MEDICINA QUANTICA

DALLA FISICA QUANTISTICA ALLA MEDICINA QUANTICA

Gli esseri biologici sono organizzati grazie ad un continuo scambio di miliardi di informazioni di natura fotonica ad effetto elettrodinamico, da molecola a molecola, da cellula a cellula, da organo ad organo. Questi messaggi contribuiscono alla la modulazione armoniosa dell’insieme dell’organismo.

Gli antichi cinesi l’avevano già descritto grazie al loro senso analogico di osservazione dei fenomeni. La scienza fisica di oggi, conferma le loro leggi antiche.
In analogia quantistica moderna : lo Yang corrisponde all’energia nella sua fase cinetica con scambi fotonici intensi, DNA srotolato e ad antenna, tendenza alla fibrolisi. In questa fase c’è una grande attività informatica.

Invece, lo Yin è una fasa dove c’è una bassa attività informatica fotonica, il DNA è arrotolato e c’è tendenza alla fibrinogenesi.

Alla luce della fisica quantica, la legge dei 5 elementi si può leggere cosi :
Il fuoco, elemento di massimo yang dove gli scambi fotonici interatomici sono decisamente superiori, con l’energia nella sua fase cinetica, o l’opposto, il ghiaccio, elemento di massimo di yin dove in fisica prevalgono i legami, o ancora il metallo, elementi yin dove l’energia è nella sua fase potenziale. Il legno, essendo struttura biologica, ha più legami che il fuoco ma più energia liberata che la terra o il metallo.
Momenti YANG, di intensa attività di scambio energetico con l’esterno seguono a momenti YIN, di pausa, di assestamento molecolare, di consolidamento che permettono il ripristino omeostatico.
Per fare riferimento alla fisica nucleare, lo Yang rappresenta il bosone, ovvero la parte solo energetica esterna e lo Yin il fermione, cioè la massa interna, dove tra loro hanno continui scambi che permettono un certo stato di equilibrio.
La scienza , basata sulle proprietà dei messaggi vibrazionali coerenti è l’informatica o la cibernetica. La sua applicazione in biologia, studia i principi e le leggi delle comunicazioni “bioinformatiche” degli organismi complessi.

L’onda elettromagnetica è di natura ondulatoria e presenta delle caratteristiche spaziali come l’ampiezza dell’onda e la lunghezza dell’onda, e delle caratteristiche temporali, come il periodo o tempo di un’oscillazione completa dell’onda.

L’energia irradiata dall’onda elettromagnetica è proporzionale alla frequenza dell’onda. La frequenza è l’inverso della lunghezza d’onda. Quanto minore è la lunghezza d’onda, tanto maggiore è la frequenza (numero di onde in un secondo).

L’energia delle radiazioni elettromagnetiche assume una potenza multipla intera di un’unità fondamentale, detta “quanto di energia” (Marx Planck, Premio Nobel per la Fisica nel 1918) o fotone (Albert Einstein, Premio Nobel per la Fisica nel 1921, che ispirò la nozione di dualismo onda-particella nella meccanica quantistica).

Il fotone è un corpuscolo o particella elementare, neutra, con massa inerziale nulla, e una velocità uguale a quella della luce. Ciascun fotone reagisce usando la procedura binaria (tutto o niente), quindi può cedere o non cedere la sua energia.

 

Il termine “biofotone” è stato usato da Fritz Albert Popp per indicare ogni “quanto d’energia” espresso dai sistemi biologici (1981). I biofotoni viaggiano in fasci, trasportano energia senza perdite, vengono assorbiti dal substrato incidente o vi passano attraverso.

Nel 1922. Niels Bohr riceve il premio Nobel per la Fisica con la sua scoperta, dove dimostra che l’elettrone emette un fotone, quando passa da una orbita atomica ad alta energia ad una di energia più bassa. La duplice natura della materia come onda e come particella, caso esemplare dell’unificazione di concetti opposti, porta Niels Bohr a introdurre l’idea di complementarietà : “Contraria sunt complementa” .

Durante il suo viaggio in Cina, lo scienziato fu colpito dall’analogia tra la sua intuizione e la rappresentazione di opposti polari del Tai Ji a tal punto da inserirlo all’interno del suo stemma nobiliare.

Un altro fisico, Fritjof Capra, autore del libro “ll Tao della fisica”, descrive tutte le analogie tra la concezione taoista del cosmo e i principi di base della fisica quantistica, sottolineando in particolare l’unità , l’interdipendenza di tutti i fenomeni e i principi dinamici di mutamento e di movimento dell’universo.

Hans Frohlich (proposto per il premio Nobel della Fisica) nel 1983 ha dimostrato che i campi elettrici risultanti dal gradiente di potenziale trans- membrana determinano la vibrazione di singole parti della membrana. È stato dimostrato che l’attività elettromagnetica esogena ed endogena controlla i processi biochimici della cellula quando questa si trova in condizione di risonanza. (H. Frolich, F. Kremer). Fu chiamata “bio-risonanza” la capacità dei elementi dell’organismo di oscillare a frequenze fisse quando sono in relazione con altri sistemi caratterizzati da vibrazioni in fase con essi.
Il riconoscimento specifico della “banda portante” si effettua fisicamente attraverso il fenomeno di risonanza. Le frequenze risonanti producono connessioni quando presentano la stessa lunghezza d’onda l’una dall’altra

Il Premio Nobel per la Fisica nel 1984 Carlo Rubbia, dichiara che lo stato di organizzazione dei tessuti è gestito da processi energetici di natura elettromagnetica.
Nel 1985 Fritz Albert Popp sviluppa l’idea che l’ emissione dei quanti energetici dei sistemi viventi (biofotoni) è alla base di un sistema di comunicazione intercellulare che rende possibile l’innesco di tutte le funzioni biologiche.

Con l’esperimento, includendo una sezione di DNA tra due particelle di oro, Popp ipotizza che la doppia elica di DNA si comporta anche come antenna ricetrasmittente : un lato del DNA riceve i fotoni, mentre dall’altra elica polarizzata in modo opposto emette biofotoni coerenti.

Cosi F.A. Popp ha messo le basi per in nuovi studi e ricerche della Biologia Quantistica che ha confermato il ruolo fondamentale dell’emissione di biofotoni dalla antenna di DNA (2.5 nm di diametro e 1,1 m di lunghezza) nel conferire (in quanto guida interattiva) segnali di informazione sia genetici che epigenetici organizzati al fine di veicolare tutti i processi cellulari.
Jiin-Ju Chang, Joachim Fish e Fritz-Albert Popp ­pubblicano nel 1998, il libro “La Teoria dei Biofotoni”

I biofotoni sono altamente specifici dei sistemi biologici da cui sono stati emessi e destinati (sistemi simili); il loro raggruppamento in fasci permette il trasporto d’un messaggio mediante onde vibrazionali.

Questo messaggio è ricevuto solo se il destinatario (target) oscilla alla stessa frequenza dell’onda elettromagnetica che l’attraversa. È il classico fenomeno di risonanza che permette al treno d’onda di scaricare i suoi messaggi energetici, quando attraversa una stazione della stessa frequenza. Il “lingaggio” utilizzato per costruire i messagi è frattale, cioè algebrico-logaritmico, costituto da modulazione di ampiezza e frequenza delle onde vibratorie fotoniche, trasformando il target in una nuova entità geometrica.

Poi dal target riparte un messaggio montato in fascio fotonico, sempre con linguaggio frattale, e che va a cercare nell’organismo un altro substrato di stessa lunghezza di onda, da trasformare stericamente.
L’energia cosi scaricata è detta elettrodinamica, perché va a mobilizzare uno o più elettroni della molecola incidente a un livello energetico più elevato, aumentando la sua attività cinetica e gettando le basi per una modifica, come una rottura o una formazione di un nuovo legame inter o intra molecolare, al fine di attuare ordinate funzionalità enzimatiche e metaboliche.

Quando un gruppo di fotoni è strutturato e organizzato in fasci connessi tra loro, utilizzando la stessa via, essi sono definiti coerenti o in fase. Per poter rispettare il principio di coerenza, i fotoni devono possedere lunghezza d’onda che siano uguali o multiplo o sotto multiplo le une delle altre. L’unica variabile modificabile risulta essere l’ampiezza. Le onde oscillatorie in fase, ma che hanno ampiezza diverse, sono chiamate armoniche. Possono avere tante sotto-armoniche, e rappresentano il sistema fisico di diffusione più comune e più usato, come la musica, la luce, la radio, l’informatica.
Questi fotoni in fase e coerenti, mobilizzati alla frequenza di moltissimi milioni per secondo, provengono da organismi viventi o dall’esterno come “perturbazioni o novità”, che gli antichi cinesi chiamavano “energia perversa” riferendosi per esempio al vento o al freddo.

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Dott. Michel Mallard
Medico chirurgo
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