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ANALISI DEL MICROBIOTA INTESTINALE

16 Ottobre 2018 Blog, News

È l’analisi delle feci che rivela precisamente la composizione batterica della nostra flora intestinale.
Sappiamo già da tanto tempo che la flora intestinale contribuisce in modo significativo allo stato di salute dell’ospite.

Il microbiota esiste in equilibrata omeostasi con l’organismo umano ¹⁹ e ha un ruolo determinante nella nutrizione¹⁸, nel metabolismo energetico e nello sviluppo del sistema immunitario dell’ospite²⁰.

Tra le numerose funzioni svolte dal microbiota, ricordiamo in particolare:

• La protezione contro i batteri patogeni per effetto barriera e per attività battericida tramite la secrezione di batteriocine.

• La competizione con altre forme microbiche per i loro nutrienti (prebiotici) e per l’adesione alle proteine dell’ospite (collagene, fibrinogeno,…).

• L’azione favorente la digestione degli alimenti e l’assorbimento dei nutrienti. In particolare, alcuni specie batteriche hanno un’attività proteolitica in grado di degradare le proteine alimentari, ma un eccesso può portare alla produzione di sostanze in grado di interferire con il metabolismo energetico²⁸ ²⁹.

• L’attività mucolitica dello strato mucoso che riveste nel lume la parete intestinale permette il rinnovo della mucosa, ma un eccesso di questa attività può favorire il danneggiamento della mucosa stessa.

• La fermentazione di carboidrati (meteorismo se eccessiva) e la sintesi di acidi grassi a catena corta (acetato, butirrato e propinato) importante per il corretto funzionamento del sistema immunitario e del metabolismo energetico.

• La produzione di lattato importante per il mantenimento di un corretto pH nel tratto intestinale.

• La degradazione di xeno biotici.

• La sintesi di vitamine (gruppo B e vitamina K).

• La stimolazione e la modulazione del sistema immunitario intestinale (GALT)³⁰. I lipopolisaccaridi (LPS) dei batteri GRAM negativi sono tossici se eccessivi (fattore di rischio per diverse patologie) ma sono importanti in piccola quantità per educare e stimolare il sistema immunitario.

• Un eccesso di produzione di H₂S (acido solfidrico) da parte di alcuni enterobatteri (Proteus, Citrobacter) può essere un fattore di rischio perché favorisce l’infiammazione e la permeabilità intestinale.

L’equilibrio qualitativo / quantitativo tra i microorganismi intestinali viene definito eubiosi; invece lo squilibrio viene definito disbiosi.

In questo caso troviamo un eccessiva presenza di forme patogene abituali o di altre forme che normalmente non fanno parte del microbiota, quali Candida albicans (disbiosi micotica), Lamblia, Giarda, batteri (come salmonella, shigella, clostridium difficile, clostridium perfringens,…) o virus.

È stato scoperto che uno squilibrio della composizione quali-quantitativa della composizione batterica intestinale, è in forte correlazione con numerosi patologie:
allergia¹, ipertensione arteriosa², steatosi epatica³, obesità⁴, diabete⁵, ipercolesterolemia, sindrome metabolica⁵, diarrea da antibiotici, anche da Clostridium difficile, diarrea microbica o virale, colon infiammato⁶(IBD), colon irritabile⁷(IBS), sindrome da alterata permeabilità intestinale (leaky gut syndrome), enterocolite⁸, dispepsia, gastriti da Helicobacter Pylori, carcinoma colon-retto⁹, malattie autoimmune¹⁰, infiammazione cronica sistemica di basso grado²² (LGI, Low Grade Inflammation), candidosi vaginali ricorrenti, flogosi recidivanti delle prime vie aree e delle vie urinarie, cistiti, depressione nervosa¹¹, ecc.

Numerose sono le cause dell’alterazione qualitativa e quantitativa del microbiota: antibiotico-terapia, infezioni e infestazioni intestinali (da batteri, parassiti, funghi e virus), farmaci (immunosoppressori,inibitori di pompa protonica, corticoterapia, anticoagulanti orali, ec.), dieta incongrua con carenze in prebiotici o eccessiva in carboidrati (nella disbiosi fermentativa) o in proteine (nella disbiosi putrefattiva), intolleranze alimentari (lattosio, glutine,…), alterazione della risposta immunitaria, maldigestione da deficit enzimatici biliare e pancreatici, sensibilizzazione (anomala risposta immunitaria verso componenti del microbiota o verso sostanze, come per es. la “Gluten Sensitivity”.

Fino a poco fa, si prescriveva empiricamente dei probiotici, conosciuti come “fermenti lattici”, senza sapere se quello prescritto era quello che mancava o era necessario per il riequilibro del microbiota.

Oggi è possibile conoscere la composizione precisa del microbiota attraverso analisi coltura-indipendenti : 16S rRNA gene microbial profiling¹².
Questa analisi realizzato su un campione di feci definisce con precisione il gruppo batterico mancante per ottimizzare la proposta terapeutica.

Il microbiota varia in base alle scelte dietetiche e allo stile di vita¹³, alle prescrizioni farmaceutiche¹⁴ e ai nutraceutici impiegati¹⁵ .
La sua composizione di base diventa “adulta” dopo il terzo anno di età e si trasforma completamente durante la gravidanza.

L’analisi del microbiota mette in evidenza:

La biodiversità¹⁶ (livello di diversificazione in termini tassonomici dei gruppi batteri presenti).

Più è alto il valore, maggiore è il numero di gruppi batterici diversi.
Esistono tra 15.000 e 36.000 diverse specie batteriche; un individuo può ospitarne da 500 a 1500.¹⁷ ²¹
◦ Un’alta diversità si trova nella stipsi e nella sovra crescita batterica intestinale (SIBO).
◦ Una bassa diversità si trova nell’atopia, la sindrome metabolica, le patologie auto-immune, le malattie infiammatorie croniche intestinali e il carcinoma del colon retto.

L’enterotipo²³ (genere ad abbondanza dominante):

◦ Enterotipo 1 : dominanza dei batteri Bacteroides
◦ Enterotipo 2 : dominanza dei batteri Prevotella
◦ Enterotipo 3 : dominanza dei batteri Ruminococcus

Il rapporto tra batteri Prevotella e batteri Bacteroides²⁴ permette di dedurre se esiste una tendenza alimentare sbilanciata:

◦ Un rapporto alto indica una dieta che privilegia gli alimenti su base vegetale (per es. la dieta vegana).
◦ Un rapporto basso indica una alimentazione di tipo animale.

Il rapporto tra batteri GRAM + e batteri GRAM – permette di dedurre il rischio infiammatorio mediato dai lipopolysaccharidi (LPS)²⁵ che sono delle endotossine della membrana dei batteri GRAM – .

Una grande abbondanza di batteri GRAM negativi è in correlazione con:
• Steatosi ed infiammazione epatica
• Infiammazione peritoneale
• Insulino-resistenza e diabete mellito tipo 2
• Sindrome metabolica
• Patologie infiammatorie del colon (IBD)
• Manifestazione atopiche

Il rapporto tra batteri del phylum Firmicutes e batteri del phylum Bacteroidetes permette di dedurre il tipo di disbiosi (fermentativa o putrefattiva)

◦ Rapporto superiore alla norma nella disbiosi fermentativa e molto alti nell’obesità²⁶
◦ Rapporto inferiore alla norma nella disbiosi putrefattiva

La tassonomia dei phyla permette di dedurre di quanto il paziente si discosta dalla popolazione sana. Nell’intestino di soggetti adulti sani le corrispondenza sono circa²⁷ :

◦ Phylum Bacteroidetes 50-55%
◦ Phylum Firmicutes 40-45%
◦ Phylum Proteobacteria 2-3%
◦ Phylum Actinobacteria 1%

La composizione precisa del microbiota (più di 200 batteri) mette in evidenza l’eventuale assenza di batteri considerati protettivi, probiotici e la presenza di batteri patogeni.
Per esempio:

◦ Nel gruppo dei batteri ritenuti probiotici : Bifidobacterium, Enterococcus, Lactobacillus
◦ Nel gruppo dei batteri ritenuti protettivi : Faecalibacterium contro l’IBD, Christensenella contro l’obesità, Akkermansia contro la sindrome metabolica, Dorea è epatoprotettore
◦ Nel gruppo dei batteri ritenuti patogeni : Enterobacter in causa per cistiti, Helicobacter in causa per gastriti, Campylobacter in causa nella diarrea recidivante e Fusobacterium nucleatum è indicatore di rischio di carcinoma del colon-retto, quindi implica di fare una colono scopia di screening

L’analisi delle co-varianze fornisce un suggerimento terapeutico per riequilibrare le disbiosi osservate attraverso l’analisi del microbiota colonico. Le co-varianze possono essere:

◦ Positive. Significa che l’assunzione del probiotico correlato farà salire il genere batterico corrispettivo in deficit.
◦ Negative. Significa che l’assunzione del probiotico correlato ridurrà il genere batterico corrispettivo in eccesso. Per esempio, enterococcus antagonista Escherichia coli.
Dopo aver confermato le ipotesi diagnostiche o intercettato il rischio che tali patologie si manifestino, questa analisi permette di individuare une strategia terapeutica adattata ad ogni caso.

Sarà composta di:

• Consigli dietetici.

• Valutazione di eventuale iatrogenicità come l’aumento del bacterio streptococcus provocato dal consumo d’inibitore di pompa protonica, l’aumento dei firmicutes provocato dall’aspartam e dagli antidepressivi spiegando l’aumento del peso.

• Probiotici : direttamente se sono in deficit o indirettamente con l’analisi delle co-varianze.

• Prebiotici per favorire lo sviluppo proporzionale dei gruppi batterici secondo la loro specificità di necessità nutritiva (per es. le fibre bifidogenique :Fruttoligosaccaridi FOS, inulina, Galattoligosaccaridi GOS, e le fibre lattogeni che : lattulosio e polidestrosio).
La dose giornaliera non deve essere inferiore a 10 grammi, sono naturalmente presenti nell’alimentazione: ad es. carciofi, finocchi, radicchio, cipolle,aglio, cavolo, broccoli, crauti, asparagi, radice di cicoria, radice di bardana, cacao, tarassaco, legumi, mele, pesche, orzo, crusca di frumento, grano, avena, segale, alghe, radice di yacon, radice di jicama, radice del Konjac, semi di lino, topinambur, porri, banane.

• Antibiotici di sintesi o naturali (aromaterapia) in caso di disbiosi putrefattiva.

• Fitoterapia in quanto alcune piante favoriscono lo sviluppo di certi batteri intestinali. Ad esempio:

– la curcuma fa sviluppare Faecalibacterium prausnitzii quando è scarso, provocando cosi l’aumento della produzione di butirato che ha un’azione anti-infiammatoria.

– la berberina, il tè verde e il rabarbaro fanno sviluppare il bacterio Akkermansia muciniphila (anti obesità).

REFERENCES
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2) Yang T et al. Gut dyssbiosis is linked to hypertension. Hypertension. 2015;65(6):1331-1340.
3) Altamirano-Barrera A et al. The role of gut microbiota in the pathology and prevention of liver disease. J Nutr Biochem. 2018;60:1-8.
4) Stephens RW et al. Gut Microbiota : From Microorganisms to Metabolic Organ Influencing Obesity. Obesity (Silver Spring). 2018;26(5): 801-809.
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30) Tsuji M et al. Dynamic interactions between bacteria and immune cells leading to intestinal IgA synthesis. Semin Immunol 2008;20(1):59-66.

 

Dott. Michel MALLARD 340 5023405

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17 Settembre 2018 Blog
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TABAGISMO

11 Settembre 2018 Blog, Patologie

Dott. Michel MALLARD medico chirurgo specializzato in Agopuntura e in Psicoterapia può aiutarti a risolvere il problema del tabagismo.
Ambulatorio in Corso Cavour, 123 – FERMO (FM) tel: 340 5023405

“Il piacere di non fumare è superiore al piacere di fumare”
Bernard Clavel

 

DEFINIZIONE DI TABAGISMO

Il tabagismo è l’atto di inalare i fumi che derivano dalla combustione delle foglie di tabacco, per una forma di dipendenza e di piacere. Questa inalazione dei fumi avviene anche senza fumare la sigarette, basta essere vicino ai fumatori. Nel 1992 questo fumo passivo è stato considerato carcinogeno umano di classe A dall’Agenzia Statunitense per la Protezione Ambientale; quindi senza livello minimo sicuro di esposizione.

CONSEGUENZE DEL TABAGISMO

Secondo l’OMS il fumo di tabacco rappresenta la seconda causa di morte nel mondo e la principale causa di morte evitabile. Un individuo che fuma per tutta la vita ha il 50% di probabilità di morire per una patologia direttamente correlata al fumo e la sua vita potrebbe non superare un’età compresa tra i 45 e i 54 anni.

 

L’intossicazione tabagica provoca:

• assuefazione al consumo di nicotina con fenomeni di craving e sintomi di astinenza (ansia, rabbia, depressione, difficoltà di concentrazione, impazienza, insonnia);

• danni vascolari, tachicardia, vasocostrizione e aterosclerosi all’origine dell’ipertensione arteriosa, dell’infarto del miocardio, dell’arterite obliterante degli arti inferiori, incidenti vascolari cerebrali (emiplegia, afasia), aneurisma dell’aorta;

• ipossia, dovuta al monossido di carbonio, che desossigena il sangue legandosi con l’emoglobina più facilmente dell’ossigeno, provocando dispnea allo sforzo. Il fumo di 1 pacchetto di sigarette al dì toglie il 10% di ossigeno;

• accelerazione del metabolismo degli estrogeni, quindi il rischio di tromboflebite, aumentato nella donna fumatrice che prende la pillola anti-concezionale;

• danni polmonari, all’origine delle infezioni delle vie respiratorie, della bronchite cronica ostruttiva, dell’enfisema, dell’insufficienza respiratoria (tosse e catarro sono i primi sintomi che incontra il fumatore) e dell’induzione asmatica. L’alterazione della mucosa alveolare diminuisce il passaggio dell’ossigeno tagliando almeno un altro 10% d’ossigenazione;

• danni ORL, perdita dell’olfatto e del gusto, gengivite, ipoacusia;

• danni estetici cutanei, invecchiamento precoce, sviluppo della psoriasi, caduta dei capelli (Jeremy Laurance, The bald facts: Smokers risk hair loss – as well as fatal illnesses, in The Independent, 26 novembre 2007);

• danni oftalmologici, cataratte;

• tumori maligni, del cavo orale, della laringe, dei bronchi, dello stomaco, del seno, del pancreas, dei reni e della vescica. Il fumo è responsabile del 30% di mortalità per cancro. (Stephen S. Hecht, Cigarette smoking: cancer risks, carcinogens, and mechanisms, 10 ottobre 2006);

• danni gastroenterologici, ulcera gastro-duodenale, polipi del colon e del retto;

• perdita di midollo osseo e di cartilagine delle articolazioni, in particolare del ginocchio (Flavia Cicuttini coll, Monash University e del Dipartimento di epidemiologia e medicina preventiva presso l’Alfred Hospital di Melbourne, Australia, effetto delle sigarette su 270 individui di mezza età scelti a caso tra i partecipanti a un grande studio di popolazione, il Melbourne Collaborative Cohort Study, Rheumatology, 2009);

• menopausa precoce;

• disfunzioni erettili e impotenza sessuale, (V. Mirone e altri, Cigarette Smoking as Risk Factor for Erectile Dysfunction: Results from An Italian Epidemiological Study, in European urology, vol. 41, nº 3, 18 aprile 2002, pp. 294-297);

• diminuzione della fertilità (L.S. Mamsen e altri, Cigarette smoking during early pregnancy reduces the number of embryonic germ and somatic cells, in Human Reproduction, vol. 25, nº 11, novembre 2010, pp. 2755-61). Il tabagismo provoca un’alterazione qualitativa e quantitativa della spermatogenesi e abbassa il livello di testosterone;

• 11% degli aborti spontanei (A. Leonardi e Giulia Scavarelli (a cura di), Salute della donna e del concepito: prevenzione dei rischi ambientali e occupazionali , Istituto Superiore di Sanità, 2004;

• ipotrofia fetale se la madre fuma durante la gravidanza (Klein 1993);

• aumento dell’incidenza delle gravidanze extra-uterine e dell’eclampsia;

• raddoppiamento del rischio di morte improvvisa del neonato (Schoendorf);

• vomito e diarrea dal neonato se la madre che allatta fuma più di 20 sigarette al dì;

L’organismo impiega 3 settimane per eliminare completamente la nicotina (Hughes JR, Effects of abstinence from tobacco: valid symptoms and time course , in Nicotine Tob Res, vol. 9, nº 3, 2007, pp. 315–27), ma ci sono altre 4000 molecole nel fumo della sigaretta che necessitano di 15 anni per essere eliminate!

 

TERAPIE PER SMETTERE DI FUMARE

 

“L’alpinista è un uomo che conduce il suo corpo là dove un giorno i suoi occhi hanno guardato.”
Gaston Rebuffat

 

La terapia è l’abbandono del consumo di tabacco e la disintossicazione dai residui tossici rimasti nell’organismo.
Preferisco praticare l’abbandono definitivo piuttosto che lo svezzamento progressivo, che riservo ai pazienti coronaropatici, o ancora le pratiche sostitutive (sigaretta elettronica, patch e gomme alla nicotina), o farmacologiche (vareniclina), che prescrivo ai pazienti forti consumatori non abbastanza motivati, ma costretti a smettere di fumare per gravi motivi di salute.

E’ stato dimostrato (con analisi) che i fumatori che cambiano marca di sigaretta per fumare quelle più leggere, consumano più sigarette o le inalano più profondamente per mantenere lo stesso livello di nicotina nel sangue.

Personalmente, dopo una valutazione del grado e del tipo di tabagismo con un test di Fagerström, utilizzo un approccio multidisciplinare, combinando queste terapie:

Analisi psicologica delle motivazioni per smettere di fumare, per valutare se c’è un reale desiderio di abbandonare la sigaretta o meno.

Colloquio psicologico, se necessario, per appropriare consapevolmente la motivazione più pertinente.

Seduta di auto-ipnosi, collegata alla motivazione, con tecnica di ancoraggio di Bandler e Grinder.

Rieducazione respiratoria, centrata sulla “liberazione” nella respirazione diaframmatica, a scopo rilassante, per una migliore gestione dello stato ansioso, spesso all’origine del tabagismo. Respirare profondamente più volte fa sparire la voglia di fumare.

Agopuntura, secondo la Medicina Tradizionale Cinese (G. Lagrue, Sur l’efficacité de l’acupuncture pour la désintossication tabagique, Le Concours Médical, 1984, 106-42, 4167).

Auricoloterapia, secondo il protocollo ACUDETOX messo a punto dalla National Acupuncture Detoxification Association del Lincoln Hospital di New York e fondata nel 1985 da M. Smith (Direttore del reparto di tossicodipendenza).

Fitoterapia in macerati idroalcolici:
◦ ad azione sedativa e rilassante: Nepeta cataria e Primula veris,
◦ ad azione antispasmodica bronchiale: Verbena officinalis, Nepeta cataria e Primula veris,
◦ ad azione antisettica: Nepeta cataria (carvacrolo, nepetolo, timolo, nepetolattone, citronellolo, geraniolo), Vaccinum myrtillus (arbutina), Verbena officinalis,
◦ ad azione antinfiammatoria, espettorante e mucolitica: Primula veris, Vaccinum myrtillus, Nepeta cataria, Verbena officinalis (glucosidi salicili, saponine, mucillagini e tannini).

Fitoterapia in tisana per infuso:
Il consumo di una tisana aiuta ad evitare il caffè, che ha il difetto di provocare il desiderio di fumare una sigaretta.
◦ Origanum majorana L., maggiorana (sommità fiorite e foglie) per le sue proprietà antispastiche e bechiche. Da consumare preferibilmente la sera.
◦ Tilia tomentosa, tiglio (sommità fiorite e foglie) per le sue proprietà rilassanti e sedative, ma anche mucolitiche e antinfiammatorie. Da consumare la sera e prima di coricarsi.
◦ Valeriana officinalis, valeriana (radice) per le sua azione antispasmodica, sedativa e ipnoinducente. Da consumare prima di coricarsi.
◦ Veronica officinalis, (sommità fiorite e foglie) per le sue proprietà espettoranti, antinfiammatorie e antibatteriche. Da consumare preferibilmente la mattina.
◦ Verbena officinalis, (sommità fiorite e foglie) per le sue proprietà rilassanti e ansiolitiche, grazie alla verbenalina. Da consumare preferibilmente la mattina.

Floriterapia secondo Edward Bach:
◦ Agrimony, per contrastare la dipendenza,
◦ Walnut, nelle “crisi” di astinenza,
◦ Gentian, per contrastare la frustrazione e la convinzione di non riuscire,
◦ Cherry Plum, in caso di comportamento compulsivo.

Omeopatia secondo Samuel Hahneman:
◦ Rimedi sintomatici : Nux Vomica, Gelsemium sempervirens, Tabacum,
◦ Rimedio di “fondo” particolare ad ogni paziente.

Omeopatia in diluizioni decimali, in accordo di potenza e gemmo terapia con la Metodica Roy Martina:
◦ Per interrompere la dipendenza da fumo : Plantago major, Chamomilla, Scrophularia nodosa, Juniperus gemmae, Chelidonium, Tabacum, Nicotinum, Caladium seguinum, Nux vomica, Natrium chloratum.
◦ Come sedativo nelle crisi da disassuefazione da tabacco : Stevia, Passiflora, Hypericum, Escholtzia cali fornica, Avena sativa, Eleuterococcus, Humulus lupulus, Valeriana, Ribes nigrum gemmae, Pulsatilla, Kalium phosphoricum, Ginseng, Chamomilla.

Consigli dietetici:
◦ Diminuzione della quantità delle calorie giornaliere, per non ingrassare, sapendo che la nicotina accelera il metabolismo basale del 20%. Si ottiene diminuendo la quantità di carboidrati (pane, pasta, dolci, patate) e aumentando tutti i tipi di verdure.
◦ Aumento della diversità alimentare e ripartizione equilibrata delle categorie alimentari, che il fumatore perde a causa dell’alterazione del gusto e dell’olfatto. Per questo motivo, i fumatori hanno un tasso di LDL-colesterolo e di trigliceridi aumentato ed una carenza in antiossidanti (beta-carotene, vitamina C) e in HDL-colesterolo. Queste anomalie associate all’effetto vasocostrittore della nicotina sono all’origine degli incidenti cardio-vascolari dei fumatori,
◦ Aumento del consumo delle fibre alimentari,
◦ Ottimizzare il menu verso un indice glicemico basso per evitare ipoglicemie, che porterebbero ad un consumo di caramelle per soddisfare il bisogno di qualcosa in bocca,
◦ Bere 2 litri d’acqua al dì,
◦ Alcalinizzare l’acqua con il limone,
◦ Controllare la quantità di bevande alcoliche,
◦ Limitare il consumo di caffè, che aumenta l’irritabilità durante il trattamento del tabagismo, e che spesso è associato al comportamento di fumare una sigaretta,
◦ Masticare più lentamente,
◦ Non saltare i pasti,
◦ Non praticare il “rosicchiare” tra i pasti per compensare l’assenza della sigaretta in bocca; al limite, preferire un bastone vegetale da mordere e succhiare (liquirizia o radice di malva in caso di ipertensione),
◦ Fare merenda con un frutto (vitamina C),
◦ Mangiare mandorle tutti i giorni per compensare la carenza di magnesio, frequente nel fumatore.

RISULTATI

La mia esperienza iniziata 30 anni fa mi ha permesso di constatare:

• che la profonda motivazione psicologica ben integrata a smettere di fumare è quasi una garanzia di successo.

• che l’agopuntura e l’auricoloterapia provocano delle reazioni di allontanamento del fumo spontaneamente, attraverso un disgusto verso l’odore del tabacco e del fumo di sigaretta, come se la capacità di auto-protezione dell’organismo si risvegli naturalmente.

• che l’omeopatia e la fitoterapia hanno un azione calmante nei sintomi di astinenza e disintossicante dalle molecole tossiche accumulate durante gli anni di tabagismo.

• che la rieducazione respiratoria consapevole, gli esercizi di rilassamento e i fiori di Bach aiutano il paziente durante il percorso di gestione dello stress nella sua nuova vita senza fumo.

I miei risultati sono sovrapponibili a quelli dello studio fatto nell’ambulatorio Acudetox dell’ASL 10 di Pinerolo (TO) nel periodo 2001-2003 su 207 soggetti. (Remo Angelino, Danilo Mantellina, Antonio Potosnjak, Marcella Masiero –

L’agopuntura auricolare per smettere di fumare: analisi di tre anni di attività.

Bollettino per le Farmacodipendenze e l’alcolismo, XXVII-N.3-4/2004). A 1 mese: il 58% dei soggetti trattati sono rimasti astinenti; a 3 mesi: il 37,8%, a 6 mesi: il 31,6%, a 1 anno: il 27,6%.
Questi risultati evidenziano delle ricadute nel tempo.

E’ uno dei motivi per cui la mia terapia contro il tabagismo, oltre all’auricoloterapia, aggiunge sostegno psicologico, esercizi di respirazione e di rilassamento, alimentazione anti-ossidante per la disintossicazione.
Per evitare ricadute, consiglio nei primi due anni una visita di controllo ogni 3 mesi, per consolidare la scelta fatta attraverso una valutazione psicologica e una revisione dell’ancoraggio auto-ipnotico.

Dr Michel Mallard

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