuti. Talvolta la sensazione dolorosa dura per alcune ore e il senso di peso per alcuni giorni. Raramente può presentarsi un aumento temporaneo del dolore dopo 24 ore ; “dolore risvegliato”. Il dolore si può accompagnare di tachicardia e ipertensione arteriosa transitoria.

La infiltrazione intra-articolare induce rumore di scroscio/borbottio per il movimento del gas e per 2-3 giorni, fino al riassorbimento.

Sebbene i dati pubblicati nella letteratura scientifica riportino un’estrema rarità di eventi avversi e perlopiù correlata ad un uso improprio della miscela di gas (dosaggio e modalità di somministrazione) o ad una scorretta esecuzione della tecnica; non può essere esclusa la possibilità che insorgano complicanze in analogia a quanto può accadere in ogni trattamento condotto per via parenterale: ecchimosi ed ematomi nella sede di iniezione, tumefazione, eccezionalmente necrosi focale, tromboflebite della vena usata per l’auto emoinfusione, embolia quando sia presente una pervietà del Forame Ovale (che si può escludere con una ecografia da effettuarsi prima della Auto Emo Terapia) lesione di una radice nervosa con dolori e parestesie, infezioni locali, artrite settica, allergia, eccezionalmente anafilassi conseguente a farmaci associati come gli anestetici locali.
Pertanto la comparsa o il peggioramento di malattie in atto e la esecuzione di interventi durante il trattamento devono essere immediatamente comunicati.

Le possibili reazioni vagali (sensazioni di calore con rossore al viso, formicolio, cefalea, perdita di forza agli arti, sudorazione, bradicardia, ipotensione con alterazione del ritmo cardiaco, lipotimia, sincope) sono in genere transitori ed a risoluzione spontanea in pochi minuti; in caso contrario, il medico ricorrerà a delle manovre di rianimazione (con ossigeno, maschera o pallone di Ambu per la ventilazione assistita, farmaci salvavita, defibrillatore, …). Il materiale di rianimazione è disponibile nell’ambulatorio come previsto dalla legislazione vigente.

Per rari effetti tardivi come distrurbi della vista o dolore toracico e sensazione di fame d’aria è opportuno contattare il medico che la tiene in cura.

CONTROINDICAZIONI ALL’OSSIGENO-OZONO TERAPIA

L’ozono non presenta interazioni con altri farmaci, ma non deve essere associato contemporaneamente con altri medicamenti (nella stessa siringa o flacone) per l’effetto ossidante della miscela.
CONTRO INDICAZIONI CLINICHE ASSOLUTE sono : deficit di glucosio-6-fosfatodeidrogenasi : G6PD (favismo), ipertiroidismo severo clinicamente manifesto e non controllato, gravi malattie cardiovascolari e/o ematologiche e/o respiratorie e/o infettive in fase clinica di scompenso, intervento chirurgico non rimandabile.
CONTRO INDICAZIONI CLINICHE RELATIVE sono : minore età, gravidanza, terapia in atto con antidepressivi o psicofarmaci, pervietà del Forame Ovale, diabete (attenzione all’effetto ipoglicemiante dell’emoterapia con l’ozono), terapie anticoagulanti orali TAO :  acenocumarolo, apixaban, dabigatran, rivaroxaban, warfarin ( In caso di infiltrazioni, valutare la necessità o meno di sostituire la terapia anticoagulante orale con Eparina di Basso Peso Molecolare (nadroparin, enoxaparin) secondo le linee-guida della FCSA : Pengo V. et al.Low-Molecolar-Weight-Heparin Bridging Regimen in outpatients or oral anticoagulants Undergoing Invasive Procedure or Surgery. An inception cohort management study. Circulation. 2009;119:2920-2927. In caso di ozonoterapia sistemica con ozono, si raccomanda di monitorare più frequentemente l’INR nel caso dell’uso di dicumarolici), terapie antiagreganti : acido acetil salicilico, cilostazolo, clopidogrel, dipiridamolo, indobufen, prasugrel, ticagrelor, ticlopidina (valutare la necessità o meno di interrompere la terapia antiagregante orale secondo le linee-guida : Dipartimento chirurgia generale e d’urgenza Bassano del Grappa ULSS3, Procedura : gestione perioperatoria dei pazienti in terapia antiaggregante, 2010; La gestione perioperatoria della terapia antiaggregante nel paziente portatore di stent coronarico candidato a intervento chirurgico. G Ital Cardiol. 2012;13, luglio-agosto; Linee guida 2005 dell’ACC/AHA/SCAI), infezione preesistente in sede cutanea, muscolare o articolare nel punto di iniezione, terapia in atto con ACE-INIBITORI sconsigliata nel giorno dell’emoterapia con l’ozono per rischio ipotensivo (benazepril, captopril, cilazapril, delapril, enalapril, fosinopril, lisinopril, moexipril, perindopril, quinapril, ramipril, spirapril, trandolapril, zofenopril), epilessia (rischio di crisi comiziale nel paziente con anamnesi positiva per epilessia durante l’emoterapia con l’ozono).
ATTENZIONE, COMUNICARE IMMEDIATAMENTE: gravidanza in atto e variazioni dello stato di salute, malattie intercorrenti o necessità di interventi / assunzione di farmaci subentranti nel corso del trattamento.

PROMEMORIA PER CHI SI SOTTOPONE ALL’OSSIGENO-OZONO TERAPIA

1. Assumere la terapia farmacologica abituale prima di sottoporsi al trattamento con ossigeno-ozono terapia. (L’assunzione di farmaci non interferisce con l’ossigeno-ozonoterapia).
2. E possibile consumare una leggera colazione prima del trattamento.
3. Portare tutta la documentazione clinica (RX, TAC, RM, analisi, relazioni) riguardante sia la problematica per la quale ci si sottopone al trattamento, sia altre pregresse o attuali problematiche e la dichiarazione di consenso informato all’ossigeno-terapia e al trattamento dei dati personali firmati.
4. Dichiarare a che farmaci è eventualmente allergico(a).
5. Venire accompagnato da un famigliare o da una terza persona.
6. Per quanto lo stato di salute lo permette, è consigliabile dopo il trattamento di camminare per almeno 10 minuti.
7. Controllo clinico come prescritto dal medico curante.

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Dott. Michel Mallard
Medico chirurgo
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e-mail: m.mallard@virgilio.it
PEC:  michel.mallard@fm.omceo.it

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